Suini · Toscana

Cinta Senese

La Cinta Senese è documentata iconograficamente già nel Trecento: compare nell'affresco degli Effetti del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena, dove un maiale nero con la fascia bianca sulle spalle è condotto fuori dalle mura.

Attitudine prevalente: Produzione di carne e grasso di qualità, destinati sia al consumo fresco sia alla salumeria di lunga stagionatura.. Territorio storico: Montagnola senese, Chianti e colline della Toscana centrale.

Suino di razza Cinta Senese con la fascia bianca sulle spalle al pascolo in un bosco di querce toscano
Maiale di razza Cinta Senese allevato allo stato semibrado in un bosco di querce delle colline senesi.

Storia e origine

La Cinta Senese è documentata iconograficamente già nel Trecento: compare nell'affresco degli Effetti del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Pubblico di Siena, dove un maiale nero con la fascia bianca sulle spalle è condotto fuori dalle mura.

Fu il suino dominante nelle colline senesi fino al secondo dopoguerra, quando l'introduzione di razze estere più prolifiche e adatte alla stalla ne ridusse la consistenza a poche decine di capi negli anni Ottanta.

Il recupero è avvenuto attraverso il registro anagrafico dei suini autoctoni gestito da ANAS e attraverso il ritorno all'allevamento semibrado nei boschi di querce e castagni.

Morfologia

  • Taglia media, tronco robusto e arti solidi, adatti al pascolo in bosco e al movimento su terreno accidentato.
  • Testa di media lunghezza con profilo rettilineo, orecchie dirette in avanti e verso il basso.
  • Groppa spiovente e prosciutti poco voluminosi rispetto alle razze cosmopolite selezionate per la resa in stalla.

Mantello e tratti distintivi

Nero ardesia con una fascia bianca completa (la «cinta») che circonda il torace all'altezza delle spalle e comprende gli arti anteriori; setole robuste. Verri adulti fino a 300 kg circa, scrofe attorno ai 200-250 kg.

Attitudine produttiva

Produzione di carne e grasso di qualità, destinati sia al consumo fresco sia alla salumeria di lunga stagionatura.

  • Carne fresca tutelata dalla denominazione Cinta Senese DOP, che disciplina l'alimento e non l'animale.
  • Salumi toscani di lunga stagionatura ottenuti da capi di Cinta: prosciutto, lardo, capocollo, salame e rigatino.

Allevamento

Allevamento allo stato semibrado in aree boschive e collinari recintate, con ricoveri semplici per il parto e il riposo.

Alimentazione integrata dal pascolo naturale: ghiande, castagne, radici e tuberi durante la fase autunnale di ingrasso.

Accrescimenti lenti e cicli lunghi rispetto ai suini industriali, con macellazione in età avanzata.

Diffusione e conservazione

Toscana, con nucleo principale nelle province di Siena, Firenze, Grosseto e Arezzo; presenze minori in altre regioni dell'Italia centrale.

Razza iscritta al registro anagrafico nazionale delle popolazioni suine autoctone; la consistenza, ridotta a poche decine di capi negli anni Ottanta, è oggi risalita grazie al programma di conservazione e alla valorizzazione commerciale.

Altre specialità della Toscana.

Produzioni collegate

Alimenti e tradizioni che derivano da questa razza. La certificazione, quando presente, tutela il prodotto e non l'animale: sono entità distinte, con schede e URL propri.

Cucina e territorio

Il grasso infiltrato e la lunga vita dell'animale danno carni saporite, adatte alla brace, all'arista e alle preparazioni in umido della cucina senese.

Nella tradizione contadina della Montagnola nulla veniva scartato: dalla lavorazione familiare del maiale derivavano salumi, sanguinacci e conserve sotto grasso.

Curiosità

  • La «cinta» bianca è un carattere ereditario stabile: i suinetti nascono già con la fascia, che resta identica per tutta la vita e permette il riconoscimento a distanza al pascolo.
  • Il maiale raffigurato da Lorenzetti nel 1338-1339 è considerato una delle più antiche testimonianze figurative di una razza suina italiana ancora esistente.

Domande frequenti

Fonti