Vincisgrassi
Pasticcio di sfoglia al forno con ragù di rigaglie e carni miste, besciamella e parmigiano: il primo piatto delle feste per eccellenza delle Marche, con radici settecentesche nel Maceratese.
Scopri VincisgrassiDal Montefeltro al Piceno, dai Sibillini alla riviera del Conero: vincisgrassi, olive all'ascolana del Piceno DOP, brodetto di pesce, maccheroncini di Campofilone IGP, ciauscolo IGP, Casciotta d'Urbino DOP e i vini Verdicchio, Conero e Offida.
Le Marche sono l'unica regione italiana al plurale: un mosaico di territori — cinque province, decine di vallate parallele che scendono dall'Appennino all'Adriatico — che si riflette anche in cucina, con specialità che cambiano da un versante all'altro pur condividendo una matrice comune fatta di pasta fresca all'uovo, carni suine e ovicaprine, pesce azzurro e olive.
La tavola marchigiana unisce due anime: quella dell'entroterra collinare e montano, legata al maiale, ai formaggi di pastorizia e alla pasta ripiena delle feste, e quella della costa, dove il brodetto e lo stoccafisso raccontano secoli di pesca adriatica. Il filo che tiene insieme le due anime è l'olio, l'oliva Ascolana Tenera e un uso sapiente delle spezie dolci — cannella, noce moscata — ereditato dalle rotte commerciali del porto di Ancona.
I vincisgrassi sono il piatto-bandiera della regione: sfoglie di pasta all'uovo alternate a un ragù ricco di rigaglie e carni miste, besciamella e parmigiano, gratinati al forno. La ricetta, documentata dal Settecento nel Maceratese, ha innumerevoli varianti familiari, ma il principio resta lo stesso: un pasticcio di pasta più elaborato delle lasagne tradizionali.
Accanto ai vincisgrassi, la regione conserva un repertorio fitto di paste ripiene e all'uovo: i maccheroncini di Campofilone IGP, tirati sottilissimi nel Fermano fin dal Medioevo, i cappelletti in brodo dell'entroterra fabrianese e i passatelli, diffusi soprattutto nel Pesarese al confine con l'Emilia-Romagna.
L'Oliva Ascolana del Piceno DOP, cultivar a polpa carnosa coltivata sulle colline intorno ad Ascoli Piceno, è alla base delle olive all'ascolana: denocciolate a spirale, farcite con un ripieno di carni miste, impanate e fritte. Sono il simbolo del fritto misto all'italiana, che nel Piceno comprende anche cremini e costolette d'agnello impanate.
La stessa oliva, in salamoia, accompagna gli antipasti di tutta la regione ed è protetta da un disciplinare che ne definisce area di coltivazione, varietà e metodo di lavorazione manuale.
Ogni porto adriatico marchigiano ha la sua versione di brodetto: quello anconetano, cotto in un solo passaggio con pomodoro, aceto e peperone verde, e quello alla sambenedettese, più rosso e legato dal nero delle seppie. Nato dagli scarti del pescato invenduto, il brodetto è oggi il piatto più rappresentativo della marineria regionale, da Fano a San Benedetto del Tronto.
Alla costa appartengono anche lo stoccafisso all'anconitana, cotto lentamente con patate e olive, e i moscioli di Portonovo, le uniche cozze selvatiche certificate d'Italia, che crescono sugli scogli del Conero senza alcuna coltivazione.
L'entroterra marchigiano ha una solida tradizione di lavorazione del maiale: il Ciauscolo IGP, salame morbido e spalmabile aromatizzato con aglio e vino, è il prodotto più noto, insieme al salame di Fabriano e alla lonza di fico, dolce-salume di fichi secchi e frutta. Sui pascoli dei Monti Sibillini si producono pecorini a latte crudo e la Casciotta d'Urbino DOP, prima denominazione italiana riconosciuta nel 1996.
La pasticceria segue il calendario: il frustingo di fichi secchi e noci a Natale, i calcioni di pecorino a Pasqua insieme alla pizza di Pasqua dolce, le sfrappe di Carnevale e i cavallucci fritti a base di vino cotto, prodotto che le Marche condividono con le regioni limitrofe ma che qui ha una lunga tradizione contadina autonoma.
Pasticcio di sfoglia al forno con ragù di rigaglie e carni miste, besciamella e parmigiano: il primo piatto delle feste per eccellenza delle Marche, con radici settecentesche nel Maceratese.
Scopri VincisgrassiOlive tenere denocciolate a spirale e farcite con un ripieno di carni miste, poi impanate e fritte: la ricetta più celebre del Piceno, tutelata dalla DOP Oliva Ascolana del Piceno.
Scopri Oliva Ascolana del Piceno DOP frittaZuppa di pesce misto dell'Adriatico marchigiano cotta in un unico passaggio con pomodoro, aceto e peperone verde, servita con crostini di pane: la versione anconetana del brodetto.
Scopri Brodetto all'anconetanaVariante piceno del brodetto, con pomodoro più concentrato e seppie che rilasciano il nero in cottura: piatto marinaro nato dagli scarti del pescato quotidiano dei paranzelli.
Scopri Brodetto alla sambenedetteseConiglio disossato e farcito con finocchio selvatico, aglio, pancetta e talvolta le sue stesse interiora, arrostito allo spiedo o al forno: piatto delle sagre di tutto l'entroterra marchigiano.
Scopri Coniglio in porchettaPane piatto a strati sottili impastato con strutto e cotto sul testo di terracotta o alla piastra: la variante urbinate della crescia, diversa dalla piadina romagnola per la sfogliatura.
Scopri Crescia sfogliataPasta all'uovo tagliata sottilissima, tradizione medievale del Fermano, servita in brodo di cappone o condita con ragù di carne: cottura rapidissima per la sfoglia filiforme.
Scopri Maccheroncini di Campofilone IGP al ragùStoccafisso ammollato e cotto in tegame con patate, pomodoro, olive e alici sotto sale, insaporito da erbe aromatiche: piatto simbolo della cucina povera del porto di Ancona.
Scopri Stoccafisso all'anconitanaCozze selvatiche che crescono spontaneamente sugli scogli della baia di Portonovo, nel Conero, gustate crude o aperte in tegame con aglio, olio e prezzemolo.
Scopri Moscioli di Portonovo alla marchigianaDolce natalizio compatto a base di fichi secchi, uva passa, noci, mandorle, cacao e canditi, legati con poco pane e cotto al forno: ricetta antica diffusa in tutta la regione con molte varianti locali.
Scopri FrustingoFagottini di pasta frolla o sfoglia ripieni di formaggio pecorino fresco, uova e zucchero, fritti o cotti al forno: dolce (o salato) pasquale tipico del Maceratese e del Fermano.
Scopri Calcioni marchigianiDolcetti fritti di pasta a base di mosto cotto o vino cotto, farina e olio, dalla forma allungata: diffusi nel Piceno soprattutto nel periodo di vendemmia e nelle feste autunnali.
Scopri Cavallucci marchigianiCultivar Ascolana Tenera coltivata nelle colline del Piceno, a polpa carnosa e nocciolo facilmente estraibile: si consuma in salamoia oppure farcita e fritta nelle celebri olive all'ascolana.
Leggi la scheda: Oliva Ascolana del Piceno DOPPasta all'uovo tirata sottilissima e tagliata a mano nella zona di Campofilone, nel Fermano: tradizione documentata dal XV secolo, cottura brevissima e consistenza filiforme.
Leggi la scheda: Maccheroncini di Campofilone IGPSalame morbido e spalmabile di carni suine finemente tritate, aromatizzato con aglio e vino, affumicato leggermente al fumo di ginepro o faggio: prodotto simbolo della norcineria marchigiana.
Leggi la scheda: Ciauscolo IGPFormaggio a pasta semicotta di latte misto ovino e vaccino, prodotto nell'area di Urbino: fu la prima DOP italiana riconosciuta nel 1996 ed è ricordata anche negli scritti di Michelangelo.
Leggi la scheda: Casciotta d'Urbino DOPSalame di puro suino macinato grossolanamente, insaporito con aglio pestato e pepe in grani, stagionato diversi mesi: prodotto tradizionale dell'entroterra fabrianese documentato dal Medioevo.
Leggi la scheda: Salame di FabrianoFichi secchi tritati e impastati con noci, mandorle, anice e talvolta cioccolato, pressati in un salume dolce a forma di lonza: conserva autunnale diffusa nel Fermano e nel Piceno.
Leggi la scheda: Lonza di fico marchigianaBianco dal vitigno Verdicchio coltivato sulle colline intorno a Jesi, nell'Anconetano: fresco e sapido, con tipologie superiore, riserva e spumante metodo classico.
Leggi la scheda: Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCRosso da uve Montepulciano coltivate sulle pendici del Monte Conero, affacciate sull'Adriatico: struttura e frutto scuro, con la tipologia superiore Conero DOCG al vertice.
Leggi la scheda: Rosso Conero DOCDenominazione del Piceno che comprende Pecorino, Passerina e Rosso da uve Montepulciano e Cabernet Sauvignon: la sola DOCG marchigiana che unisce bianchi e rossi.
Leggi la scheda: Offida DOCGRaro spumante rosso ottenuto da uve appassite dell'omonimo vitigno autoctono di Serrapetrona, nel Maceratese, con rifermentazione che gli dona la caratteristica spuma vivace.
Leggi la scheda: Vernaccia di Serrapetrona DOCGAnice secco distillato dal 1868 a Muccia, nel Maceratese, da semi di anice verde selezionati: uno dei distillati storici più noti delle Marche, base anche di amari e sciroppi locali.
Leggi la scheda: Anice Varnelli di MucciaPrimi, secondi e piatti unici della tradizione marchigiana, dai vincisgrassi al brodetto.
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Olive ascolane, maccheroncini di Campofilone IGP, ciauscolo IGP, casciotta d'Urbino DOP e formaggi di pastorizia.
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Frustingo, calcioni, cavallucci, pizza di Pasqua e i dolci delle feste marchigiane.
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Verdicchio dei Castelli di Jesi, Verdicchio di Matelica, Rosso Conero, Rosso Piceno, Lacrima di Morro d'Alba e Offida DOCG.
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Anisetta, mistrà, vino cotto e l'anice Varnelli di Muccia.
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Le denominazioni europee e i prodotti agroalimentari tradizionali della regione.
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Le colline al confine con la Romagna e il Montefeltro urbinate: crescia sfogliata, passatelli, formaggio di fossa e casciotta d'Urbino DOP.
Pesaro · Urbino · Fano · Gradara
Il capoluogo, il promontorio del Conero e la costa: brodetto all'anconetana, stoccafisso, moscioli di Portonovo e Rosso Conero DOC.
Ancona · Sirolo · Numana · Osimo
L'entroterra collinare e la catena appenninica dei Sibillini: vincisgrassi, vernaccia di Serrapetrona DOCG, pecorino di montagna e lenticchia di Castelluccio.
Macerata · Serrapetrona · Camerino · Visso
La provincia più giovane delle Marche, fra collina e mare: maccheroncini di Campofilone IGP, ciarimboli, lonza di fico e Rosso Piceno DOC.
Fermo · Campofilone · Porto San Giorgio · Montegranaro
Il sud delle Marche fino al confine con l'Abruzzo: olive all'ascolana del Piceno DOP, brodetto alla sambenedettese, Offida DOCG e anice Varnelli.
Ascoli Piceno · San Benedetto del Tronto · Offida · Muccia
Le valli interne tra Fabriano, Matelica e Jesi: salame di Fabriano, Verdicchio di Matelica DOC, Verdicchio dei Castelli di Jesi e cappelletti in brodo.
Fabriano · Matelica · Jesi · Cingoli

Il sud delle Marche, fino al confine con l'Abruzzo, unisce il fritto misto della tradizione contadina alla cucina di mare della costa. Il filo conduttore è l'oliva Ascolana Tenera, ma il percorso tocca anche i vini della denominazione Offida e i distillati all'anice che hanno reso celebre questo territorio.
Ascoli Piceno e il Piceno 2 giorni
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Il capoluogo, il promontorio calcareo del Conero e le colline vitate intorno a Jesi disegnano un percorso che unisce la cucina marinara a una delle denominazioni bianche più note d'Italia. Il filo conduttore è l'Adriatico, con il suo pesce azzurro e le uniche cozze selvatiche certificate del paese.
Anconetano, Riviera del Conero e Castelli di Jesi 2 giorni
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L'entroterra settentrionale e appenninico delle Marche conserva la cucina più legata alla pastorizia e alla pasta ripiena delle feste. Il percorso attraversa il Montefeltro urbinate, l'area di Fabriano e sale fino ai pascoli d'alta quota dei Monti Sibillini, dove il latte ovino diventa formaggio.
Montefeltro, Urbino, Fabriano e Monti Sibillini 3 giorni
Scopri l'itinerarioI vincisgrassi: un pasticcio di sfoglie di pasta all'uovo alternate a ragù di rigaglie e carni miste, besciamella e parmigiano, gratinato al forno. È il primo piatto delle feste in tutta la regione, documentato dal Settecento nel Maceratese.
Sono olive della cultivar Ascolana Tenera, protetta dalla DOP Oliva Ascolana del Piceno, denocciolate a spirale e farcite con un ripieno di carni miste, poi impanate e fritte. Nascono ad Ascoli Piceno e sono il simbolo del fritto misto all'italiana marchigiano.
Sono entrambe zuppe di pesce misto adriatico, ma il brodetto all'anconetana si prepara in un unico passaggio con pomodoro, aceto e peperone verde, mentre quello alla sambenedettese ha un pomodoro più concentrato e le seppie rilasciano il loro nero in cottura, dando un colore più scuro.
Fra le denominazioni riconosciute figurano Oliva Ascolana del Piceno DOP, Maccheroncini di Campofilone IGP, Ciauscolo IGP, Casciotta d'Urbino DOP e Olio Piceno DOP. La regione condivide inoltre l'areale della Lenticchia di Castelluccio IGP con l'Umbria.
È un salame IGP di carni suine finemente tritate, aromatizzato con aglio e vino, dalla consistenza morbida e spalmabile: si spalma tradizionalmente su pane casereccio o crescia ed è il salume più rappresentativo della norcineria marchigiana.
Il vitigno bianco principale è il Verdicchio, con le denominazioni Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC e Verdicchio di Matelica DOC, entrambe con vertice in DOCG riserva. Fra i rossi spiccano Rosso Conero DOC, Rosso Piceno DOC e il profumato Lacrima di Morro d'Alba DOC, mentre Offida DOCG e Vernaccia di Serrapetrona DOCG completano il quadro delle denominazioni più elevate.
Sono cozze selvatiche che crescono spontaneamente sugli scogli della baia di Portonovo, nel Parco del Conero, senza alcuna coltivazione: rappresentano una delle poche produzioni certificate di mitili selvatici in Italia e si gustano crude o aperte in tegame.
È il dolce natalizio più diffuso delle Marche: un impasto compatto di fichi secchi, uva passa, noci, mandorle, cacao e canditi, legato con poco pane e cotto al forno. Ogni provincia ne ha una variante, con nomi locali diversi come frustenga o pistingo.
Un percorso essenziale prevede vincisgrassi e olive all'ascolana ad Ascoli Piceno, brodetto e moscioli di Portonovo sulla costa anconetana, maccheroncini di Campofilone nel Fermano, ciauscolo e casciotta d'Urbino nell'entroterra, un calice di Verdicchio dei Castelli di Jesi e il frustingo a fine pasto.
Pagina pubblicata il 2026-08-02 · ultimo aggiornamento 2026-08-02 · canonico https://piattotipico.com/regioni/marche/