RomagnaCucina di recuperoPrimo in brodo

Spoja lorda: la sfoglia «sporca» romagnola in brodo

La spoja lorda è una pasta romagnola nata dal recupero: il ripieno avanzato dai cappelletti viene spalmato in velo su una sfoglia, coperto con una seconda sfoglia e tagliato a quadretti di circa un centimetro, cotti in brodo. Il nome dialettale significa «sfoglia sporca», dal sottile strato di ripieno.

Spoja lorda romagnola a piccoli quadretti servita in brodo caldo
Quadretti di spoja lorda serviti nel brodo di carne.
Origine
Forlì-Cesena
Regione
Emilia-Romagna
Categoria
Primo piatto in brodo
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della spoja lorda

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 50 minCottura 5 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • Per la sfoglia: 300 g di farina di grano tenero tipo 00
  • Per la sfoglia: 3 uova medie
  • Per il ripieno: 200 g di formaggio fresco (ricotta o raviggiolo ben scolati)
  • Per il ripieno: 120 g di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
  • Per il ripieno: 1 uovo
  • Per il ripieno: noce moscata e sale q.b.
  • 1,5 litri di brodo di carne

Preparazione

  1. Impastare farina e uova fino a un panetto liscio

    riposo coperto di 30 minuti.

  2. Amalgamare il formaggio fresco con il Parmigiano, l'uovo, la noce moscata e il sale, ottenendo una crema densa.

  3. Tirare due sfoglie sottili delle stesse dimensioni

  4. Spalmare il ripieno in strato sottilissimo su una sfoglia, lasciando liberi i bordi.

  5. Coprire con la seconda sfoglia e premere con il matterello per far aderire ed eliminare l'aria.

  6. Tagliare a quadretti di circa 1 cm con la rotella dentata

  7. Portare il brodo a bollore leggero e cuocere i quadretti per 2-3 minuti.

  8. Servire nel brodo, con Parmigiano Reggiano a parte

La versione tradizionale prevede
  • Per la sfoglia: 300 g di farina di grano tenero tipo 00
  • Per la sfoglia: 3 uova medie
  • Per il ripieno: 200 g di formaggio fresco (ricotta o raviggiolo ben scolati)
  • Per il ripieno: 120 g di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
  • Per il ripieno: 1 uovo
  • Per il ripieno: noce moscata e sale q.b.
Storia e origine

Il recupero che diventa piatto

La spoja lorda nasce nelle case romagnole per non sprecare il ripieno avanzato dalla preparazione dei cappelletti.

Il nome dialettale «spoja lorda» descrive esattamente la tecnica: la sfoglia viene appena «sporcata» dal ripieno, senza il volume della pasta ripiena vera e propria.

Le caratteristiche in breve

Quadretti minuti, di circa 1 cm di lato.
Strato di ripieno sottilissimo, appena percepibile alla vista.
Cottura rapidissima: pochi minuti nel brodo.
Sapore delicato, di formaggio e noce moscata.

3 errori da evitare

  1. 01
    Ripieno troppo abbondante

    si trasforma in una pasta ripiena e perde identità.

  2. 02
    Sfoglie di spessore diverso

    il taglio risulta irregolare.

  3. 03
    Cottura prolungata

    i quadretti si aprono.

Abbinamenti

Romagna Sangiovese DOC giovane.
Come piatto di festa, seguito da carni arrosto.

Domande frequenti

Che differenza c'è con i cappelletti?

La spoja lorda non è pasta ripiena: il ripieno è steso in velo fra due sfoglie e il formato è un piccolo quadretto, non un cappelletto chiuso a mano.

Si può servire asciutta?

Nell'uso domestico sì, con burro e Parmigiano, ma la versione tradizionale è in brodo di carne.

Quanto deve essere sottile il ripieno?

Deve essere un velo: la sfoglia va appena «sporcata», da cui il nome dialettale del piatto.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Emilia-Romagna — Assessorato Agricoltura, Elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) dell'Emilia-Romagna agricoltura.regione.emilia-romagna.it. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali www.politicheagricole.it. Consultato il 30 luglio 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Emilia-Romagna www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 30 luglio 2026.

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Ultima revisione editoriale: 30 luglio 2026.