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Cinque Terre Sciacchetrà DOC: il passito raro delle Cinque Terre

Lo Sciacchetrà è un vino passito ottenuto dalle stesse uve del Cinque Terre DOC — Bosco, Albarola e Vermentino — fatte appassire dopo la vendemmia prima della vinificazione.

Vino passito Cinque Terre Sciacchetrà DOC in calice dal colore dorato ambrato
Bottiglia di Sciacchetrà DOC con calice del vino dorato.

Caratteristiche del prodotto

  • Colore dorato intenso, tendente all'ambrato con l'invecchiamento.
  • Profumo di frutta secca, miele e note di uva appassita.
  • Sapore dolce, concentrato, con buona persistenza aromatica.
  • Produzione molto limitata, tra i vini più rari della viticoltura italiana.

Territorio di produzione

  • I cinque borghi delle Cinque Terre, in provincia di La Spezia, sugli stessi terrazzamenti utilizzati per il Cinque Terre DOC.

Materie prime

  • Uve Bosco, Albarola e Vermentino selezionate e fatte appassire dopo la vendemmia.

Lavorazione

  1. Vendemmia manuale con selezione dei grappoli migliori destinati all'appassimento.
  2. Appassimento dei grappoli su graticci o appesi in locali ventilati, per alcune settimane o mesi.
  3. Vinificazione delle uve appassite, con rese molto basse rispetto al peso iniziale dell'uva.

Stagionatura

  • Affinamento in bottiglia o in piccoli recipienti, che può proseguire per alcuni anni migliorando la complessità del vino.
  • Le annate più pregiate possono essere conservate a lungo grazie all'elevata concentrazione zuccherina.

Disciplinare

  • Denominazione di Origine Controllata riconosciuta dal MASAF, sottodenominazione del disciplinare Cinque Terre.
  • Il disciplinare fissa i parametri di appassimento, la resa massima e i requisiti chimico-fisici del vino passito.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Vino da meditazione, servito da solo a fine pasto.
  • Abbinato a dolci secchi come gli amaretti di Sassello o i canestrelli liguri.
  • Accompagna formaggi erborinati o stagionati per un contrasto dolce-sapido.

Conservazione

  • In posizione orizzontale, in luogo fresco e buio, adatto anche a un invecchiamento di alcuni anni.
  • Una volta aperta la bottiglia, si conserva per diversi giorni in frigorifero grazie all'alta concentrazione zuccherina.

Curiosità

Il nome «Sciacchetrà» ha un'etimologia dibattuta, che alcuni fanno risalire al dialetto locale e al gesto di «schiacciare e tirare» l'uva durante la lavorazione tradizionale.

La produzione limitatissima, dovuta alle rese basse dell'appassimento e alla difficoltà dei terrazzamenti, rende questo vino uno dei più rari e ricercati della viticoltura ligure.

Domande frequenti

In cosa differisce lo Sciacchetrà dal Cinque Terre DOC bianco?
Condivide le stesse uve — Bosco, Albarola e Vermentino — ma queste vengono fatte appassire prima della vinificazione, ottenendo un vino dolce e concentrato invece del bianco secco e fresco della versione base.
Perché lo Sciacchetrà è così raro e costoso?
Per le rese molto basse dell'appassimento delle uve e per la difficoltà della viticoltura sui terrazzamenti a picco sul mare delle Cinque Terre, che limitano fortemente i quantitativi prodotti ogni anno.
Con cosa si abbina lo Sciacchetrà?
È ideale come vino da meditazione a fine pasto, abbinato a dolci secchi come amaretti o canestrelli, oppure a formaggi stagionati o erborinati.

Fonti

  • MASAF — Catalogo nazionale dei disciplinari, Disciplinari di produzione delle denominazioni di origine dei vini www.masaf.gov.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Fondazione Qualivita — Qualigeo, Cinque Terre DOC e Cinque Terre Sciacchetrà: disciplinare e zona di produzione www.qualigeo.eu. Consultato il 02 agosto 2026.

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