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Calcioni marchigiani: i fagottini pasquali di pecorino e uova

I calcioni sono fagottini di pasta ripieni di un composto di formaggio pecorino fresco, uova e zucchero, chiusi a mezzaluna e fritti in olio caldo oppure cotti al forno. Sono un dolce pasquale tipico del Maceratese e del Fermano; in alcune varianti il ripieno viene reso salato, senza zucchero, per un uso da antipasto o piatto unico.

Calcioni marchigiani, fagottini dorati ripieni di pecorino ed uova
Calcioni marchigiani fritti disposti su un vassoio.
Origine
Macerata
Regione
Marche
Categoria
Dolce (o salato) pasquale
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dei calcioni marchigiani

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 45 minCottura 20 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 300 g di farina 00
  • 1 uovo e 1 tuorlo per l'impasto
  • 50 g di zucchero e 50 g di olio o burro per la pasta
  • 400 g di pecorino fresco grattugiato
  • 3 uova per il ripieno
  • 150 g di zucchero per il ripieno
  • Scorza di limone grattugiata
  • Olio di semi per friggere (se fritti)

Preparazione

  1. Preparare una pasta frolla morbida impastando farina, uovo, zucchero e olio o burro; lasciarla riposare in frigorifero per trenta minuti.

  2. Nel frattempo amalgamare il pecorino grattugiato con le uova, lo zucchero e la scorza di limone fino a ottenere un composto omogeneo.

  3. Stendere la pasta sottile e ricavare dischi di circa dieci centimetri di diametro.

  4. Farcire ogni disco con una cucchiaiata di ripieno e richiudere a mezzaluna, sigillando bene i bordi.

  5. Per la versione fritta, scaldare abbondante olio di semi e friggere i calcioni fino a doratura; per la versione al forno, cuocerli a 180 °C per circa 20-25 minuti.

  6. Scolare su carta assorbente se fritti, oppure lasciar intiepidire se cotti al forno.

  7. Servire tiepidi o a temperatura ambiente, eventualmente spolverati di zucchero.

La versione tradizionale prevede
  • farina 00
  • e 1 tuorlo per l'impasto
  • zucchero e 50 g di olio o burro per la pasta
  • pecorino fresco grattugiato
  • per il ripieno
  • zucchero per il ripieno
Storia e origine

Un dolce di formaggio per Pasqua

I calcioni appartengono alla tradizione pasquale contadina del Maceratese, quando le uova e i formaggi freschi tornavano disponibili in abbondanza dopo la Quaresima e diventavano protagonisti dei dolci delle feste.

L'impasto a base di formaggio pecorino fresco, meno stagionato di quello da grattugia, distingue i calcioni da altri dolci ripieni italiani: il sapore risulta a metà tra il dolce e il salato.

Le caratteristiche in breve

Involucro di pasta frolla o pasta sfoglia sottile, chiuso a mezzaluna o a fagottino.
Ripieno a base di pecorino fresco grattugiato o schiacciato, uova e zucchero.
Superficie dorata, croccante se fritta, più morbida se cotta al forno.
Aroma di scorza di limone o cannella nel ripieno.

Curiosità

Il nome «calcioni» richiama la forma arrotondata e gonfia del fagottino una volta cotto.
Dolci simili a base di formaggio fresco si trovano anche in Umbria e Abruzzo, con nomi diversi ma preparazione affine.

Domande frequenti

I calcioni sono dolci o salati?

Nella versione più diffusa il ripieno è dolce, con zucchero e pecorino fresco; esiste però una variante salata, senza zucchero, usata come antipasto pasquale.

Si friggono o si cuociono al forno?

Entrambe le cotture sono tradizionali: la frittura è la versione più antica, mentre la cottura al forno si è diffusa come alternativa più leggera.

Quando si preparano i calcioni?

Sono un dolce tipicamente pasquale, preparato nel Maceratese e nel Fermano insieme alla pizza di Pasqua e ad altri dolci delle feste di primavera.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • ASSAM Marche — Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche, Prodotti agroalimentari tradizionali e paniere delle Marche www.assam.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Marche, Agricoltura, prodotti tipici e denominazioni di qualità delle Marche www.regione.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.