Ovini · Puglia

Leccese

La Leccese è la pecora da latte storica del Salento: razza ovina autoctona pugliese allevata nelle masserie delle province di Lecce, Brindisi e Taranto e iscritta al Registro regionale delle risorse genetiche autoctone della Puglia.

Attitudine prevalente: Latte per formaggi e ricotta; in passato la razza era considerata a triplice attitudine (latte, carne e lana).. Territorio storico: Salento, province di Lecce, Brindisi e Taranto.

Pecora di razza Leccese con testa nera al pascolo in una masseria del Salento
Pecora di razza Leccese dal vello bianco e testa nera al pascolo nella campagna salentina.

Storia e origine

La Leccese è la pecora da latte storica del Salento: razza ovina autoctona pugliese allevata nelle masserie delle province di Lecce, Brindisi e Taranto e iscritta al Registro regionale delle risorse genetiche autoctone della Puglia.

La denominazione corrente affianca al nome ufficiale il sinonimo «Moscia leccese», usato nella letteratura zootecnica e nelle schede regionali.

Secondo la ricostruzione di Visicchio (1931), ripresa dalla scheda regionale pugliese, la Leccese deriverebbe dal ceppo asiatico Zackel, lo stesso da cui discenderebbe l'Altamurana: le due razze pugliesi si sono poi differenziate proprio per la pigmentazione, bianca nell'Altamurana e nera nella Leccese.

Come per molte razze da latte del Mezzogiorno, la sostituzione con genotipi più produttivi ha ridotto fortemente la popolazione allevata, oggi seguita nei programmi di tutela delle risorse genetiche.

Origine e territorio

Regione di riferimento: Puglia. Area storica di allevamento: Salento, province di Lecce, Brindisi e Taranto.

Morfologia

  • Taglia media, corporatura leggera, arti sottili.
  • Testa nera o scura, priva di lana, con profilo montonino nei maschi; corna a spirale negli arieti.
  • Faccia e arti neri: è il carattere che nella scheda regionale pugliese distingue la Leccese dalla consanguinea Altamurana, a faccia e vello bianchi.
  • Notevole resistenza al caldo e ai pascoli aridi salentini.

Mantello e tratti distintivi

Vello bianco con testa e arti neri o bruni; pecore 40-50 kg, arieti fino a 70 kg.

Attitudine produttiva

Latte per formaggi e ricotta; in passato la razza era considerata a triplice attitudine (latte, carne e lana).

  • Ricotta e formaggi ovini salentini della tradizione masserizia.
  • Carne di agnello impiegata nella cucina salentina delle feste.

Allevamento

Pascolo estensivo su terreni aridi e incolti salentini, con ricovero in masseria.

Alimentazione al pascolo naturale, integrata da fieno e stoppie.

Il calendario riproduttivo tradizionale è legato alla stagionalità del pascolo salentino, con mungitura concentrata nei mesi primaverili.

Diffusione e conservazione

Salento, con nuclei nel Brindisino e nel Tarantino.

Razza a rischio, iscritta al Registro regionale delle risorse genetiche autoctone della Puglia e seguita dai programmi nazionali di tutela.

Altre specialità della Puglia.

Cucina e territorio

Il latte è impiegato in ricotte e formaggi freschi che accompagnano la cucina povera salentina.

La razza è parte del sistema delle masserie e dei pascoli aridi del Salento.

Nessun disciplinare DOP o IGP cita oggi la Leccese come razza obbligatoria: il legame con i formaggi salentini è di tradizione locale, non di prescrizione normativa.

Curiosità

  • La testa scura priva di lana è il carattere che permette di distinguere a colpo d'occhio la Leccese dalle altre razze pugliesi.
  • Una ipotesi riportata dalla letteratura zootecnica lega la pigmentazione scura ai pascoli salentini in cui cresce l'Hypericum crispum, pianta fotosensibilizzante che penalizza gli animali a pelle chiara.

Domande frequenti

Fonti