Territori del gusto · Emilia-Romagna

Piacenza e i colli piacentini: tre salumi DOP e i vini delle valli

Piacenza è la porta occidentale dell'Emilia-Romagna, aperta verso la Lombardia e la Liguria. La provincia è l'unica in Italia con tre salumi DOP e affianca a questa salumeria una cucina di pasta ripiena, legumi e vini collinari.

Vigneti terrazzati dei colli piacentini in autunno

Geografia e paesaggio

Il territorio si articola in quattro valli — Tidone, Trebbia, Nure e Arda — che scendono dall'Appennino ligure-emiliano verso la pianura del Po. La città si trova all'inizio della via Emilia; Castell'Arquato e Bobbio sono i borghi storici di riferimento.

Le colline offrono suoli argillosi e calcarei e una buona ventilazione, condizione favorevole sia alla viticoltura sia alla stagionatura dei salumi.

Identità gastronomica

I pisarei e fasò uniscono piccoli gnocchi di pane raffermo a un sugo di fagioli: è il piatto identitario della cucina povera piacentina.

I tortelli con la coda si distinguono per la chiusura arricciata che dà il nome al formato; il ripieno tradizionale è di ricotta ed erbe.

La burtleina, frittella di pastella, e la torta fritta accompagnano i salumi come pane caldo.

Sviluppo storico

La posizione di confine ha reso Piacenza un crocevia fra Emilia, Lombardia e Liguria: nella cucina restano tracce di questa mediazione, dalla lavorazione del maiale all'uso dei legumi.

La salumeria collinare si è consolidata nei secoli grazie alla ventilazione naturale delle valli; nel Novecento ha ottenuto i riconoscimenti europei per coppa, pancetta e salame.

Prodotti e certificazioni

Coppa Piacentina DOP, Pancetta Piacentina DOP e Salame Piacentino DOP costituiscono la triade certificata della provincia.

Parte del territorio rientra nella zona del Grana Padano DOP, formaggio a pasta dura diffuso nella pianura padana.

La collina produce inoltre uve, frutta e ortaggi destinati alla trasformazione locale.

Vini, liquori e dolci

Il Gutturnio DOC, da Barbera e Croatina, è il rosso simbolo dei Colli Piacentini; l'Ortrugo dei Colli Piacentini DOC è il bianco autoctono da aperitivo; la Malvasia dei Colli Piacentini DOC porta il registro aromatico.

Fra i liquori la tradizione domestica ha nel bargnolino, ottenuto dalle prugnole selvatiche, la sua espressione più caratteristica.

Nei dolci prevalgono le crostate e le torte di frolla con confetture di frutta collinare.

Stagionalità e tradizioni

L'inverno è dedicato alla lavorazione del maiale e alle cucine di legumi; la vendemmia autunnale muove le valli vitate.

Le prugnole per il bargnolino si raccolgono in autunno, per tradizione dopo le prime brinate.

Certificazioni e riconoscimenti del territorio

Piacenza è l'unica provincia italiana a riunire tre salumi DOP: Coppa Piacentina, Pancetta Piacentina e Salame Piacentino, tutti legati alla ventilazione delle valli collinari.

Parte del territorio rientra nella zona del Grana Padano DOP, formaggio a pasta dura della pianura padana.

Il sistema dei Colli Piacentini raccoglie inoltre più denominazioni vitivinicole, fra cui Gutturnio, Ortrugo e Malvasia.

Itinerari e collegamenti interni

Le quattro valli — Tidone, Trebbia, Nure e Arda — offrono altrettanti percorsi che intrecciano borghi storici, cantine e norcinerie collinari.

Bobbio e Castell'Arquato rappresentano i due poli storici, l'uno legato alla montagna e l'altro alla collina vitata.

Le schede collegate rimandano ai pisarei e fasò, ai tortelli con la coda, ai tre salumi DOP e ai vini del territorio; la guida regionale collega Piacenza al resto della via Emilia.

Schede collegate

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Domande frequenti

Perché Piacenza è nota per i salumi?

È l'unica provincia italiana con tre salumi DOP — coppa, pancetta e salame — grazie a una lunga tradizione di lavorazione del maiale e alla ventilazione delle valli collinari.

Che cosa sono i pisarei e fasò?

Piccoli gnocchi impastati con pangrattato conditi con un sugo di fagioli: sono il piatto identitario della cucina piacentina.

Quale vino accompagna i salumi piacentini?

Tradizionalmente l'Ortrugo dei Colli Piacentini DOC, fresco e sapido, oppure il Gutturnio DOC nella versione frizzante.

Fonti