Polverara
La Polverara prende nome dall'omonimo comune della Bassa padovana ed è documentata come razza avicola locale fin dall'età moderna.
Attitudine prevalente: Duplice attitudine, con buona produzione di uova in allevamento rurale.. Territorio storico: Polverara e Bassa padovana.
Storia e origine
La Polverara prende nome dall'omonimo comune della Bassa padovana ed è documentata come razza avicola locale fin dall'età moderna.
Estinta di fatto nel secondo Novecento, è stata ricostituita da un progetto di recupero condotto con enti locali e istituti agrari veneti.
Morfologia
- Corporatura slanciata e portamento fiero.
- Ciuffo eretto più contenuto rispetto alla Padovana, senza barba.
- Cresta piccola, a corolla o cornetti.
Mantello e tratti distintivi
Varietà bianca e nera riconosciute; galli 2-2,5 kg, galline circa 1,8 kg.
Attitudine produttiva
Duplice attitudine, con buona produzione di uova in allevamento rurale.
- Uova e carne di pollame rustico della Bassa padovana.
- Preparazioni di cortile della cucina veneta.
Allevamento
Allevamento all'aperto in aia con ricovero notturno, tipico delle corti della Bassa padovana.
Alimentazione a cereali, erba e insetti reperiti in aia.
Diffusione e conservazione
Bassa padovana e Veneto centrale, con nuclei di conservazione.
Razza ricostituita e a limitata diffusione, sostenuta da programmi locali di conservazione.
Altre specialità del Veneto.
Cucina e territorio
Il pollame di razza rustica è impiegato nei bolliti e negli arrosti della tradizione veneta.
Il recupero della razza è legato alla valorizzazione agricola del territorio di Polverara.
Curiosità
- La Polverara è citata in fonti storiche venete come «gallina di Polverara» già prima dell'Ottocento.
Domande frequenti
- La popolazione originaria si era di fatto persa nel secondo Novecento; la razza è stata ricostituita con un progetto di recupero locale.
- La Polverara ha ciuffo più contenuto ed eretto, non ha barba e conserva una piccola cresta.
- Sono riconosciute la varietà bianca e quella nera.
- Nella Bassa padovana e in Veneto, principalmente in allevamenti rurali e centri di conservazione.
Fonti
- MASAF — Anagrafe Nazionale della Biodiversità di Interesse Agricolo e Alimentare — Registro delle risorse genetiche animali autoctone italiane (consultato il 2026-08-06)
- CREA — Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria — Biodiversità zootecnica italiana: risorse genetiche animali (consultato il 2026-08-06)
- MASAF — Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste — Tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (L. 194/2015) (consultato il 2026-08-06)