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Chnolle di Gressoney: gli gnocchetti walser del Lys

Le chnolle sono gnocchetti irregolari di farina di mais e frumento, staccati a cucchiaiate e cotti direttamente nel brodo di maiale.

Chnolle di Gressoney: gnocchetti irregolari di farina serviti nel brodo fumante
Chnolle di Gressoney servite nel brodo caldo di cottura.
Origine
Gressoney-Saint-Jean
Regione
Valle d'Aosta
Categoria
primi piatti
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale del Chnolle di Gressoney

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioni

Ingredienti

Per 4 persone

  • 200 g di farina di mais fine
  • 150 g di farina di frumento
  • 2 uova, 200 ml di latte
  • 1,5 litri di brodo di maiale
  • Sale, burro e formaggio grattugiato per completare

Preparazione

  1. Mescolare le farine con uova, latte e sale fino a ottenere un impasto denso e appiccicoso.

  2. Portare il brodo di maiale a leggero bollore

  3. Prelevare l'impasto con un cucchiaio e farlo cadere nel brodo formando gnocchetti irregolari.

  4. Cuocere per pochi minuti, finché gli gnocchetti salgono in superficie

  5. Servire nel brodo con burro fuso e formaggio grattugiato

La versione tradizionale prevede
  • farina di mais fine
  • farina di frumento
  • 2 uova, 200 ml di latte
  • 1,5 litri di brodo di maiale
  • Sale, burro e formaggio grattugiato per completare
Cosa non prevede
  • Patate nell'impasto, tipiche degli gnocchi ma non delle chnolle
  • Sugo di pomodoro
  • Cottura in acqua semplice, che priverebbe il piatto del brodo saporito
Storia e origine

Le origini del Chnolle di Gressoney

Le comunità walser di Gressoney, insediate nell'alta valle del Lys dal Medioevo, hanno conservato una cucina distinta dal resto della regione, fondata su farine, latte e carne di maiale.

Le chnolle nascono come piatto di recupero del brodo di cottura dei salumi, arricchito con un impasto di farina che lo trasforma in pasto completo.

Le caratteristiche in breve

Gnocchetti irregolari, staccati a cucchiaio e non formati a mano.
Consistenza soda all'esterno e morbida all'interno.
Brodo saporito e grasso, servito insieme agli gnocchetti.
Sapore rustico di mais, addolcito dal latte dell'impasto.

Curiosità

Il nome appartiene al titsch, la parlata walser di Gressoney.
Le chnolle non vanno confuse con le chneffléne, gnocchetti di pasta più morbida della stessa area.

Abbinamenti

Valle d'Aosta Torrette DOC servito fresco.
Toma di Gressoney a completamento del pasto.

Domande frequenti

Che cosa sono le chnolle di Gressoney?

Sono gnocchetti irregolari di farina di mais e frumento cotti nel brodo di maiale, tipici delle comunità walser dell'alta valle del Lys.

Che differenza c'è fra chnolle e chneffléne?

Le chneffléne sono gnocchetti morbidi di pasta di farina e uova, spesso serviti asciutti; le chnolle sono più sode, a base anche di farina di mais, e si cuociono e servono nel brodo.

Perché il brodo è di maiale?

Perché il piatto nasce per recuperare il brodo di cottura dei salumi durante la macellazione invernale.

Sono un piatto walser o valdostano?

Sono entrambe le cose: appartengono alla cultura walser di Gressoney, che è parte della Valle d'Aosta.

Si possono servire asciutte?

Sì, esiste una variante scolata e ripassata al burro con la Fontina, ma la versione tradizionale resta in brodo.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Autonoma Valle d'Aosta, Regione Autonoma Valle d'Aosta — Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari www.regione.vda.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale istituzionale della Regione Autonoma Valle d'Aosta, sezione agricoltura e produzioni agroalimentari.
  • Office Régional du Tourisme — Valle d'Aosta, Lovevda — Enogastronomia e prodotti della Valle d'Aosta www.lovevda.it. Consultato il 04 agosto 2026. Portale turistico ufficiale della Regione Autonoma Valle d'Aosta, sezione dedicata a cucina, prodotti e itinerari del gusto.
  • Accademia Italiana della Cucina, Accademia Italiana della Cucina — Ricettario e tutela della cucina regionale www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Istituzione culturale riconosciuta dal Ministero della Cultura, impegnata nella documentazione delle ricette tradizionali italiane.

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