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Radicchio di Verona IGP: tipologie precoce e tardivo

Il Radicchio di Verona IGP è un radicchio rosso a cespo compatto e ovale coltivato nella provincia di Verona e in alcuni comuni di Vicenza e Padova.

Cespi di Radicchio di Verona IGP appoggiati su cassetta di legno
Cespi di Radicchio di Verona IGP con foglie rosso scuro e costa bianca.

Caratteristiche del prodotto

  • Cespo ovale, chiuso e compatto, di pezzatura contenuta.
  • Foglie rosso scuro con nervatura centrale bianca ben evidente.
  • Sapore amarognolo, più marcato nel precoce e più dolce nel tardivo.
  • Consistenza croccante, con radice fittonante rifilata secondo disciplinare.

Differenze dal prodotto generico

  • Il Radicchio Rosso di Treviso ha cespo allungato e foglie a lancia: quello di Verona è ovale e più chiuso.
  • Il radicchio comune non passa per forzatura e imbianchimento, operazioni che nel tardivo veronese ammorbidiscono l'amaro.
  • Solo il prodotto conforme al disciplinare può usare la denominazione e il logo IGP in etichetta.

Territorio di produzione

  • Comuni della provincia di Verona indicati dal disciplinare, con estensione ad alcuni comuni delle province di Vicenza e Padova.
  • Terreni di pianura freschi e profondi, con disponibilità di acqua di risorgiva per la fase di forzatura.

Storia e documentazione

La coltivazione del radicchio rosso nel Veronese si consolida fra Ottocento e primo Novecento, in parallelo alle produzioni trevigiane, sfruttando le acque di risorgiva della pianura veneta.

La tecnica dell'imbianchimento, mutuata dall'orticoltura veneta, permette di ottenere cespi meno amari e più croccanti nella stagione fredda.

L'Indicazione Geografica Protetta è stata riconosciuta dall'Unione Europea per distinguere il cespo veronese dalle altre tipologie venete.

Materie prime

  • Cicorie del gruppo Cichorium intybus L. var. silvestre nelle popolazioni ammesse dal disciplinare.
  • Acqua di risorgiva per la fase di forzatura del tardivo.

Lavorazione

  1. Semina o trapianto in pieno campo nei mesi estivi.
  2. Raccolta del precoce dopo legatura e copertura dei cespi in campo.
  3. Per il tardivo: estirpazione delle piante e trasferimento in vasche di forzatura con acqua di risorgiva.
  4. Imbianchimento al buio, toelettatura, lavaggio e confezionamento.

Disciplinare

  • Indicazione Geografica Protetta registrata dall'Unione Europea e riportata nel registro eAmbrosia.
  • Il disciplinare definisce area di coltivazione, tipologie precoce e tardiva, pezzatura, percentuale di rifilatura e periodo di commercializzazione.
  • I controlli sono eseguiti da un organismo autorizzato dal Ministero.

Come riconoscere il prodotto autentico

  • Cerca la fascetta o l'etichetta con denominazione completa e logo IGP europeo.
  • Il cespo autentico è chiuso e sodo, con costa bianca lucida e foglie prive di macchie brune.
  • Nel tardivo la base della radice è rifilata a punta, segno della forzatura in vasca.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Crudo in insalata, condito con olio extravergine e aceto, per valorizzare la nota amara.
  • Alla griglia o in padella come contorno, con un filo di olio e sale.
  • Nei risotti veneti e nei ripieni di pasta fresca, spesso in abbinamento a formaggi stagionati.

Conservazione

  • In frigorifero nel cassetto delle verdure, avvolto in carta, per alcuni giorni.
  • Lavalo solo prima dell'uso: l'umidità residua accelera l'imbrunimento delle coste.

Curiosità

La forzatura in acqua di risorgiva funziona perché la temperatura dell'acqua resta costante intorno ai 10–12 °C anche in inverno.

L'amaro del radicchio deriva dai lattoni sesquiterpenici, gli stessi composti che rendono digestive le cicorie.

Precoce e tardivo non sono due varietà diverse ma due tecniche colturali applicate alla stessa popolazione locale.

Domande frequenti

Che differenza c'è fra Radicchio di Verona e Radicchio di Treviso?
La forma: il veronese ha cespo ovale e compatto, il trevigiano è allungato con foglie a lancia. Sono due IGP distinte con disciplinari diversi.
Cosa significa tipologia tardiva?
Indica i cespi sottoposti a forzatura e imbianchimento in acqua di risorgiva, che risultano più dolci e croccanti.
Qual è il periodo di raccolta?
Dall'autunno all'inverno: il precoce arriva per primo, il tardivo prosegue nei mesi più freddi.
Si può mangiare crudo?
Sì, in insalata è uno degli usi tradizionali veneti; alla griglia risulta più dolce.

Fonti

  • MASAF, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.masaf.gov.it. Consultato il 05 agosto 2026. Elenco ufficiale delle denominazioni riconosciute dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
  • Commissione Europea, eAmbrosia — Registro UE delle indicazioni geografiche ec.europa.eu. Consultato il 05 agosto 2026. Registro ufficiale europeo con disciplinari, date di registrazione e riferimenti normativi di ogni DOP e IGP.
  • Fondazione Qualivita, Qualigeo — Atlante delle Indicazioni Geografiche italiane www.qualigeo.eu. Consultato il 05 agosto 2026. Banca dati delle IG italiane realizzata dalla Fondazione Qualivita, con schede tecniche e dati di filiera.
  • Regione del Veneto, Regione del Veneto — Agroalimentare e prodotti di qualità www.regione.veneto.it. Consultato il 05 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione del Veneto su agricoltura, pesca e prodotti a denominazione.

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