Ricotta di Bufala Campana DOP: siero, lavorazione e usi
La Ricotta di Bufala Campana DOP si ottiene per riscaldamento del siero residuo della lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Caratteristiche del prodotto
- Colore bianco porcellana, senza sfumature giallastre.
- Struttura cremosa e morbida, priva di granulosità marcata.
- Sapore dolce e delicato, con nota lattica intensa tipica del siero di bufala.
- Assenza di crosta e di sale aggiunto nella tipologia fresca.
Differenze dal prodotto generico
- La ricotta vaccina è più tenue e leggermente più acidula: quella di bufala è più grassa e dolce.
- La DOP richiede siero proveniente esclusivamente dalla lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP.
- Le ricotte «di bufala» generiche possono contenere latte o siero di provenienza non tracciata.
Territorio di produzione
- Aree della Campania e dei territori limitrofi del Lazio, della Puglia e del Molise comprese nella zona della Mozzarella di Bufala Campana DOP.
- Caseifici bufalini della piana del Sele, del Casertano e del basso Lazio.
Storia e documentazione
L'allevamento della bufala nelle pianure paludose campane è documentato dal Medioevo e la lavorazione del latte produce da sempre un siero ricco di proteine.
La ricotta nasce come recupero di quel siero: nelle economie casearie tradizionali nulla veniva scartato e la «ri-cottura» permetteva di ottenere un secondo alimento.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta dall'Unione Europea nel 2010, distinguendo il prodotto dalle ricotte industriali generiche.
Materie prime
- Siero residuo della lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP.
- Eventuale aggiunta di latte di bufala nei limiti previsti dal disciplinare, sale ammesso solo nelle tipologie indicate.
Lavorazione
- Raccolta del siero immediatamente dopo la produzione della mozzarella.
- Riscaldamento del siero fino alla temperatura di affioramento delle sieroproteine.
- Raccolta della massa affiorata con schiumarola e messa in fuscella.
- Sgrondo, raffreddamento e confezionamento; nella tipologia omogeneizzata segue trattamento termico e omogeneizzazione.
Disciplinare
- Denominazione di Origine Protetta registrata dall'Unione Europea nel 2010 e presente nel registro eAmbrosia.
- Il disciplinare vincola l'origine del siero alla filiera della Mozzarella di Bufala Campana DOP e definisce le tipologie fresca e fresca omogeneizzata.
- I controlli sono eseguiti da un organismo autorizzato dal Ministero.
Come riconoscere il prodotto autentico
- In etichetta devono comparire la denominazione completa e il logo DOP europeo.
- Il colore deve essere bianco porcellana: tonalità gialline indicano ricotta vaccina o miscele.
- La tipologia fresca ha scadenza molto breve: diffida di prodotti «freschi» con durate lunghe.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Al naturale, con un filo di olio extravergine o con miele.
- Nei ripieni di paste fresche e di dolci campani come la pastiera.
- Su pizze e bruschette, aggiunta a fine cottura per non perdere cremosità.
Conservazione
- In frigorifero fra 0 e 4 °C, nella confezione originale con il suo siero.
- La tipologia fresca va consumata entro pochissimi giorni; l'omogeneizzata ha durata maggiore.
Curiosità
Tecnicamente non è un formaggio ma un latticino: si ottiene dalle sieroproteine, non dalla caseina coagulata.
Il nome «ricotta» indica proprio la seconda cottura del siero già utilizzato per la mozzarella.
La tipologia omogeneizzata è stata inserita nel disciplinare per permettere la distribuzione fuori dall'area di produzione senza perdere la denominazione.
Domande frequenti
- Da cosa si ricava la Ricotta di Bufala Campana DOP?
- Dal siero residuo della lavorazione della Mozzarella di Bufala Campana DOP, riscaldato fino all'affioramento delle sieroproteine.
- Quali tipologie esistono?
- La fresca, a brevissima conservazione, e la fresca omogeneizzata, con shelf life più lunga.
- È un formaggio?
- No: è un latticino, perché si ottiene dalle sieroproteine e non dalla coagulazione della caseina.
- Come si riconosce quella autentica?
- Dal colore bianco porcellana, dalla dicitura completa in etichetta e dal logo DOP europeo.
Fonti
- MASAF, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani — www.masaf.gov.it. Consultato il 05 agosto 2026. Elenco ufficiale delle denominazioni riconosciute dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
- Commissione Europea, eAmbrosia — Registro UE delle indicazioni geografiche — ec.europa.eu. Consultato il 05 agosto 2026. Registro ufficiale europeo con disciplinari, date di registrazione e riferimenti normativi di ogni DOP e IGP.
- Fondazione Qualivita, Qualigeo — Atlante delle Indicazioni Geografiche italiane — www.qualigeo.eu. Consultato il 05 agosto 2026. Banca dati delle IG italiane realizzata dalla Fondazione Qualivita, con schede tecniche e dati di filiera.
- Regione Campania, Regione Campania — Agricoltura — www.agricoltura.regione.campania.it. Consultato il 05 agosto 2026. Portale istituzionale dell'assessorato all'agricoltura della Regione Campania.
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