dolciValle d'Aosta

Flantse valdostana

La flantse è una focaccia dolce rustica della tradizione valdostana, preparata con farina di mais o segale, arricchita con uvetta, mele e talvolta noci, cotta in forno in una teglia bassa. Nata come dolce povero delle case contadine, si consumava soprattutto in autunno e inverno.

Flantse valdostana, focaccia dolce rustica con farina di mais, uvetta e mele
Flantse valdostana, focaccia dolce con uvetta e mele.
Origine
Valle d'Aosta
Regione
Valle d'Aosta
Categoria
Focaccia dolce rustica
Formati
Farina di mais o segale, uvetta, mele
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della flantse valdostana

Ingredienti e procedimento per 8 persone.

8 porzioniPrep 20 minCottura 40 min

Ingredienti

Per 8 persone

  • 200 g di farina di mais o di segale
  • 150 g di farina 00
  • 2 mele
  • 100 g di uvetta
  • 80 g di zucchero
  • 50 g di burro fuso
  • 1 uovo
  • 200 ml di latte
  • 8 g di lievito per dolci
  • Un pizzico di sale

Preparazione

  1. Mettere l'uvetta in ammollo in acqua tiepida per 15 minuti, quindi scolarla e strizzarla bene.

  2. Sbucciare le mele, privarle del torsolo e tagliarle a fettine sottili o a dadini.

  3. In una ciotola, mescolare la farina di mais o segale con la farina bianca, lo zucchero, il lievito per dolci e il sale.

  4. Aggiungere l'uovo, il burro fuso e il latte, mescolando fino a ottenere un impasto morbido e piuttosto denso, simile a quello di una torta rustica.

  5. Incorporare l'uvetta strizzata e metà delle mele tagliate, mescolando delicatamente per distribuirle nell'impasto.

  6. Versare il composto in una teglia bassa imburrata e infarinata, livellando la superficie con una spatola.

  7. Distribuire sulla superficie le fettine di mela rimaste, disponendole a raggiera o in ordine sparso.

  8. Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 35-40 minuti, verificando la cottura con uno stecchino prima di sfornare.

La versione tradizionale prevede
  • farina di mais o di segale
  • farina 00
  • 2 mele
  • uvetta
  • zucchero
  • burro fuso
Storia e origine

La focaccia povera delle case di montagna

La flantse nasce nella cucina povera delle case contadine valdostane, dove si utilizzavano le farine disponibili in quota, come mais e segale, unite a ciò che l'orto e il frutteto di montagna offrivano, in particolare mele e frutta secca.

Come molte preparazioni rustiche delle Alpi occidentali, veniva cotta nel forno comune di paese insieme al pane, sfruttando il calore residuo dopo la cottura delle pagnotte.

Le caratteristiche in breve

Consistenza bassa e compatta, simile a una focaccia più che a una torta soffice.
Presenza di uvetta e fette di mela distribuite nell'impasto e in superficie.
Impasto rustico, poco dolce, a base di farina di mais o segale mescolata con farina bianca.
Crosta leggermente dorata e croccante, interno umido grazie alla frutta.

3 errori da evitare

  1. 01
    Usare solo farina bianca

    la componente di mais o segale è ciò che caratterizza il sapore rustico della flantse.

  2. 02
    Tagliare le mele troppo spesse, che rischiano di non cuocere completamente all'interno dell'impasto.
  3. 03
    Sformare la focaccia quando è ancora calda, rischiando che si rompa per la consistenza morbida iniziale.

Curiosità

Il termine flantse, come molte denominazioni dei dolci valdostani, deriva dal patois locale e indica genericamente una focaccia o torta bassa cotta al forno.

Abbinamenti

Latte caldo o tè, per la colazione o la merenda contadina.
Un bicchierino di génépy o acquavite di mele valdostana, per un fine pasto rustico.

Domande frequenti

La flantse valdostana è un dolce o un pane?

È una via di mezzo, una focaccia dolce rustica nata nella cucina povera di montagna, meno dolce di una torta ma più ricca di un semplice pane.

Che farina si usa per la flantse valdostana?

Tradizionalmente farina di mais o di segale, mescolata a farina bianca, a seconda della disponibilità e delle usanze locali delle diverse vallate.

In che periodo si prepara tradizionalmente la flantse?

Soprattutto in autunno e inverno, quando erano disponibili le mele appena raccolte e la frutta secca conservata dalla stagione precedente.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Office Régional du Tourisme — Valle d'Aosta, Lovevda — Enogastronomia e prodotti della Valle d'Aosta www.lovevda.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale turistico ufficiale della Regione Autonoma Valle d'Aosta, sezione dedicata a cucina, prodotti e itinerari del gusto.
  • Regione Autonoma Valle d'Aosta, Regione Autonoma Valle d'Aosta — Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari www.regione.vda.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Autonoma Valle d'Aosta, sezione agricoltura e produzioni agroalimentari.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.

Prodotti tipici utilizzati

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