Pasticciotto leccese: storia, ricetta e tradizione della pasticceria salentina
Il pasticciotto leccese è un piccolo dolce ovale di pasta frolla ripieno di crema pasticcera, cotto in forno fino a doratura e servito preferibilmente tiepido. La sua invenzione è tradizionalmente attribuita alla pasticceria Ascalone di Galatina (Lecce), che ne rivendica la creazione nel 1745. È divenuto negli ultimi decenni il dolce simbolo del Salento e uno dei prodotti di pasticceria pugliese più conosciuti in Italia.

Ricetta tradizionale dell'Pasticciotto leccese
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- Per la frolla: 500 g di farina 00, 250 g di strutto (o burro), 200 g di zucchero, 2 uova + 2 tuorli, scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale.
- Per la crema: 500 ml di latte fresco intero, 4 tuorli d'uovo, 120 g di zucchero, 50 g di farina 00, scorza di 1 limone non trattato, 1 baccello di vaniglia (facoltativo).
- 1 tuorlo per spennellare.
Preparazione
- Preparare la frolla
impastare rapidamente farina, strutto (freddo), zucchero, uova, tuorli, scorza di limone e sale. Formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e far riposare in frigo per almeno 1 ora.
- Preparare la crema pasticcera
scaldare il latte con la scorza di limone. Sbattere tuorli e zucchero, unire la farina setacciata, poi versare a filo il latte caldo filtrato. Rimettere sul fuoco e cuocere mescolando fino a ottenere una crema densa. Far raffreddare completamente coprendo la superficie con pellicola a contatto.
Ungere e infarinare gli stampini ovali (o mini-tortiere) del pasticciotto. Rivestirli con uno strato sottile di frolla (3-4 mm), coprendo bene fondo e pareti.
- Riempire con la crema pasticcera fredda fino a 3 mm dal bordo
- Chiudere con un disco di frolla sovrapposto e sigillare i bordi
Spennellare la superficie con tuorlo battuto.
Cuocere in forno statico preriscaldato a 200 °C per 15-18 minuti, fino a completa doratura. Sformare e servire tiepidi.
- Per la frolla: 500 g di farina 00, 250 g di strutto (o burro), 200 g di zucchero, 2 uova + 2 tuorli, scorza di limone grattugiata, un pizzico di sale.
- Per la crema: 500 ml di latte fresco intero, 4 tuorli d'uovo, 120 g di zucchero, 50 g di farina 00, scorza di 1 limone non trattato, 1 baccello di vaniglia (facoltativo).
- per spennellare.
Da Amatrice a Roma
La tradizione attribuisce l'invenzione del pasticciotto alla pasticceria Ascalone di Galatina, in provincia di Lecce, nel 1745: la ricetta sarebbe nata per utilizzare avanzi di pasta frolla e di crema pasticcera, ottenendo un piccolo dolce individuale servito caldo.
Nel corso dell'Ottocento e del Novecento il pasticciotto si diffonde in tutta la provincia di Lecce, entrando stabilmente nel repertorio delle pasticcerie salentine e diventando un tratto identitario del territorio.
- 1745La pasticceria Ascalone di Galatina rivendica l'invenzione del pasticciotto.
- XIX sec.Il dolce si diffonde in tutta la provincia di Lecce.
- XXI sec.Il pasticciotto conquista notorietà nazionale e nascono le varianti moderne (cioccolato, pistacchio).
Le caratteristiche in breve
4 errori da evitare
- 01Usare burro al posto dello strutto senza adattare la ricetta
la frolla risulta meno friabile e più «biscottata».
- 02Non far riposare la frolla
si ritira in cottura e i pasticciotti si aprono.
- 03Riempire con crema tiepida
fa perdere consistenza al fondo di frolla e apre il coperchio.
- 04Cuocere a temperatura troppo bassa
la frolla non dora e il pasticciotto perde la tipica «coloritura dorata» distintiva.
Domande frequenti
Va mangiato caldo o freddo?
Tradizionalmente tiepido, appena sfornato: la crema deve essere morbida e leggermente calda, la frolla friabile. Si può gustare anche freddo, ma il carattere del pasticciotto è nel consumo tiepido.
Chi ha inventato il pasticciotto?
La tradizione lo attribuisce alla pasticceria Ascalone di Galatina, in provincia di Lecce, nel 1745. La pasticceria è ancora attiva e conserva la ricetta storica.
Esiste un riconoscimento ufficiale?
Il pasticciotto leccese non ha ancora ottenuto un riconoscimento DOP/IGP europeo; è in corso una procedura di richiesta IGP promossa dalle associazioni di pasticceri salentini.
Frolla allo strutto o al burro?
La ricetta tradizionale galatinese prevede lo strutto, per una frolla particolarmente friabile e leggera. Le versioni moderne spesso usano il burro per motivi commerciali e di lunga conservazione.
Fonti
- Comune di Galatina — Assessorato Cultura, Galatina e la storia del pasticciotto leccese — www.comune.galatina.le.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Regione Puglia — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia — www.regione.puglia.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Puglia (voce pasticciotto) — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — settore pasticceria — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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