Mortadella di Campotosto: i «coglioni di mulo» dell'Aquilano
La Mortadella di Campotosto è un salume abruzzese di carne magra di suino, insaccato in coppie legate da uno spago e attraversato al centro da un sottile bastoncino di lardo aromatizzato, il «lardello».
Caratteristiche del prodotto
- Forma a uovo allungato, rigonfia al centro e ristretta alle estremità, prodotta in coppie legate da spago.
- Al taglio mostra il lardello centrale: un bastoncino di lardo di suino, aromatizzato, che attraversa longitudinalmente l'impasto magro.
- Impasto di carne magra di suino finemente tritata, compatta e di colore rosato scuro dopo la stagionatura.
- Profumo delicato di spezie e aromi naturali, sapore sapido ma non piccante, più equilibrato rispetto ad altri salumi abruzzesi speziati.
- Pezzatura contenuta, in genere da qualche etto a poco più di un chilo a coppia.
Differenze dal prodotto generico
- Rispetto ad altre mortadelle italiane di grandi dimensioni e pasta rosea uniforme, quella di Campotosto è un piccolo salume di montagna con lardello centrale ben distinto e assenza di grasso diffuso nell'impasto.
- Il nome popolare «coglioni di mulo» la distingue nell'uso comune da altre mortadelle abruzzesi minori, richiamandone forma e legatura a coppie.
Territorio di produzione
- Campotosto, comune dell'Aquilano affacciato sull'omonimo lago artificiale, ai piedi del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
- La lavorazione, storicamente legata all'allevamento suino di montagna e alla necessità di conservare la carne durante l'inverno, si è diffusa anche in altri comuni limitrofi dell'Altopiano di Campo Imperatore.
- Il clima freddo e secco dell'entroterra aquilano, a quote elevate, favorisce l'asciugatura lenta tipica del prodotto.
Materie prime
- Carne magra di suino, tritata finemente (spalla e coscia).
- Lardo di suino per il lardello centrale, aromatizzato con sale e spezie prima dell'inserimento.
- Sale, pepe e aromi naturali secondo la ricetta di famiglia; niente parti grasse mescolate nell'impasto magro, a differenza di altri salumi locali.
- Budello naturale per l'insacco.
Lavorazione
- Trita fine della carne magra e concia con sale e spezie.
- Preparazione del lardello: un bastoncino di lardo salato e aromatizzato, tagliato a listarella.
- Insacco dell'impasto magro nel budello, con inserimento del lardello al centro in senso longitudinale.
- Legatura a mano in coppie con spago, da cui il caratteristico aspetto appaiato appeso.
- Asciugatura iniziale in ambiente ventilato, seguita dalla stagionatura.
Stagionatura
- Stagionatura di alcune settimane, in genere fino a due-tre mesi, in cantine o locali freschi e asciutti tipici della montagna aquilana.
- Il freddo secco dell'altopiano di Campotosto è considerato un fattore determinante per l'asciugatura corretta del salume e per la conservazione del lardello.
Disciplinare
- La scheda del Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Regione Abruzzo descrive area di produzione, tecnica di legatura a coppie e presenza del lardello come elementi identificativi del prodotto.
- Non esiste un disciplinare DOP o IGP: la denominazione PAT censisce una tradizione locale documentata, senza vincoli di produzione uniformi per tutti gli operatori.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Coppia di salumi legati insieme da spago, mai venduti come pezzo singolo nella forma tradizionale.
- Al taglio, presenza netta del lardello centrale, ben distinto dall'impasto magro circostante.
- Forma a uovo allungato, non cilindrica regolare come un salame comune.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Affettata sottile e servita come antipasto, spesso insieme ad altri salumi dell'Aquilano su un tagliere.
- Accompagnata da pane casereccio abruzzese e da formaggi pecorini di montagna.
- Utilizzata in alcune preparazioni casalinghe come componente di taglieri misti nelle feste di paese di Campotosto e dintorni.
Conservazione
- Conservare in luogo fresco e asciutto, appesa per favorire il mantenimento delle condizioni di stagionatura.
- Dopo il taglio, avvolgere in un canovaccio o carta per alimenti e conservare in frigorifero, consumando entro pochi giorni.
Curiosità
Il soprannome «coglioni di mulo» è diffuso nella tradizione orale locale e richiama scherzosamente la forma del salume appeso in coppia.
Il lago di Campotosto, bacino artificiale creato nel Novecento, è oggi un riferimento turistico che affianca la fama gastronomica del paese legata a questo salume.
Domande frequenti
- Cos'è il lardello della Mortadella di Campotosto?
- È un bastoncino di lardo di suino, salato e aromatizzato, inserito al centro dell'impasto magro prima dell'insacco: al taglio appare come un cerchio di grasso al centro della fetta.
- Perché si chiama «coglioni di mulo»?
- È un soprannome popolare abruzzese legato alla forma a uovo del salume e al fatto che viene tradizionalmente prodotto e appeso in coppie legate da spago.
- È la stessa cosa della mortadella di Bologna?
- No: si tratta di un salume artigianale di montagna di dimensioni contenute, con lardello centrale e pasta di sola carne magra tritata, molto diverso dalla mortadella emiliana.
- Dove si produce oggi la Mortadella di Campotosto?
- Principalmente a Campotosto e nei comuni limitrofi dell'Aquilano, sull'altopiano ai piedi del Gran Sasso, da pochi produttori artigianali che mantengono la ricetta tradizionale.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Abruzzo — www.masaf.gov.it. Consultato il 03 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle preparazioni tradizionali abruzzesi.
- Regione Abruzzo, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari regionali — www.regione.abruzzo.it. Consultato il 03 agosto 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane — Abruzzo — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 03 agosto 2026. Riferimento per le formulazioni tradizionali e la loro documentazione.
- Camera di commercio Chieti Pescara, Filiere agroalimentari e prodotti tipici del territorio — www.chpe.camcom.it. Consultato il 03 agosto 2026.
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