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Taralli dolci glassati lucani: le ciambelline di Pasqua

I taralli dolci lucani sono ciambelline di pasta lievitata, prima lessate in acqua e poi cotte al forno, ricoperte da una glassa bianca a base di zucchero e albume montato. Diversamente dai taralli salati, sono legati alle ricorrenze familiari, in particolare alla Pasqua, quando compaiono spesso decorati con confettini colorati.

Taralli dolci lucani, ciambelline glassate di bianco con confettini
Taralli dolci glassati lucani con confettini colorati.
Origine
Potenza
Regione
Basilicata
Categoria
Dolce da forno
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dei taralli dolci lucani

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 40 minCottura 25 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 500 g di farina 00
  • 150 g di zucchero
  • 3 uova
  • 80 ml di olio extravergine di oliva
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • Semi di anice o scorza di limone grattugiata
  • 1 albume e 150 g di zucchero a velo per la glassa
  • Confettini colorati per decorare (facoltativo)

Preparazione

  1. Impastare la farina con lo zucchero, le uova, l'olio, il lievito e l'aroma scelto fino a ottenere un panetto liscio e sodo.

  2. Dividere l'impasto in piccole porzioni e formare dei bastoncini, chiudendoli a ciambella.

  3. Portare a bollore abbondante acqua e lessare le ciambelline poche alla volta finché salgono a galla.

  4. Scolarle con una schiumarola e disporle su un canovaccio ad asciugare per qualche minuto.

  5. Disporre i taralli lessati su una teglia foderata di carta da forno

  6. Cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa 20-25 minuti, finché sono dorati e sodi.

  7. Lasciar raffreddare completamente prima di procedere con la glassatura.

  8. Montare l'albume con lo zucchero a velo fino a ottenere una glassa densa e ricoprire i taralli, decorando a piacere con confettini colorati prima che la glassa si asciughi.

La versione tradizionale prevede
  • farina 00
  • zucchero
  • 3 uova
  • olio extravergine di oliva
  • lievito per dolci
  • Semi di anice o scorza di limone grattugiata
Cosa non prevede
  • Ripieno, non previsto: sono ciambelline piene, non farcite
  • Glassa al cioccolato al posto di quella bianca a base di albume
Storia e origine

Dalla lessatura alla glassa bianca

I taralli dolci condividono con quelli salati la tecnica di preparazione a doppia cottura, prima lessati in acqua bollente e poi passati in forno: un procedimento che dà alla ciambellina la sua consistenza compatta e non friabile.

In versione dolce, l'impasto si arricchisce di zucchero, uova e talvolta anice, e la ciambellina cotta viene ricoperta da una glassa bianca ottenuta montando albume e zucchero, spesso decorata con confettini colorati.

Le caratteristiche in breve

Forma a ciambella, di dimensioni variabili.
Consistenza compatta all'interno, data dalla doppia cottura in acqua e in forno.
Glassa bianca lucida di zucchero e albume, spesso con confettini colorati.
Aroma di anice o di scorza di agrumi nell'impasto.

Domande frequenti

Perché i taralli dolci vengono prima lessati?

La lessatura in acqua bollente gelatinizza la superficie dell'impasto, che poi in forno si asciuga formando una crosticina sottile mentre l'interno resta compatto: è la stessa tecnica usata per i taralli salati.

Quando si preparano tradizionalmente?

Soprattutto in occasione della Pasqua, ma anche per battesimi e altre ricorrenze familiari, quando compaiono decorati con confettini colorati.

Come si conserva la glassa senza che si sciolga?

La glassa va fatta asciugare completamente all'aria prima di riporre i taralli in un contenitore chiuso, per evitare che l'umidità la renda appiccicosa.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Basilicata, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari lucane www.regione.basilicata.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di gastronomia e prodotti alimentari italiani www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.