Bacio di Alassio: il dolcetto di nocciole e cioccolato nato nel 1919

Il Bacio di Alassio è un dolcetto ligure composto da due semisfere morbide a base di nocciole tritate, zucchero e cacao, unite da un cuore di cioccolato fondente.

Bacio di Alassio, dolce De.Co. ligure di nocciole e cioccolato nato nel 1919
Bacio di Alassio, dolcetto ligure a base di nocciole con cuore di cioccolato fondente.

Caratteristiche del prodotto

  • Due semisfere morbide color nocciola scuro, dalla superficie leggermente craquelée, unite a formare una piccola sfera o un disco compatto.
  • Interno umido e denso, dato dall'alta percentuale di nocciole tritate finemente unite a cacao amaro e zucchero.
  • Cuore o farcitura di cioccolato fondente che lega le due metà e aggiunge una nota più amara e vellutata rispetto all'impasto esterno.
  • Gusto intenso, dominato dalla nocciola tostata, con un retrogusto di cacao che richiama più il gianduia ligure che i biscotti secchi da forno.

Differenze dal prodotto generico

  • Va distinto dai baci di dama piemontesi, biscotti a base di farina, burro e nocciole uniti da cioccolato, che hanno una consistenza friabile da frollino e non l'impasto umido tipico del dolce alassino.
  • Si differenzia dai baci di Alassio più industriali o imitativi prodotti fuori dalla Liguria, spesso più simili a un amaretto ripieno, per la ricetta storica che prevede alta percentuale di nocciola e assenza di farina nell'impasto originale.
  • Non va confuso con i cioccolatini «baci» di produzione industriale dolciaria italiana, che sono un prodotto differente per formato, packaging e diffusione, senza legame storico con Alassio.

Territorio di produzione

  • Il dolce nasce e resta storicamente identificato con Alassio, città della Riviera ligure di Ponente in provincia di Savona, dove fu creato all'interno della pasticceria Balzola nel 1919.
  • La produzione artigianale è tuttora concentrata nelle pasticcerie alassine, che rivendicano la continuità con la ricetta originale, mentre repliche del dolce sono diffuse anche in altre località della Liguria e oltre, senza però il riconoscimento comunale.
  • Non esiste un disciplinare regionale che delimiti un'area di produzione esclusiva: la De.Co. rilasciata dal Comune di Alassio attesta il legame storico del dolce con la città, non un vincolo geografico di produzione vincolante per legge.

Storia e documentazione

La tradizione locale attribuisce la nascita del Bacio di Alassio al 1919, quando la pasticceria Balzola di Alassio avrebbe messo a punto la ricetta come dolce da vetrina destinato alla clientela turistica della Riviera ligure, già allora meta di villeggiatura per l'aristocrazia e la borghesia italiana ed europea.

Il nome richiama sia la forma del dolce, ottenuta unendo due metà come in un abbraccio, sia una moda diffusa nella pasticceria italiana del primo Novecento di dedicare dolci a gesti affettivi, sul modello di prodotti a base di nocciola e cioccolato diffusi anche in altre regioni.

Nel corso del Novecento il dolce si è consolidato come specialità identitaria di Alassio, tanto da essere oggetto negli anni più recenti del riconoscimento comunale De.Co., pensato per proteggerne il nome e la paternità cittadina.

Materie prime

  • Nocciole tostate e tritate finemente, ingrediente prevalente dell'impasto esterno.
  • Zucchero semolato, che lega l'impasto e ne bilancia l'amarezza del cacao.
  • Cacao amaro in polvere, che scurisce e aromatizza le due semisfere.
  • Albume d'uovo, usato per amalgamare e dare struttura all'impasto simile a un morbido amaretto alle nocciole.
  • Cioccolato fondente, fuso e utilizzato come farcitura centrale che unisce le due metà del dolcetto.

Lavorazione

  1. Le nocciole tostate vengono tritate finemente insieme allo zucchero e al cacao amaro, fino a ottenere una polvere grossolana e omogenea.
  2. L'impasto viene legato con albume montato o semimontato, fino a raggiungere una consistenza modellabile ma morbida, tipica degli impasti di pasticceria a base di frutta secca senza farina.
  3. Piccole porzioni di impasto vengono modellate a mano o con sac à poche in forma di calotte, disposte su teglia e cotte in forno a temperatura moderata per pochi minuti, il tempo necessario a formare la crosticina esterna mantenendo il cuore umido.
  4. Dopo il raffreddamento, le calotte vengono accoppiate a due a due con uno strato di cioccolato fondente fuso, che funge da collante e da farcitura, fino a formare la caratteristica forma tondeggiante che ricorda un bacio.

Stagionatura

  • Il Bacio di Alassio non prevede una stagionatura in senso stretto, ma richiede un raffreddamento completo delle calotte prima dell'assemblaggio, per evitare che il cioccolato fondente sciolga l'impasto morbido a contatto.
  • Dopo l'assemblaggio, il dolce necessita di un breve riposo a temperatura fresca perché il cioccolato si solidifichi e i due elementi si uniscano stabilmente prima della vendita.

Disciplinare

  • Il Bacio di Alassio non è una DOP, una IGP né un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) nell'elenco nazionale MASAF: è un dolce riconosciuto tramite Denominazione Comunale (De.Co.), uno strumento di valorizzazione locale istituito dal Comune di Alassio.
  • La De.Co. attesta il legame storico e identitario del prodotto con il territorio comunale e ne tutela il nome nell'ambito delle iniziative promozionali locali, ma non equivale a una certificazione europea di qualità né implica un disciplinare di produzione con controlli di un organismo terzo indipendente.
  • La continuità della ricetta originale del 1919 è custodita soprattutto dalle pasticcerie storiche alassine, che rivendicano filiazione diretta dalla preparazione ideata nel laboratorio Balzola.

Utilizzo nella cucina tradizionale

  • Si consuma come dolcetto da fine pasto o da accompagnamento al caffè, spesso confezionato in scatole regalo tipiche del souvenir gastronomico ligure.
  • È adatto ad abbinamenti con vini da dessert o passiti liguri, la cui dolcezza si accosta bene alla componente amara del cacao e del cioccolato fondente.
  • Nella pasticceria locale viene talvolta proposto come guarnizione o ingrediente per semifreddi e coppe gelato a base di nocciola.

Conservazione

  • Si conserva in luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore che potrebbero sciogliere la farcitura di cioccolato fondente.
  • Grazie alla presenza di cioccolato e alla bassa umidità dell'impasto a base di nocciole, mantiene le sue caratteristiche organolettiche per alcune settimane se ben confezionato.
  • Non richiede necessariamente il frigorifero, ma in stagioni calde una conservazione fresca aiuta a mantenere la farcitura di cioccolato compatta e non untuosa al tatto.

Domande frequenti

Quando è nato il Bacio di Alassio?
La tradizione locale lo fa risalire al 1919, quando sarebbe stato ideato nella pasticceria Balzola di Alassio come dolce da vetrina per la clientela turistica della Riviera ligure.
Il Bacio di Alassio è una DOP o un PAT?
No. È riconosciuto tramite Denominazione Comunale (De.Co.), uno strumento di valorizzazione istituito dal Comune di Alassio, distinto dalle certificazioni europee DOP e IGP e dall'elenco nazionale PAT gestito dal MASAF.
In cosa differisce dai baci di dama piemontesi?
I baci di dama sono biscotti frollini a base di farina, burro e nocciole con consistenza friabile, mentre il Bacio di Alassio ha un impasto umido a base quasi esclusiva di nocciole tritate, zucchero e cacao, senza farina, unito da cioccolato fondente.
Quali sono gli ingredienti principali?
Nocciole tostate tritate, zucchero, cacao amaro e albume per l'impasto esterno, con un cuore o una farcitura di cioccolato fondente che unisce le due semisfere.
Come si conserva il Bacio di Alassio?
In luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di calore che potrebbero sciogliere il cioccolato: se ben confezionato mantiene le sue caratteristiche per alcune settimane.

Fonti

  • Regione Liguria, Elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali liguri www.regione.liguria.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Comune di Alassio, Denominazione Comunale (De.Co.) e tradizione dolciaria alassina www.comunealassio.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • Provincia di Savona, Prodotti agroalimentari tradizionali del territorio savonese www.provincia.savona.it. Consultato il 11 agosto 2026.
  • ISMEA — Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, Rapporti e schede sui prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità www.ismea.it. Consultato il 11 agosto 2026.

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