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Strazzate di Avigliano: i biscotti natalizi di mandorle e cacao

Le strazzate sono biscotti secchi tipici di Avigliano, in provincia di Potenza, a base di mandorle tritate, cacao, miele o zucchero e un liquore aromatico. Il nome dialettale richiama la superficie «strazzata», cioè screpolata, che si forma in cottura. Non contengono farina in quantità rilevante né grassi aggiunti come burro o olio, e si preparano tradizionalmente nel periodo natalizio.

Strazzate di Avigliano, biscotti scuri di mandorle e cacao dalla superficie screpolata
Strazzate di Avigliano appena sfornate su un vassoio.
Origine
Avigliano, Potenza
Regione
Basilicata
Categoria
Dolce da forno
Formati
Mandorle, cacao, miele, liquore
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale delle strazzate di Avigliano

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 25 minCottura 18 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 300 g di mandorle pelate e tritate grossolanamente
  • 150 g di zucchero o miele
  • 50 g di cacao amaro in polvere
  • 2 uova (o soli albumi)
  • 1 bicchierino di liquore aromatico (anice o rosolio)
  • Scorza di limone o arancia grattugiata
  • Un pizzico di cannella (facoltativo)

Preparazione

  1. Tritare grossolanamente le mandorle, lasciando qualche pezzetto più grande per la consistenza.

  2. In una ciotola capiente unire mandorle tritate, zucchero o miele e cacao amaro setacciato.

  3. Aggiungere le uova (o gli albumi) e amalgamare fino a ottenere un composto denso e omogeneo.

  4. Profumare con il liquore e la scorza di agrume grattugiata, mescolando ancora.

  5. Formare con le mani umide piccole palline o forme ovali e disporle su una teglia foderata di carta da forno, distanziate fra loro.

  6. Cuocere in forno preriscaldato a circa 160-170 °C per 15-18 minuti, finché la superficie si screpola e si asciuga.

  7. Lasciar raffreddare completamente sulla teglia prima di staccare i biscotti, che tendono a essere morbidi appena sfornati.

  8. Conservare in scatola di latta, dove il dolce mantiene morbidezza per diversi giorni.

La versione tradizionale prevede
  • mandorle pelate e tritate grossolanamente
  • zucchero o miele
  • cacao amaro in polvere
  • (o soli albumi)
  • liquore aromatico (anice o rosolio)
  • Scorza di limone o arancia grattugiata
Cosa non prevede
  • Burro o olio nell'impasto
  • Farina in quantità prevalente sulla mandorla
  • Glassa di zucchero, non prevista nella ricetta tradizionale
Storia e origine

Un dolce contadino senza farina

Avigliano, comune collinare del Potentino, conserva una tradizione dolciaria natalizia legata a ingredienti poveri e conservabili: mandorle, cacao arrivato in cucina popolare nell'Ottocento, miele o zucchero e un liquore casalingo per aromatizzare l'impasto.

Il nome «strazzate» deriva dal dialetto lucano e descrive l'aspetto screpolato che la superficie del biscotto assume durante la cottura, quando l'impasto si asciuga e si spacca in piccole crepe irregolari.

Le caratteristiche in breve

Superficie screpolata e opaca, interno morbido e umido.
Colore scuro dato dal cacao amaro.
Assenza di burro, olio o altri grassi aggiunti nell'impasto.
Consistenza compatta, simile a quella degli amaretti a base di mandorla.

Domande frequenti

Perché si chiamano strazzate?

Il nome deriva dal dialetto lucano e descrive la superficie del biscotto, che durante la cottura si screpola e appare come «strappata» in piccole crepe irregolari.

Le strazzate contengono farina?

La ricetta tradizionale non prevede farina in quantità significativa: la struttura del biscotto è data dalla mandorla tritata unita a uova, zucchero o miele e cacao.

Quanto si conservano?

Conservate in una scatola di latta ben chiusa, mantengono morbidezza e aroma per diversi giorni, anche una o due settimane.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Basilicata, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari lucane www.regione.basilicata.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di gastronomia e prodotti alimentari italiani www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.