Cacio e pepe: storia e ricetta tradizionale romana
La cacio e pepe è un primo piatto della tradizione romana composto da tre soli ingredienti: pasta, Pecorino Romano e pepe nero. La cremosità nasce dall'emulsione fra formaggio e acqua di cottura amidacea, senza aggiunta di burro, panna o olio. È considerata, insieme alla gricia, una delle ricette madre della cucina laziale.

Ricetta tradizionale dell'Cacio e pepe
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- 400 g di pasta (tonnarelli, spaghetti o rigatoni)
- 160 g di Pecorino Romano DOP grattugiato fine (dose media: usare 100–120 g per un gusto più delicato)
- 6–8 g di pepe nero in grani (circa 2 cucchiaini)
- Acqua di cottura della pasta, particolarmente amidacea
- Sale q.b., in dose ridotta: il Pecorino è già molto sapido
Preparazione
Tostare i grani di pepe nero interi in una padella asciutta a fuoco medio-basso, per pochi secondi, finché non liberano il loro aroma. Pestarli al mortaio o macinarli grossolanamente.
Cuocere la pasta in acqua salata con moderazione, in quantità inferiore al solito, per ottenere un'acqua di cottura particolarmente ricca di amido. Conservarne abbondantemente prima di scolare.
In una ciotola stemperare il Pecorino grattugiato con poca acqua di cottura tiepida (mai bollente), mescolando fino a ottenere una crema liscia. Se la crema risulta troppo densa, aggiungere altra acqua un cucchiaio alla volta.
Scolare la pasta molto al dente e trasferirla in una padella o in una zuppiera calda con parte del pepe tostato e un mestolo di acqua di cottura; saltare brevemente.
Fuori dal fuoco (o su fiamma spenta) unire la crema di Pecorino e mantecare energicamente, aggiungendo poca acqua di cottura se serve. La salsa deve avvolgere la pasta ed essere lucida, non liquida.
Servire subito con altro pepe tostato in superficie e, a piacere, una spolverata di Pecorino.
- pasta (tonnarelli, spaghetti o rigatoni)
- Pecorino Romano DOP grattugiato fine (dose media: usare 100–120 g per un gusto più delicato)
- 6–8 g di pepe nero in grani (circa 2 cucchiaini)
- Acqua di cottura della pasta, particolarmente amidacea
- Sale q.b., in dose ridotta: il Pecorino è già molto sapido
- Panna, latte o burro
- Olio aggiunto in mantecatura
- Parmigiano al posto del Pecorino Romano
- Aglio o cipolla
- Amido aggiunto separatamente (è una tecnica contemporanea o sperimentale, non parte della tradizione)
Da Amatrice a Roma
La cacio e pepe è tradizionalmente ricondotta alla cucina pastorale del Lazio: pasta secca, Pecorino stagionato e pepe nero erano ingredienti a lunga conservazione e facili da trasportare durante la transumanza. È un'ipotesi diffusa, spesso citata da guide istituzionali del Comune di Roma, ma non esiste una data certa di nascita della ricetta.
Le prime attestazioni scritte del piatto risalgono al XIX secolo nella letteratura gastronomica romana; nel corso del Novecento la cacio e pepe si consolida come piatto identitario delle trattorie di Roma, entrando in quella che oggi viene chiamata la «triade» dei primi romani insieme a Carbonara e Amatriciana.
Le caratteristiche in breve
5 errori da evitare
- 01Aggiungere il Pecorino con la pasta ancora sul fuoco
la caseina, oltre certe temperature, coagula e forma grumi.
- 02Salare l'acqua di cottura come per una pasta normale
il Pecorino Romano DOP è molto sapido e rischia di rendere il piatto sgradevolmente salato.
- 03Usare pepe già macinato conservato a lungo
perde aroma. Meglio grani tostati e macinati al momento.
- 04Emulsionare in modo insufficiente
la salsa risulta liquida invece che cremosa.
- 05Usare troppa acqua di cottura, poco amidacea, che non permette all'emulsione di legare.
Curiosità
Abbinamenti
Domande frequenti
La cacio e pepe è un piatto DOP o IGP?
No. La cacio e pepe non è tutelata da alcuna certificazione europea: è una preparazione tradizionale della cucina romana. È DOP invece uno dei suoi ingredienti principali, il Pecorino Romano.
Perché il Pecorino forma grumi?
Nella maggior parte dei casi perché entra in contatto con acqua troppo calda o con la padella ancora sul fuoco: oltre certe temperature la caseina coagula. La crema va emulsionata fuori dal fuoco con acqua di cottura tiepida.
Si può usare Grana o Parmigiano?
No, la ricetta romana prevede esclusivamente Pecorino Romano DOP. Altri formaggi cambiano sapidità, umidità e comportamento in emulsione: il piatto risulterebbe differente.
Meglio spaghetti o tonnarelli?
I tonnarelli freschi sono il formato più caratteristico delle trattorie romane. Spaghetti e rigatoni sono formati diffusi e documentati; non esiste un unico formato obbligatorio.
Serve aggiungere burro o panna per rendere la salsa cremosa?
No. La cremosità si ottiene solo emulsionando Pecorino e acqua di cottura amidacea, alla giusta temperatura. Burro, panna, latte e olio non appartengono alla ricetta tradizionale.
Fonti
- Turismo Roma — Roma Capitale, Spaghetti cacio e pepe — www.turismoroma.it. Consultato il 27 luglio 2026. Ricetta ufficiale pubblicata dalla guida gastronomica del Comune di Roma.
- Turismo Roma — Roma Capitale, Roma da mangiare: le ricette della tradizione — www.turismoroma.it. Consultato il 27 luglio 2026. Inquadramento della cacio e pepe nella cucina tipica romana.
- Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano DOP, Il Pecorino Romano DOP e il disciplinare di produzione — www.pecorinoromano.com. Consultato il 27 luglio 2026. Caratteristiche, sapidità e stagionatura del Pecorino Romano usato nella ricetta.
- Commissione Europea — eAmbrosia, Pecorino Romano DOP — Registro europeo delle denominazioni protette — ec.europa.eu. Consultato il 27 luglio 2026. Iscrizione DOP del Pecorino Romano nel registro europeo.
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