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Millecosedde: la minestra calabrese di legumi e cereali misti

Le millecosedde sono una minestra del Catanzarese che unisce legumi misti — fagioli, ceci, lenticchie — cereali come orzo o grano, verdure di stagione e pasta corta avanzata, cotta lentamente insieme a cotenne di maiale e peperoncino. Il nome, che significa letteralmente 'mille cose', descrive la natura di piatto di recupero, nato per utilizzare piccoli residui di dispensa.

Millecosedde, minestra catanzarese di legumi, cereali e verdure con cotenne
Millecosedde calabresi, minestra densa di legumi, cereali e pasta corta.
Origine
Catanzaro
Regione
Calabria
Categoria
Primo piatto
Formati
Legumi misti, cereali, cotenne
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale delle millecosedde

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 12hCottura 2h

Ingredienti

Per 6 persone

  • 100 g di fagioli secchi
  • 100 g di ceci secchi
  • 50 g di lenticchie
  • 80 g di orzo perlato
  • 100 g di pasta corta mista o avanzata (spezzata)
  • 150 g di cotenne di maiale
  • 1 patata, 1 costa di sedano, 1 carota
  • Peperoncino, alloro, olio extravergine di oliva, sale q.b.

Preparazione

  1. Ammollare separatamente fagioli, ceci e lenticchie per almeno 12 ore, cambiando l'acqua una volta.

  2. Sbollentare le cotenne di maiale per qualche minuto e tagliarle a listarelle.

  3. In una pentola capiente unire fagioli, ceci e cotenne con acqua abbondante e portare a bollore; cuocere a fuoco basso per circa un'ora.

  4. Aggiungere l'orzo, le lenticchie, la patata a cubetti, il sedano e la carota tritati, l'alloro e il peperoncino.

  5. Proseguire la cottura per altri 40-50 minuti, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo acqua calda se la minestra si asciuga troppo.

  6. Quando i legumi sono teneri, unire la pasta corta e cuocere ancora finché è al dente, mescolando spesso perché non attacchi.

  7. Regolare di sale, lasciare riposare cinque minuti fuori dal fuoco

  8. Servire calda con un filo di olio extravergine di oliva a crudo

La versione tradizionale prevede
  • fagioli secchi
  • ceci secchi
  • lenticchie
  • orzo perlato
  • pasta corta mista o avanzata (spezzata)
  • cotenne di maiale
Cosa non prevede
  • Un solo tipo di legume: la varietà è l'elemento identitario del piatto
  • Dado da brodo industriale
  • Panna o formaggi fusi
Storia e origine

'Mille cose' nella stessa pentola

Il nome millecosedde deriva dal fatto che nella pentola confluiscono piccole quantità di legumi, cereali e pasta diversi, spesso residui di raccolti e dispense familiari, uniti in un'unica cottura lenta.

La ricetta appartiene alla cucina contadina del Catanzarese, dove il criterio guida era non sprecare nulla: gli avanzi di pasta corta di formati diversi, i legumi rimasti in piccole quantità nei sacchetti, le verdure dell'orto disponibili in quel momento.

Le caratteristiche in breve

Minestra densa, quasi un piatto unico, con consistenza cremosa data dagli amidi dei legumi.
Varietà di legumi e cereali diversi cotti insieme, mai un solo tipo.
Presenza di cotenne di maiale che danno sapidità e struttura.
Peperoncino sempre presente, in quantità variabile secondo il gusto.

3 errori da evitare

  1. 01
    Cuocere tutti i legumi insieme fin dall'inizio, senza considerare i tempi di cottura diversi.
  2. 02
    Aggiungere la pasta troppo presto, facendola sfaldare nella lunga cottura.
  3. 03
    Salare l'acqua di ammollo, che indurisce la buccia dei legumi.

Domande frequenti

Che cosa significa il nome millecosedde?

Significa letteralmente 'mille piccole cose' e descrive la varietà di legumi, cereali e pasta che compongono la minestra, spesso residui di dispensa uniti in un'unica cottura.

Quali legumi si usano nelle millecosedde?

Non esiste una ricetta fissa: tipicamente fagioli, ceci e lenticchie, ma la composizione varia secondo quanto disponibile in casa, che è proprio lo spirito originario del piatto.

Le millecosedde si possono preparare senza carne?

Sì, eliminando le cotenne il piatto resta comunque saporito grazie ai legumi e alle verdure, ed è adatto anche ai giorni di magro.

Fonti

Fonti e verifica editoriale

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.