Vincisgrassi e la pasta ripiena delle feste
I vincisgrassi sono il piatto-bandiera della regione: sfoglie di pasta all'uovo alternate a un ragù ricco di rigaglie e carni miste, besciamella e parmigiano, gratinati al forno. La ricetta, documentata dal Settecento nel Maceratese, ha innumerevoli varianti familiari, ma il principio resta lo stesso: un pasticcio di pasta più elaborato delle lasagne tradizionali.
Accanto ai vincisgrassi, la regione conserva un repertorio fitto di paste ripiene e all'uovo: i maccheroncini di Campofilone IGP, tirati sottilissimi nel Fermano fin dal Medioevo, i cappelletti in brodo dell'entroterra fabrianese e i passatelli, diffusi soprattutto nel Pesarese al confine con l'Emilia-Romagna.
L'oliva Ascolana e la fritto misto all'italiana
L'Oliva Ascolana del Piceno DOP, cultivar a polpa carnosa coltivata sulle colline intorno ad Ascoli Piceno, è alla base delle olive all'ascolana: denocciolate a spirale, farcite con un ripieno di carni miste, impanate e fritte. Sono il simbolo del fritto misto all'italiana, che nel Piceno comprende anche cremini e costolette d'agnello impanate.
La stessa oliva, in salamoia, accompagna gli antipasti di tutta la regione ed è protetta da un disciplinare che ne definisce area di coltivazione, varietà e metodo di lavorazione manuale.
Il brodetto e la cucina della costa
Ogni porto adriatico marchigiano ha la sua versione di brodetto: quello anconetano, cotto in un solo passaggio con pomodoro, aceto e peperone verde, e quello alla sambenedettese, più rosso e legato dal nero delle seppie. Nato dagli scarti del pescato invenduto, il brodetto è oggi il piatto più rappresentativo della marineria regionale, da Fano a San Benedetto del Tronto.
Alla costa appartengono anche lo stoccafisso all'anconitana, cotto lentamente con patate e olive, e i moscioli di Portonovo, le uniche cozze selvatiche certificate d'Italia, che crescono sugli scogli del Conero senza alcuna coltivazione.
Norcineria, pastorizia e i dolci delle feste
L'entroterra marchigiano ha una solida tradizione di lavorazione del maiale: il Ciauscolo IGP, salame morbido e spalmabile aromatizzato con aglio e vino, è il prodotto più noto, insieme al salame di Fabriano e alla lonza di fico, dolce-salume di fichi secchi e frutta. Sui pascoli dei Monti Sibillini si producono pecorini a latte crudo e la Casciotta d'Urbino DOP, prima denominazione italiana riconosciuta nel 1996.
La pasticceria segue il calendario: il frustingo di fichi secchi e noci a Natale, i calcioni di pecorino a Pasqua insieme alla pizza di Pasqua dolce, le sfrappe di Carnevale e i cavallucci fritti a base di vino cotto, prodotto che le Marche condividono con le regioni limitrofe ma che qui ha una lunga tradizione contadina autonoma.