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Focaccia messinese: storia e ricetta tradizionale

La focaccia messinese è una focaccia alta e soffice condita con tuma o tomasino a fette, filetti di acciuga, scarola riccia, pomodorini e origano. La scarola cruda distribuita sull'impasto è l'elemento che la distingue da ogni altra focaccia siciliana.

Focaccia messinese alta con tuma, acciughe, scarola e pomodorini
Focaccia messinese con tuma, acciughe, scarola riccia e pomodorini.
Origine
Messina
Regione
Sicilia
Categoria
Street food
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della focaccia messinese

Ingredienti e procedimento per 8 persone.

8 porzioniPrep 35 minCottura 25 min

Ingredienti

Per 8 persone

  • 500 g di farina 0
  • 330 ml di acqua tiepida
  • 7 g di lievito di birra secco
  • 10 g di sale
  • 30 ml di olio extravergine di oliva
  • 300 g di tuma o tomasino a fette
  • 8 filetti di acciuga
  • 1 cespo di scarola riccia
  • 250 g di pomodorini
  • Origano secco, sale, pepe e olio q.b.

Preparazione

  1. Impastare farina, acqua e lievito

    aggiungere il sale e l'olio e lavorare fino a un impasto liscio e morbido.

  2. Far lievitare coperto per due ore, fino al raddoppio

  3. Lavare la scarola, asciugarla e tagliarla a striscioline

    condirla con un filo d'olio e un pizzico di sale.

  4. Stendere l'impasto in una teglia unta e lasciarlo riposare quaranta minuti.

  5. Distribuire le fette di tuma sull'impasto, poi le acciughe

  6. Coprire con la scarola e completare con i pomodorini schiacciati a mano, origano, sale e un filo d'olio.

  7. Cuocere a 230 °C per venticinque minuti, finché il bordo è dorato

    servire a tranci, tiepida.

La versione tradizionale prevede
  • farina 0
  • acqua tiepida
  • lievito di birra secco
  • sale
  • olio extravergine di oliva
  • tuma o tomasino a fette
Cosa non prevede
  • Mozzarella
  • Prosciutto cotto
  • Impasto sottile tipo pizza
Storia e origine

La focaccia dello Stretto

La focaccia messinese nasce nei forni cittadini come pane condito da consumare in piedi, con ingredienti freschi e di stagione.

L'uso della tuma, formaggio fresco non salato, e della scarola riccia caratterizza la ricetta rispetto alle focacce del resto dell'isola.

Le caratteristiche in breve

Impasto morbido e idratato, steso in teglia e lasciato lievitare in loco.
Tuma a fette, mai mozzarella.
Scarola distribuita cruda prima della cottura.
Pomodorini schiacciati a mano e origano in superficie.
Materie prime

Gli ingredienti spiegati

Tuma

Formaggio fresco che fonde senza rilasciare acqua.

Scarola riccia

Nota amarognola che bilancia formaggio e acciughe.

Acciughe

Sapidità del piatto, in dose misurata.

Guida pratica

Come riconoscere una Focaccia messinese ben riuscita

  • Base soffice

    L'impasto deve restare alto e alveolato, non secco.

  • Scarola morbida

    In cottura deve appassire senza bruciare: va coperta dai pomodorini.

In cucina

Errori e soluzioni

  1. 01
    Scarola bagnata

    Conseguenza: La focaccia resta umida.

    Soluzione: Asciugarla accuratamente dopo il lavaggio.

  2. 02
    Uso della mozzarella

    Conseguenza: Rilascia acqua e allontana dalla ricetta.

    Soluzione: Usare tuma o tomasino fresco.

Domande frequenti

Che formaggio è la tuma?

Un formaggio fresco di pecora non salato, tipico della Sicilia, che fonde senza rilasciare siero.

La scarola si mette cruda?

Sì: si distribuisce cruda sull'impasto e appassisce durante la cottura.

Che differenza c'è con il pitone messinese?

Il pitone ha la stessa farcitura ma è una mezzaluna di pasta fritta anziché una focaccia in teglia.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Comune di Messina, Cucina dello Stretto e tradizioni messinesi www.comune.messina.it. Consultato il 03 agosto 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Sicilia www.masaf.gov.it. Consultato il 03 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle preparazioni tradizionali siciliane.
  • Regione Siciliana — Visit Sicily, Enogastronomia e piatti della tradizione siciliana www.visitsicily.info. Consultato il 03 agosto 2026.

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