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Testaroli della Lunigiana

I testaroli sono una preparazione antica della Lunigiana a base di una pastella di farina e acqua, cotta in un apposito testo di ghisa fino a formare una focaccia sottile, poi tagliata a losanghe, scottata in acqua bollente e condita tradizionalmente con il pesto.

Testaroli della Lunigiana, pasta a losanghe condita con pesto
Testaroli della Lunigiana conditi con pesto.
Origine
Pontremoli
Regione
Toscana
Categoria
Primo piatto
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dei testaroli della Lunigiana

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 15 minCottura 40 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 400 g di farina di grano tenero tipo 00
  • Acqua q.b., circa 700-800 ml
  • Un pizzico di sale
  • Per il condimento: pesto alla genovese o pesto locale con basilico, oppure olio extravergine di oliva e pecorino grattugiato

Preparazione

  1. Preparare una pastella liscia e piuttosto liquida mescolando farina, acqua e sale, avendo cura di eliminare eventuali grumi.

  2. Scaldare bene il testo di ghisa (o, in mancanza, una padella antiaderente ampia e pesante) e versarvi un sottile strato di pastella.

  3. Cuocere a fuoco moderato fino a quando la superficie si asciuga e si formano le caratteristiche bollicine, quindi eventualmente rigirare per completare la cottura sull'altro lato.

  4. Ripetere l'operazione fino a esaurimento della pastella, lasciando raffreddare le focacce ottenute.

  5. Tagliare le focacce a losanghe o a rombi di media grandezza

  6. Portare a bollore abbondante acqua salata e scottarvi i testaroli per pochi istanti, giusto il tempo di scaldarli, quindi scolarli con delicatezza.

  7. Condire subito con il pesto, oppure con olio extravergine e pecorino grattugiato, e servire.

La versione tradizionale prevede
  • farina di grano tenero tipo 00
  • Acqua q.b., circa 700-800 ml
  • Un pizzico di sale
  • Per il condimento: pesto alla genovese o pesto locale con basilico, oppure olio extravergine di oliva e pecorino grattugiato
Storia e origine

Una pasta cotta senza pentola

I testaroli prendono il nome dal "testo", il recipiente di ghisa o di terracotta usato per cuocere la pastella di farina e acqua: una tecnica di cottura molto antica, diffusa nell'area appenninica tra Lunigiana e Liguria di levante.

La preparazione nasce nella cucina povera delle vallate della Lunigiana, dove il testo veniva scaldato direttamente sul fuoco del camino, permettendo di ottenere una sorta di focaccia sottile senza bisogno di un forno.

Le caratteristiche in breve

Pastella semplice di farina di grano tenero e acqua, priva di lievito.
Cottura in un testo di ghisa o pietra, che dà forma a una focaccia sottile.
Taglio a losanghe dopo la cottura, prima della scottatura in acqua.
Condimento tradizionale con pesto, in alternativa olio e pecorino.

3 errori da evitare

  1. 01
    Pastella troppo densa

    i testaroli risultano spessi e gommosi invece che sottili.

  2. 02
    Testo non abbastanza caldo prima di versare la pastella, che non forma la crosticina caratteristica.
  3. 03
    Scottatura troppo lunga in acqua, che disfa la consistenza della pasta.

Curiosità

Il testo di ghisa o di pietra usato per la cottura è tramandato spesso come oggetto di famiglia, ed è considerato parte integrante della tradizione del piatto tanto quanto la ricetta stessa.

Abbinamenti

Un vino bianco leggero dell'area appenninica, adatto alla semplicità del piatto.

Domande frequenti

Cos'è il testo usato per cuocere i testaroli?

È un recipiente di ghisa o di pietra, tondo e con un coperchio dello stesso materiale, usato tradizionalmente sul fuoco per cuocere la pastella di farina e acqua senza bisogno di un forno.

I testaroli si cuociono come la pasta normale?

No: la focaccia ottenuta nel testo viene tagliata a losanghe e solo scottata brevemente in acqua bollente, non lessata a lungo come una pasta comune.

Con cosa si condiscono tradizionalmente i testaroli?

Il condimento più diffuso è il pesto; in alternativa si usano olio extravergine e pecorino grattugiato, in una versione più semplice e antica.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Toscana, Regione Toscana — Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari www.regione.toscana.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Toscana per agricoltura, produzioni agroalimentari e prodotti tradizionali.
  • Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest, Camera di commercio Toscana Nord-Ovest — Valorizzazione delle produzioni tipiche www.tno.camcom.it. Consultato il 04 agosto 2026. Ente camerale competente per Lucca, Massa-Carrara e Pisa, attivo nella promozione agroalimentare.
  • Parco Regionale delle Alpi Apuane, Parco delle Alpi Apuane — Prodotti tradizionali di Garfagnana e Lunigiana www.parcapuane.toscana.it. Consultato il 04 agosto 2026. Ente parco regionale, riferimento per castagne, farine di neccio e produzioni di montagna.

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