Strazzate di Avigliano: i biscotti natalizi di mandorle e cacao
Le strazzate sono biscotti secchi tipici di Avigliano, in provincia di Potenza, a base di mandorle tritate, cacao, miele o zucchero e un liquore aromatico. Il nome dialettale richiama la superficie «strazzata», cioè screpolata, che si forma in cottura. Non contengono farina in quantità rilevante né grassi aggiunti come burro o olio, e si preparano tradizionalmente nel periodo natalizio.
Ricetta tradizionale delle strazzate di Avigliano
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- 300 g di mandorle pelate e tritate grossolanamente
- 150 g di zucchero o miele
- 50 g di cacao amaro in polvere
- 2 uova (o soli albumi)
- 1 bicchierino di liquore aromatico (anice o rosolio)
- Scorza di limone o arancia grattugiata
- Un pizzico di cannella (facoltativo)
Preparazione
Tritare grossolanamente le mandorle, lasciando qualche pezzetto più grande per la consistenza.
In una ciotola capiente unire mandorle tritate, zucchero o miele e cacao amaro setacciato.
Aggiungere le uova (o gli albumi) e amalgamare fino a ottenere un composto denso e omogeneo.
Profumare con il liquore e la scorza di agrume grattugiata, mescolando ancora.
Formare con le mani umide piccole palline o forme ovali e disporle su una teglia foderata di carta da forno, distanziate fra loro.
Cuocere in forno preriscaldato a circa 160-170 °C per 15-18 minuti, finché la superficie si screpola e si asciuga.
Lasciar raffreddare completamente sulla teglia prima di staccare i biscotti, che tendono a essere morbidi appena sfornati.
Conservare in scatola di latta, dove il dolce mantiene morbidezza per diversi giorni.
- mandorle pelate e tritate grossolanamente
- zucchero o miele
- cacao amaro in polvere
- (o soli albumi)
- liquore aromatico (anice o rosolio)
- Scorza di limone o arancia grattugiata
- Burro o olio nell'impasto
- Farina in quantità prevalente sulla mandorla
- Glassa di zucchero, non prevista nella ricetta tradizionale
Un dolce contadino senza farina
Avigliano, comune collinare del Potentino, conserva una tradizione dolciaria natalizia legata a ingredienti poveri e conservabili: mandorle, cacao arrivato in cucina popolare nell'Ottocento, miele o zucchero e un liquore casalingo per aromatizzare l'impasto.
Il nome «strazzate» deriva dal dialetto lucano e descrive l'aspetto screpolato che la superficie del biscotto assume durante la cottura, quando l'impasto si asciuga e si spacca in piccole crepe irregolari.
Le caratteristiche in breve
Domande frequenti
Perché si chiamano strazzate?
Il nome deriva dal dialetto lucano e descrive la superficie del biscotto, che durante la cottura si screpola e appare come «strappata» in piccole crepe irregolari.
Le strazzate contengono farina?
La ricetta tradizionale non prevede farina in quantità significativa: la struttura del biscotto è data dalla mandorla tritata unita a uova, zucchero o miele e cacao.
Quanto si conservano?
Conservate in una scatola di latta ben chiusa, mantengono morbidezza e aroma per diversi giorni, anche una o due settimane.
Fonti
- Regione Basilicata, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari lucane — www.regione.basilicata.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di gastronomia e prodotti alimentari italiani — www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.
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