Bignè di San Giuseppe: il dolce romano del 19 marzo
I Bignè di San Giuseppe sono un dolce tipico della pasticceria romana, tradizionalmente consumato il 19 marzo, festa di San Giuseppe e giorno del papà. Nella versione classica sono bignè di pasta choux fritti in olio o strutto e farciti con crema pasticcera; una variante più moderna prevede la cottura in forno.

Ricetta tradizionale dell'Bignè di San Giuseppe
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- Acqua
- Burro
- Farina di grano tenero
- Uova
- Sale
- Zucchero (per la crema)
- Latte fresco intero (per la crema)
- Tuorli d'uovo (per la crema)
- Amido di mais o farina (per la crema)
- Baccello di vaniglia o scorza di limone
- Olio di semi o strutto per friggere (versione classica)
- Zucchero a velo per la decorazione
Preparazione
- Preparare la pasta choux
portare a bollore acqua, burro e sale; aggiungere in una sola volta la farina e mescolare fino a ottenere un impasto liscio che si stacca dalla pentola.
Fuori dal fuoco, incorporare le uova una alla volta, ottenendo un impasto lucido e cremoso.
- Per la versione tradizionale (fritta)
formare piccole palline con due cucchiai o sac à poche, friggere in olio o strutto a circa 170 °C fino a doratura.
- Per la versione al forno
distribuire i bignè su teglia e cuocere a 190–200 °C fino a doratura, senza mai aprire il forno nei primi minuti.
Preparare la crema pasticcera con latte, tuorli, zucchero, amido e vaniglia; raffreddarla rapidamente.
- Farcire i bignè con la crema fredda tramite sac à poche
- Spolverizzare con zucchero a velo prima di servire
- Acqua
- Burro
- Farina di grano tenero
- Uova
- Sale
- Zucchero (per la crema)
- Impasto lievitato (differente dal maritozzo)
- Farcitura di panna montata come versione tradizionale
- Consumo diffuso al di fuori del periodo del 19 marzo (è dolce di ricorrenza)
Da Amatrice a Roma
La tradizione dei Bignè di San Giuseppe è legata alla festa del santo (19 marzo), storicamente giornata dei friggitori a Roma: nel Rione Trevi si allestivano bancarelle («friggitori di San Giuseppe») che friggevano bignè in strada davanti ai passanti.
La ricorrenza è ereditata dalle antiche feste romane della fine dell'inverno, con offerte di dolci fritti come rito propiziatorio.
Le caratteristiche in breve
4 errori da evitare
- 01Farcire i bignè caldi
la crema si scioglie.
- 02Aprire il forno nei primi minuti (versione al forno)
i bignè non gonfiano.
- 03Olio o strutto a temperatura sbagliata
se troppo caldi bruciano, se troppo freddi assorbono grasso.
- 04Crema pasticcera troppo liquida che rompe il bignè.
Curiosità
Domande frequenti
Meglio bignè fritti o al forno?
La versione classica è fritta in olio o strutto e mantiene un sapore più ricco. La versione al forno è più leggera ed è oggi altrettanto diffusa. Nessuna è «più corretta»: coesistono nella tradizione romana.
Quando si mangiano?
Il 19 marzo, festa di San Giuseppe e giorno del papà. Le pasticcerie romane li preparano nell'intera settimana della ricorrenza.
Che farcitura è quella tradizionale?
La crema pasticcera alla vaniglia è la farcitura classica. Varianti moderne includono crema al cioccolato o chantilly.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Lazio — www.politicheagricole.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Roma Capitale — Turismo, La pasticceria di Roma: dolci di ricorrenza — www.turismoroma.it. Consultato il 27 luglio 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettari regionali — La cucina di Roma — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.
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Ultima revisione editoriale: 27 luglio 2026.
