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Chinulille calabresi: i ravioli dolci fritti con ricotta e cioccolato

Le chinulille (o chjinuliddi) sono piccoli ravioli dolci di pasta sottile, ripiegati a mezzaluna, farciti con ricotta, cioccolato fondente o mostocotto d'uva, e fritti in olio bollente. Sono un dolce tipico del periodo natalizio nella provincia di Cosenza, appartenente alla famiglia delle preparazioni fritte ripiene diffuse in diverse zone della Calabria.

Chinulille calabresi, ravioli dolci fritti a forma di mezzaluna
Chinulille calabresi fritte, mezzelune dorate ripiene di ricotta e cioccolato.
Origine
Cosenza
Regione
Calabria
Categoria
Dolce fritto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale delle chinulille calabresi

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 50 minCottura 20 min

Ingredienti

Per 6 persone

  • 400 g di farina 00
  • 80 ml di olio extravergine di oliva
  • 100 ml di vino bianco secco
  • 1 pizzico di sale
  • 300 g di ricotta di pecora
  • 100 g di cioccolato fondente tritato
  • 80 g di zucchero, più altro per spolverare
  • Cannella in polvere q.b.
  • Olio di semi per friggere

Preparazione

  1. Impastare la farina con olio, vino bianco e sale fino a ottenere un panetto liscio ed elastico; lasciarlo riposare coperto per trenta minuti.

  2. Setacciare la ricotta e mescolarla con lo zucchero, il cioccolato fondente tritato e un pizzico di cannella, fino a ottenere un composto omogeneo.

  3. Stendere l'impasto in una sfoglia sottile e ricavare dischi di circa dieci centimetri di diametro.

  4. Disporre una piccola quantità di ripieno al centro di ogni disco e ripiegarlo a mezzaluna, sigillando bene i bordi.

  5. Scaldare abbondante olio di semi in una padella capiente fino a raggiungere una temperatura di frittura.

  6. Friggere le chinulille poche alla volta, girandole finché sono dorate su entrambi i lati.

  7. Scolarle su carta assorbente e lasciarle intiepidire

  8. Servirle spolverate di zucchero semolato o, a piacere, di zucchero a velo.

La versione tradizionale prevede
  • farina 00
  • olio extravergine di oliva
  • vino bianco secco
  • sale
  • ricotta di pecora
  • cioccolato fondente tritato
Cosa non prevede
  • Cottura al forno al posto della frittura in olio
  • Ripieno di crema pasticciera industriale
  • Sfoglia a base di pasta sfoglia già pronta
Storia e origine

Il fritto dolce delle feste cosentine

Le chinulille fanno parte del vasto repertorio di dolci fritti ripieni che caratterizzano il Natale nel Sud Italia, dove la frittura resta una delle tecniche di cottura più antiche e diffuse nella cucina povera contadina.

Nella tradizione del cosentino il nome dialettale varia da paese a paese, ma la struttura resta costante: una sfoglia sottile ripiegata a mezzaluna attorno a un ripieno dolce, sigillata e fritta in olio bollente.

Le caratteristiche in breve

Sfoglia sottile a base di farina, olio e vino bianco, priva di uova nella versione più tradizionale.
Forma a mezzaluna, con i bordi sigillati a mano o con una forchetta.
Ripieno morbido e dolce, a base di ricotta, cioccolato fondente grattugiato o mostocotto d'uva addensato.
Frittura in olio abbondante fino a doratura, seguita da una spolverata di zucchero.

Domande frequenti

Che cos'è il mostocotto usato nel ripieno tradizionale?

È il mosto d'uva cotto e ridotto fino a diventare denso e sciropposo, spesso addensato con un poco di farina. Rappresenta il ripieno più antico delle chinulille, legato alla tradizione contadina della vendemmia.

Le chinulille si possono cuocere al forno?

La versione tradizionale prevede la frittura in olio, che dona croccantezza alla sfoglia sottile. Una cottura al forno è possibile ma cambia sensibilmente consistenza e sapore rispetto alla ricetta originale.

Quanto si conservano le chinulille fritte?

Si mantengono morbide per un paio di giorni in un contenitore chiuso a temperatura ambiente; oltre questo tempo la sfoglia tende a perdere croccantezza.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Calabria, Agricoltura e produzioni agroalimentari di qualità della Calabria www.regione.calabria.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di gastronomia e prodotti alimentari italiani www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.