secondi piattiPuglia

Turcinieddhri: gli involtini di interiora di agnello del Salento

I «turcinieddhri» (nella loro variante salentina) e i «gnommareddi» (nella Valle d'Itria) sono involtini di interiora di agnello o capretto — cuore, polmone, fegato — insaporiti con aromi mediterranei (aglio, prezzemolo, alloro, pecorino), avvolti dalle stesse budella dell'animale e cotti tradizionalmente alla brace o in umido. Sono uno dei piatti pasquali più antichi della cucina pugliese, radicati nella tradizione pastorale del Salento e della Murgia dei Trulli. Riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Puglia.

Turcinieddhri salentini di agnello alla brace con limone e prezzemolo
Turcinieddhri salentini alla brace con limone e prezzemolo. · Redazione Piatto Tipico · Licenza riservata — uso editoriale su Piatto Tipico
Origine
Puglia
Regione
Puglia
Categoria
Secondo piatto di carne
Certificazione
PAT — Regione Puglia
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dell'Turcinieddhri (gnommareddi)

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 1hCottura 25 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 500 g di interiora di agnello di latte (cuore, polmone, fegato, milza)
  • 200 g di budella naturali di agnello, ben lavate
  • 2 spicchi d'aglio
  • Prezzemolo fresco tritato q.b.
  • Foglie di alloro fresche
  • 50 g di pecorino romano DOP grattugiato
  • Sale marino, pepe nero q.b.
  • 1 limone (per servire)

Preparazione

  1. Lavare accuratamente le budella, prima all'esterno e poi rivoltandole per pulirne l'interno, con acqua fredda e sale grosso; risciacquare più volte.

  2. Tritare grossolanamente le interiora

    unire aglio tritato, prezzemolo, pecorino, sale e pepe.

  3. Formare piccoli involtini di 6-8 cm di lunghezza

    avvolgerli con una foglia di alloro e con la spirale di budella, ben aderente all'involtino.

  4. Grigliare i turcinieddhri sulla brace di legna a fiamma bassa, girandoli spesso, per 20-25 minuti fino a completa cottura interna e croccantezza esterna.

  5. Servire caldi, con spicchi di limone fresco e pane pugliese in accompagnamento.

La versione tradizionale prevede
  • interiora di agnello di latte (cuore, polmone, fegato, milza)
  • budella naturali di agnello, ben lavate
  • d'aglio
  • Prezzemolo fresco tritato q.b.
  • Foglie di alloro fresche
  • pecorino romano DOP grattugiato
Cosa non prevede
  • Non è un piatto quotidiano: è tradizionalmente legato alla Pasqua e alla macellazione stagionale dell'agnello.
  • Non si prepara con carne d'altro genere: le interiora sono di agnello di latte o capretto.
  • Non prevede formaggi diversi dal pecorino: mozzarella o altri formaggi non appartengono alla tradizione.
Storia e origine

Da Amatrice a Roma

I turcinieddhri appartengono alla cucina pastorale mediterranea più antica, in cui si utilizzava ogni parte dell'animale macellato. La preparazione — involtini di interiora avvolti da budella — trova paralleli nei «kokoretsi» greci, negli «stigghiola» siciliane, negli «arrosticini» abruzzesi (nella versione a spiedino).

In Puglia il piatto è documentato da secoli nella tradizione pastorale del Salento e della Murgia; è indissolubilmente legato al periodo pasquale, quando la macellazione dell'agnello di latte forniva le materie prime.

  1. Età antica
    La preparazione degli involtini di interiora è parte della cucina pastorale mediterranea.
  2. XVIII-XIX sec.
    I turcinieddhri sono documentati nella cucina pastorale del Salento e della Murgia come piatto pasquale.
  3. XX-XXI sec.
    Le bracerie della Valle d'Itria (Cisternino, Locorotondo, Martina Franca) conservano la tradizione della cottura alla brace.

Le caratteristiche in breve

Involtini di 6-8 cm di lunghezza e 2-3 cm di diametro, avvolti da una spirale di budella naturali.
Interiora tritate finemente: cuore, polmone, fegato di agnello di latte o capretto.
Aromi mediterranei: aglio, prezzemolo, alloro, pecorino, sale, pepe.
Cottura alla brace di legna o su fuoco vivo (formula tradizionale) o in umido con pomodoro (variante domenicale).
Consistenza soda ma succosa, sapore intenso e caratteristico.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra turcinieddhri e gnommareddi?

Si tratta della stessa preparazione con nomi diversi legati al territorio: «turcinieddhri» nel Salento, «gnommareddi» nella Valle d'Itria (Puglia centrale). Le variazioni di ricetta sono minime: il metodo di cottura predominante può cambiare (più brace nel Salento, più tegame nella Valle d'Itria).

Quali interiora si usano?

Cuore, polmone, fegato e talvolta milza di agnello di latte o capretto. Le budella dell'animale servono per avvolgere gli involtini.

Sono difficili da preparare in casa?

La pulizia delle budella richiede tempo e cura; la fasciatura degli involtini è un gesto tecnico. Molte macellerie del Salento e della Valle d'Itria vendono i turcinieddhri già preparati, pronti per la cottura.

Con quale vino si accompagnano?

Vini rossi strutturati pugliesi: Primitivo di Manduria DOC/DOCG, Negroamaro, Salice Salentino DOC. Il grasso delle interiora richiede vini di buon corpo e tannino.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Puglia — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — settore carni www.regione.puglia.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Puglia (voce turcinieddhri e gnommareddi) www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Bracerie di Cisternino e tradizione della carne alla brace nella Valle d'Itria www.fondazioneslowfood.com. Consultato il 27 luglio 2026.

Contenuti correlati

Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.