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Lonza di fico marchigiana: il salume dolce di fichi secchi del Fermano

La lonza di fico marchigiana è una conserva dolce ottenuta tritando fichi secchi e impastandoli con noci, mandorle, anice e talvolta cioccolato, pressati poi in una forma cilindrica che ricorda un salume da affettare. È tipica del Fermano e del Piceno, dove si prepara in autunno subito dopo l'essiccazione dei fichi, e si consuma tradizionalmente sia come dolce sia come accompagnamento a formaggi e salumi.

Lonza di fico marchigiana a fette, salume dolce scuro di fichi secchi e noci
Lonza di fico marchigiana affettata su un tagliere accanto a noci e formaggio.

Caratteristiche del prodotto

  • Forma cilindrica allungata, simile a un salume, che si affetta a rondelle.
  • Colore scuro dato dai fichi secchi tritati.
  • Consistenza compatta e leggermente appiccicosa data dagli zuccheri naturali del fico.
  • Aroma di anice e frutta secca, talvolta con note di cioccolato.

Territorio di produzione

  • Aree del Fermano e del Piceno, dove la coltivazione del fico e la sua essiccazione autunnale sono tradizionali.
  • Diffusa anche in altre zone dell'entroterra marchigiano con piccole varianti di ricetta.

Materie prime

  • Fichi secchi, tritati o schiacciati.
  • Noci e mandorle tritate.
  • Semi di anice.
  • Cioccolato fondente a pezzetti (in alcune varianti).

Lavorazione

  1. Tritatura o schiacciatura dei fichi secchi fino a ottenere una pasta densa.
  2. Amalgama con noci, mandorle tritate, semi di anice e, se previsto, cioccolato a pezzetti.
  3. Modellatura a mano in una forma cilindrica, avvolta in carta o in una foglia di fico, che ricorda un salume.
  4. Pressatura e breve essiccazione a temperatura ambiente prima del consumo.

Stagionatura

  • Non prevede una stagionatura vera e propria: la conserva si mantiene grazie all'elevato contenuto zuccherino del fico secco.
  • Un breve riposo di alcuni giorni permette ai sapori di amalgamarsi meglio.

Disciplinare

  • Iscritta nell'elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della regione Marche.
  • La preparazione resta artigianale e casalinga, con ricette che variano leggermente da famiglia a famiglia.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • A fette, come dolce accompagnato da un bicchiere di vino cotto marchigiano.
  • In abbinamento a formaggi stagionati e salumi, come proposto anche in versione antipasto autunnale.
  • Come componente di taglieri misti dolci e salati nelle occasioni conviviali autunnali.

Conservazione

  • In luogo fresco e asciutto, avvolta nella sua confezione originale, per diverse settimane.
  • In frigorifero se l'ambiente domestico è molto caldo o umido.

Curiosità

La forma a salume di questa conserva dolce ha portato all'usanza, ancora diffusa nel Fermano, di servirla come antipasto insieme a formaggi e salumi veri e propri.

Preparazioni simili a base di fichi secchi pressati si trovano in diverse regioni del Centro-Sud Italia, ciascuna con un proprio nome dialettale.

Domande frequenti

La lonza di fico è un salume vero e proprio?
No, si tratta di una conserva dolce di fichi secchi e frutta secca modellata a forma di salume: il nome e la forma richiamano un insaccato, ma il contenuto è interamente vegetale e dolce.
Con cosa si accompagna tradizionalmente?
Si serve a fette come dolce, spesso con un bicchiere di vino cotto marchigiano, oppure come antipasto insieme a formaggi stagionati e salumi.
Quanto si conserva?
Grazie all'alto contenuto zuccherino dei fichi secchi si conserva per diverse settimane in luogo fresco e asciutto, ben avvolta nella confezione.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • ASSAM Marche — Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche, Prodotti agroalimentari tradizionali e paniere delle Marche www.assam.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.