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Casciotta d'Urbino DOP: il formaggio misto della prima DOP italiana

La Casciotta d'Urbino DOP è un formaggio a pasta semicotta ottenuto da una miscela di latte ovino e vaccino, prodotto nell'area del comune di Urbino e in alcuni comuni limitrofi del Pesarese. È stata la prima denominazione italiana a ottenere il riconoscimento DOP europeo, nel 1996, e viene ricordata anche negli scritti di Michelangelo Buonarroti, che ne era estimatore.

Formaggio Casciotta d'Urbino DOP dalla pasta bianca e morbida
Forma di Casciotta d'Urbino DOP tagliata a metà su un tagliere.

Caratteristiche del prodotto

  • Forma cilindrica bassa, con crosta sottile di colore giallo paglierino.
  • Pasta compatta, morbida e leggermente elastica, di colore bianco o leggermente paglierino.
  • Sapore delicato e dolce, con leggera nota lattica.
  • Peso della forma compreso tra 700 grammi e un chilo e mezzo circa.

Territorio di produzione

  • Comune di Urbino e alcuni comuni limitrofi della provincia di Pesaro e Urbino.
  • Zona collinare dell'entroterra pesarese, storicamente vocata all'allevamento ovino e vaccino misto.

Materie prime

  • Latte ovino in prevalenza, mescolato a latte vaccino secondo le proporzioni del disciplinare.
  • Caglio di vitello.
  • Sale per la salatura a secco o in salamoia.

Lavorazione

  1. Miscelazione del latte ovino e vaccino secondo le proporzioni previste dal disciplinare.
  2. Riscaldamento del latte e aggiunta del caglio per la coagulazione.
  3. Rottura della cagliata in piccoli grani e leggera cottura, da cui il termine «pasta semicotta».
  4. Messa in forma, spurgo del siero e salatura.

Stagionatura

  • Stagionatura breve, generalmente tra i 15 e i 30 giorni, in locali a temperatura e umidità controllate.
  • La breve stagionatura mantiene la pasta morbida e il sapore delicato tipico del prodotto.

Disciplinare

  • Denominazione di Origine Protetta riconosciuta a livello europeo nel 1996, la prima ottenuta da un prodotto italiano.
  • Il disciplinare definisce l'area geografica, le proporzioni di latte ovino e vaccino e i parametri di lavorazione e stagionatura.
  • Il controllo è affidato a un organismo terzo autorizzato dal MASAF.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Consumata al naturale come formaggio da tavola, accompagnata da miele o confetture.
  • A fette in antipasti con salumi marchigiani come il ciauscolo.
  • Fusa in preparazioni calde, come farciture per torte salate o crescia sfogliata.

Conservazione

  • In frigorifero, avvolta in carta per formaggi, per circa due settimane dall'apertura.
  • Da consumare preferibilmente entro la data indicata sulla confezione data la breve stagionatura.

Curiosità

Michelangelo Buonarroti, in una lettera al fratello, chiese esplicitamente forme di questo formaggio, testimoniando un apprezzamento già diffuso nel Cinquecento.

È stata la prima DOP italiana riconosciuta dall'Unione Europea, aprendo la strada al sistema di tutela delle denominazioni di origine oggi diffuso in tutto il paese.

Domande frequenti

Perché la Casciotta d'Urbino è stata la prima DOP italiana?
Ha ottenuto il riconoscimento europeo come Denominazione di Origine Protetta nel 1996, prima fra tutti i prodotti agroalimentari italiani a completare l'iter di tutela comunitaria.
Con quale latte è fatta la Casciotta d'Urbino?
Con una miscela di latte ovino, in proporzione prevalente, e latte vaccino, secondo le percentuali stabilite dal disciplinare di produzione.
Quanto stagiona la Casciotta d'Urbino?
La stagionatura è breve, in genere tra le due e le quattro settimane, e mantiene la pasta morbida e il sapore delicato caratteristici del formaggio.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG ec.europa.eu. Consultato il 02 agosto 2026.
  • ASSAM Marche — Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche, Prodotti agroalimentari tradizionali e paniere delle Marche www.assam.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.