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Cipolla rossa di Cavasso e della Val Cosa: dolcezza pedemontana

La Cipolla rossa di Cavasso e della Val Cosa è un ecotipo locale coltivato nella zona pedemontana della provincia di Pordenone, tra Cavasso Nuovo e la Val Cosa. Ha bulbo appiattito, buccia rosso violacea e polpa dal sapore dolce, meno pungente rispetto alle cipolle comuni, che ne favorisce anche il consumo crudo. La sua diffusione resta legata a un ristretto numero di produttori che ne conservano il seme di anno in anno, senza ricorrere a sementi ibride commerciali.

Bulbi di cipolla rossa di Cavasso su un cesto di vimini
Cipolle rosse di Cavasso appena raccolte, con la caratteristica buccia violacea.

Caratteristiche del prodotto

  • Bulbo di forma appiattita, con buccia esterna rosso violacea.
  • Polpa bianca con venature rosate, croccante e succosa.
  • Sapore dolce e delicato, con ridotta componente pungente.
  • Buona conservabilità dopo l'essiccazione del collo e delle tuniche esterne.
  • Pezzatura generalmente medio-piccola rispetto alle cipolle rosse commerciali.

Territorio di produzione

  • L'area pedemontana della provincia di Pordenone, in particolare i comuni di Cavasso Nuovo e la Val Cosa.

Materie prime

  • Allium cepa, ecotipo locale rosso selezionato nel tempo dai coltivatori della Val Cosa.

Lavorazione

  1. Semina o trapianto in primavera su terreni ben drenati della fascia pedemontana.
  2. Raccolta estiva, quando il fogliame inizia a piegarsi e seccare.
  3. Essiccazione all'aria aperta per alcuni giorni, per rassodare le tuniche esterne e favorire la conservazione.

Stagionatura

  • Non prevede una stagionatura in senso stretto: dopo l'essiccazione si conserva per alcuni mesi in luogo fresco e areato.

Disciplinare

  • Prodotto incluso nell'elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Friuli Venezia Giulia.
  • Non è presente una denominazione DOP o IGP: la caratterizzazione deriva dall'ecotipo locale e dall'area di coltivazione storica.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Consumata cruda in insalata, per la sua dolcezza e ridotta piccantezza.
  • Base di soffritti per sughi e minestre della cucina friulana.
  • Utilizzata in agrodolce come accompagnamento a carni e formaggi.
  • Impiegata in confetture e composte agrodolci abbinate a formaggi stagionati.

Conservazione

  • In luogo fresco, asciutto e ben ventilato, lontano dalla luce diretta, per alcuni mesi dopo l'essiccazione.
  • Da evitare il contatto con l'umidità, che ne favorisce il deterioramento.

Curiosità

La coltivazione della cipolla rossa nella Val Cosa è documentata da testimonianze orali delle famiglie contadine locali, che ne hanno mantenuto la semente nel tempo.

Nel comune di Cavasso Nuovo si svolge tradizionalmente una sagra autunnale dedicata al prodotto.

Domande frequenti

In cosa si distingue la Cipolla di Cavasso dalle altre cipolle rosse?
Per il sapore particolarmente dolce e la ridotta pungenza, che la rendono adatta al consumo crudo, oltre che per la forma appiattita e la buccia rosso violacea.
Dove si coltiva questa cipolla?
Nella zona pedemontana della provincia di Pordenone, tra Cavasso Nuovo e la Val Cosa, in piccoli appezzamenti a conduzione familiare.
Quando si trova fresca la Cipolla di Cavasso?
La raccolta avviene in estate; dopo l'essiccazione delle tuniche il prodotto si trova sui mercati locali fino all'inverno inoltrato, grazie alla sua discreta serbevolezza.

Fonti

  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Agroalimentare, produzioni tradizionali e denominazioni regionali www.regione.fvg.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.