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Stoccafisso all'anconitana: storia e ricetta

Lo stoccafisso all'anconitana è un secondo piatto a base di stoccafisso ammollato, cotto lentamente in tegame con patate, pomodoro, olive e alici sotto sale, insaporito da erbe aromatiche come rosmarino e maggiorana. Nasce dalla tradizione dei commerci marittimi del porto di Ancona con i paesi nordici, da cui arrivava il merluzzo essiccato.

Stoccafisso all'anconitana, secondo piatto tipico di Ancona
Stoccafisso all'anconitana in tegame con patate e pomodoro.
Origine
Ancona
Regione
Marche
Categoria
Secondo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dello stoccafisso all'anconitana

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 30 minCottura 1h 10min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 800 g di stoccafisso già ammollato
  • 600 g di patate
  • 400 g di pomodori pelati
  • 100 g di olive verdi o nere denocciolate
  • 2 filetti di alici sotto sale
  • 1 cipolla, 2 spicchi d'aglio
  • Rosmarino e maggiorana q.b.
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Vino bianco q.b.

Preparazione

  1. Pulire lo stoccafisso ammollato, eliminando pelle e lische residue, e tagliarlo a pezzi regolari.

  2. Soffriggere cipolla e aglio in olio extravergine, sciogliendovi le alici sotto sale spinate.

  3. Sfumare con il vino bianco, aggiungere i pomodori pelati spezzettati e le olive, cuocendo per qualche minuto.

  4. Disporre i pezzi di stoccafisso nel tegame insieme alle patate tagliate a tocchetti.

  5. Aggiungere rosmarino e maggiorana, coprire e cuocere a fuoco basso per almeno un'ora, aggiungendo poca acqua se il sugo si asciuga troppo.

  6. Verificare che le patate siano cotte e lo stoccafisso morbido prima di servire, ancora caldo.

La versione tradizionale prevede
  • stoccafisso già ammollato
  • patate
  • pomodori pelati
  • olive verdi o nere denocciolate
  • alici sotto sale
  • 1 cipolla, 2 spicchi d'aglio
Storia e origine

Dal Mare del Nord al porto dorico

Il commercio marittimo tra il porto di Ancona e i paesi del Nord Europa, in particolare la Norvegia, ha introdotto lo stoccafisso — merluzzo essiccato all'aria, non salato — nella cucina locale già a partire dal tardo Medioevo, come alimento conservabile a lungo per i lunghi viaggi.

La ricetta anconitana si è affermata come piatto povero della cucina portuale, con una cottura lenta in tegame che ammorbidisce le fibre dello stoccafisso ben ammollato, arricchita da patate, pomodoro e olive locali.

Le caratteristiche in breve

Stoccafisso ammollato per diversi giorni, spellato e diliscato prima della cottura.
Cottura lenta e prolungata in tegame, che permette alle fibre di ammorbidirsi senza sfaldarsi troppo.
Presenza di alici sotto sale sciolte nel soffritto, che danno sapidità profonda al sugo.
Patate cotte insieme al pesce, che assorbono il sugo di pomodoro e olive.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra stoccafisso e baccalà?

Lo stoccafisso è merluzzo essiccato all'aria senza sale, mentre il baccalà è merluzzo conservato sotto sale: richiedono tempi e modalità di ammollo diverse, ma nella cucina marchigiana entrambi trovano impiego in ricette simili.

Quanto tempo serve per ammollare lo stoccafisso?

Servono in genere due o tre giorni, cambiando l'acqua più volte al giorno, per reidratare le fibre e renderlo pronto alla cottura; molte pescherie lo vendono già ammollato.

Perché si usano le alici sotto sale nel soffritto?

Le alici, sciolte nell'olio caldo, danno sapidità e profondità di sapore al sugo senza dover aggiungere troppo sale, un accorgimento tipico della cucina costiera marchigiana.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Marche, Agricoltura, prodotti tipici e denominazioni di qualità delle Marche www.regione.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • ASSAM Marche — Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche, Prodotti agroalimentari tradizionali e paniere delle Marche www.assam.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.