Beccute marchigiane: i biscotti rustici di mais dell'entroterra di Fabriano
Le beccute sono biscotti rustici a base di farina di mais mescolata a farina di grano, arricchiti con uvetta, noci e fichi secchi, cotti al forno senza grassi aggiunti o con pochissimo olio. Sono un dolce contadino tipico dell'entroterra marchigiano, in particolare della zona di Fabriano, legato al periodo della vendemmia e della raccolta autunnale.
Ricetta tradizionale delle beccute marchigiane
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- 250 g di farina di mais
- 150 g di farina 00
- 100 g di zucchero
- 100 g di uvetta ammollata
- 80 g di noci sgusciate e tritate grossolanamente
- 80 g di fichi secchi tritati
- 2 cucchiai di olio extravergine di oliva
- Acqua tiepida q.b.
- Un pizzico di sale
Preparazione
Ammollare l'uvetta in acqua tiepida per una decina di minuti, quindi strizzarla bene.
- Mescolare in una ciotola le due farine, lo zucchero e il sale
Aggiungere l'uvetta, le noci tritate e i fichi secchi a pezzetti, quindi l'olio extravergine.
Incorporare acqua tiepida poco alla volta, fino a ottenere un impasto morbido ma non liquido, lavorabile con le mani.
Prelevare piccole porzioni di impasto con le dita o con un cucchiaio e disporle su una teglia foderata di carta da forno, appiattendole leggermente.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per circa 20-25 minuti, finché la superficie è dorata.
- Lasciar raffreddare prima di servire
le beccute restano rustiche e leggermente granulose al morso.
- farina di mais
- farina 00
- zucchero
- uvetta ammollata
- noci sgusciate e tritate grossolanamente
- fichi secchi tritati
Il biscotto della povertà contadina
Le beccute rappresentano un tipico esempio di dolce contadino povero, nato dall'uso combinato di farina di mais, ingrediente base della polenta, e piccole quantità di farina di grano, arricchito con la frutta secca disponibile in autunno.
Il nome deriverebbe dal fatto che l'impasto veniva un tempo «beccato», cioè prelevato a piccole porzioni con le dita e modellato direttamente in forma sulla teglia, senza l'uso di stampi.
Le caratteristiche in breve
Curiosità
Domande frequenti
Perché le beccute si chiamano così?
Il nome deriverebbe dal gesto di «beccare», cioè prelevare a piccole porzioni con le dita l'impasto per modellarlo direttamente sulla teglia, senza l'uso di stampi o forme.
Le beccute contengono solo farina di mais?
No, la ricetta tradizionale prevede un mix di farina di mais e farina di grano tenero, che dà struttura all'impasto mantenendo comunque la consistenza rustica tipica del mais.
Quando si preparano tradizionalmente?
Nel periodo autunnale, legato alla vendemmia e alla raccolta di noci e fichi, quando questi ingredienti erano appena disponibili nelle campagne fabrianesi.
Fonti
- ASSAM Marche — Agenzia Servizi Settore Agroalimentare delle Marche, Prodotti agroalimentari tradizionali e paniere delle Marche — www.assam.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Regione Marche, Agricoltura, prodotti tipici e denominazioni di qualità delle Marche — www.regione.marche.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di gastronomia e prodotti alimentari italiani — www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.
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