Cerasuolo d'Abruzzo DOC: il rosato di Montepulciano diventato denominazione autonoma
Il Cerasuolo d'Abruzzo è un vino rosato DOC ottenuto da uve Montepulciano in purezza per almeno l'85%, prodotto nelle quattro province abruzzesi.
Caratteristiche del prodotto
- Colore dal rosa cerasuolo (ciliegia) più o meno intenso, spesso carico, mai tenue come in molti rosati da salasso rapido: da qui deriva il nome del vino.
- Profumo vinoso e fruttato, con note di ciliegia, piccoli frutti rossi e talvolta fiori di ibisco nelle versioni più giovani.
- Sapore asciutto, sapido, di corpo pieno e struttura tannica percettibile ma morbida, eredità della macerazione più lunga rispetto a un rosato standard.
- Gradazione alcolica minima 12,5% in volume, con versioni Superiore che possono raggiungere gradazioni più elevate e periodi di affinamento più lunghi.
Differenze dal prodotto generico
- Va distinto dal Montepulciano d'Abruzzo DOC vinificato in rosso, con cui condivide il vitigno ma non il metodo di vinificazione né il profilo sensoriale.
- Non va confuso con i rosati generici da uve Montepulciano prodotti fuori dai confini o dai limiti di resa della DOC, privi del diritto a fregiarsi della denominazione.
- Rispetto a molti rosé ottenuti per pressatura diretta o salasso rapidissimo, il Cerasuolo mantiene un colore più intenso e una struttura tannica più marcata, tratto che lo avvicina per certi versi più a un vino rosso leggero che a un rosato di scuola provenzale.
Territorio di produzione
- La zona di produzione delle uve coincide con l'intero territorio regionale abruzzese, comprendendo le province di Chieti, Pescara, Teramo e L'Aquila, con l'esclusione dei terreni non vocati o troppo umidi di fondovalle.
- Le colline litoranee e submontane, in particolare tra il Teramano, il Pescarese e il Chietino, concentrano la maggior parte dei vigneti storicamente destinati a questa tipologia.
- L'altitudine dei vigneti è normalmente compresa entro i 500 metri sul livello del mare, salvo eccezioni per esposizioni particolarmente favorevoli.
Storia e documentazione
Il Cerasuolo era tradizionalmente il vino da tavola quotidiano delle famiglie contadine abruzzesi, ottenuto dalla stessa uva Montepulciano destinata al vino rosso ma con una macerazione più breve, spesso per necessità pratiche più che per scelta stilistica.
Per oltre quarant'anni è stato inquadrato come semplice tipologia della DOC Montepulciano d'Abruzzo, condizione che ne limitava la riconoscibilità sul mercato rispetto ad altri grandi rosati italiani.
Il riconoscimento come DOC autonoma nel 2010 ha accompagnato un cambio di percezione: da vino minore a espressione identitaria della vitivinicoltura abruzzese, oggi valorizzata anche nella ristorazione di fascia alta.
Materie prime
- Uve Montepulciano per almeno l'85% dell'uvaggio; possono concorrere fino al 15% altre uve a bacca rossa non aromatiche idonee alla coltivazione in Abruzzo.
- Rese per ettaro più contenute rispetto al Montepulciano d'Abruzzo vinificato in rosso, condizione necessaria per ottenere un rosato di maggiore concentrazione.
- Nessun mosto concentrato o correttore di colore ammesso: la tonalità cerasuolo deriva esclusivamente dal tempo e dalla temperatura di contatto tra mosto e bucce.
Lavorazione
- Le uve Montepulciano vengono pigiate e lasciate macerare a contatto con le bucce per un periodo breve ma calibrato, sufficiente a estrarre colore e struttura senza virare verso un vino rosso.
- Il mosto viene poi separato dalle vinacce (svinatura) e prosegue la fermentazione a temperatura controllata, tipicamente in acciaio, per preservare freschezza e aromi fruttati.
- Le versioni Superiore prevedono rese ridotte in vigna e un titolo alcolometrico minimo più elevato, con un profilo finale più strutturato.
Stagionatura
- Il Cerasuolo d'Abruzzo base non richiede affinamento obbligatorio in legno: viene generalmente imbottigliato entro pochi mesi dalla vendemmia per mantenere la freschezza fruttata tipica del rosato.
- Le tipologie Superiore prevedono un periodo minimo di affinamento fissato dal disciplinare prima dell'immissione al consumo, spesso includendo alcuni mesi di bottiglia.
- Una volta imbottigliato, il vino va conservato al riparo dalla luce e a temperatura costante: il colore rosa ciliegia tende a scurirsi con l'ossidazione se il vino invecchia oltre il periodo consigliato di consumo, generalmente entro due o tre anni dalla vendemmia.
Disciplinare
- La denominazione nasce come tipologia della DOC Montepulciano d'Abruzzo riconosciuta con D.P.R. 24 maggio 1968; diventa DOC autonoma con Decreto ministeriale 5 ottobre 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2010.
- Il disciplinare vigente, più volte modificato (da ultimo nel 2011), fissa un uvaggio minimo dell'85% di Montepulciano, rese per ettaro e gradazioni minime differenziate tra tipologia base e Superiore.
- La zona di produzione delle uve è quella dell'intero territorio regionale abruzzese entro i limiti altimetrici e di vocazione previsti dal disciplinare stesso.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Accompagna tradizionalmente i primi piatti abruzzesi conditi con sughi di carne o di pesce, gli arrosticini e i secondi di carni bianche o di agnello poco impegnativi.
- Si abbina bene ai brodetti di pesce alla vastese o alla pescarese, grazie alla sua sapidità e alla struttura superiore a quella di un semplice vino bianco.
- Va servito fresco, tra i 12 e i 14 gradi, in calici ampi che ne valorizzino il colore e il ventaglio aromatico fruttato.
Conservazione
- Si conserva in cantina al buio, a temperatura costante tra 12 e 16 gradi, in posizione orizzontale per le bottiglie chiuse con tappo di sughero.
- Il Cerasuolo base va consumato preferibilmente entro uno o due anni dalla vendemmia per apprezzarne la freschezza; le versioni Superiore reggono un affinamento più lungo.
- Una volta aperta la bottiglia, va richiusa e conservata in frigorifero, consumandola entro due o tre giorni per preservarne gli aromi primari.
Domande frequenti
- Da quando il Cerasuolo d'Abruzzo è una DOC autonoma?
- Dal Decreto ministeriale 5 ottobre 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 ottobre 2010. Prima di quella data era una tipologia della DOC Montepulciano d'Abruzzo, riconosciuta fin dal 1968.
- Con quale uva si produce il Cerasuolo d'Abruzzo?
- Con uve Montepulciano per almeno l'85%; il restante 15% può provenire da altre uve a bacca rossa non aromatiche idonee alla coltivazione in Abruzzo.
- Perché si chiama Cerasuolo?
- Il nome deriva dal colore del vino, che ricorda quello della ciliegia (cerasa in dialetto abruzzese): un rosa carico e intenso, più marcato di molti rosati ottenuti da altre uve o con macerazioni più brevi.
- Il Cerasuolo d'Abruzzo è un vino da invecchiamento?
- Nella versione base no: va bevuto giovane per apprezzarne la freschezza fruttata. La tipologia Superiore, con rese più basse e gradazione minima maggiore, sopporta un affinamento più lungo.
- Che differenza c'è tra Cerasuolo d'Abruzzo e Montepulciano d'Abruzzo rosso?
- Sono due DOC distinte ottenute dalla stessa uva Montepulciano: il Cerasuolo nasce da una macerazione breve sulle bucce che dà un rosato intenso, il Montepulciano rosso da una macerazione più lunga che produce un vino rosso strutturato.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Banca dati disciplinari e Registro nazionale delle denominazioni di origine dei vini — www.masaf.gov.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Catalogo nazionale delle varietà di vite e disciplinari delle denominazioni — catalogoviti.politicheagricole.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo, Disciplinari e denominazioni di origine dei vini abruzzesi — www.vinidabruzzo.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Regione Abruzzo, Settore vitivinicolo e denominazioni di origine abruzzesi — www.regione.abruzzo.it. Consultato il 11 agosto 2026.
- Commissione Europea, eAmbrosia - Registro delle indicazioni geografiche dell'UE — ec.europa.eu. Consultato il 11 agosto 2026.
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