Olio EVO Pretuziano delle Colline Teramane DOP: tra Gran Sasso, Laga e Adriatico
L'Olio EVO Pretuziano delle Colline Teramane DOP si produce in provincia di Teramo, in un territorio compreso tra i rilievi del Gran Sasso e dei Monti della Laga e la costa adriatica.
Caratteristiche del prodotto
- Colore verde intenso con riflessi dorati, tipico degli oli ottenuti da miscele di cultivar diverse.
- Fruttato medio-intenso, con note di erba fresca, mandorla e carciofo, arricchito talvolta da sentori di frutta a polpa verde.
- Amaro deciso e piccante ben percettibile, in equilibrio grazie alla combinazione tra Frantoio, Leccino, Dritta e Tortiglione.
- Buona ricchezza in polifenoli, che favorisce sia l'intensità sensoriale sia una discreta capacità di conservazione dell'olio.
Differenze dal prodotto generico
- Rispetto all'Olio EVO Colline Teatine DOP, in cui la cultivar Gentile di Chieti è la varietà principale, l'Olio Pretuziano delle Colline Teramane DOP si basa su una combinazione di quattro cultivar diverse, Frantoio, Leccino, Dritta e Tortiglione, con un fruttato generalmente più intenso.
- A differenza dell'Olio EVO Aprutino Pescarese DOP, che condivide alcune cultivar come Dritta e Leccino ma è circoscritto alla provincia di Pescara, l'Olio Pretuziano abbraccia un territorio più esteso e variegato dal punto di vista altimetrico, dai monti della Laga fino al mare.
- Va distinto dagli oli extravergini teramani generici non certificati, che pur potendo utilizzare le stesse cultivar non sono soggetti ai controlli e ai vincoli di composizione previsti dal disciplinare DOP.
Territorio di produzione
- La provincia di Teramo, in Abruzzo, con un territorio che degrada dai rilievi del Gran Sasso e dei Monti della Laga fino alla costa adriatica.
- Un'escursione altimetrica significativa tra le zone submontane più interne e la fascia collinare vicina al mare, che genera microclimi diversi all'interno della stessa area DOP.
- Suoli collinari di origine alluvionale e argillosa, con oliveti spesso disposti a terrazze nelle zone più acclivi verso l'Appennino.
Storia e documentazione
Il nome «Pretuziano» deriva dai Pretuzi, popolazione italica che abitava l'area dell'attuale provincia di Teramo prima della conquista romana, da cui la città di Teramo prese anche l'antico nome di Interamnia Praetuttiorum.
L'olivicoltura teramana si è sviluppata storicamente lungo la fascia collinare tra i rilievi appenninici e l'Adriatico, in un territorio che unisce vocazioni agricole diverse, dalla pastorizia montana alla pesca costiera.
Il riconoscimento della DOP ha unificato sotto un'unica denominazione una produzione olivicola diffusa su un territorio ampio ed eterogeneo, dal Gran Sasso al mare.
Materie prime
- Cultivar Frantoio, diffusa in tutta Italia centrale e presente come componente significativa nel disciplinare teramano.
- Cultivar Leccino, impiegata in combinazione con le altre varietà previste per bilanciare il profilo sensoriale.
- Cultivar Dritta, varietà autoctona abruzzese diffusa soprattutto nell'area teramana e pescarese.
- Cultivar Tortiglione, varietà locale caratterizzata dalla forma contorta del nocciolo, che contribuisce a note aromatiche distintive.
- Nessun ingrediente aggiunto: olio ottenuto esclusivamente per estrazione meccanica a freddo delle olive.
Lavorazione
- Raccolta delle olive direttamente dalla pianta, generalmente tra ottobre e dicembre, con calendari che variano secondo l'altitudine dell'oliveto tra la fascia montana e quella costiera.
- Trasporto rapido delle olive al frantoio, con molitura effettuata entro tempi brevi, in genere entro le 24-48 ore, per preservare la qualità del frutto.
- Estrazione a freddo tramite centrifugazione, senza l'uso di solventi, con temperature di lavorazione contenute per non alterare gli aromi.
- Assemblaggio delle diverse cultivar, quando previsto, secondo le proporzioni indicate dal disciplinare per ottenere il profilo sensoriale tipico della denominazione.
- Stoccaggio in contenitori di acciaio inox al riparo da aria e luce fino all'imbottigliamento.
Disciplinare
- L'Olio EVO Pretuziano delle Colline Teramane è Denominazione di Origine Protetta dell'Unione Europea, riconosciuta a seguito dell'istruttoria nazionale ed europea.
- Il disciplinare delimita l'area di produzione alla provincia di Teramo e individua Frantoio, Leccino, Dritta e Tortiglione come cultivar di riferimento, con le rispettive percentuali minime.
- Sono fissati i parametri chimico-organolettici dell'olio, tra cui l'acidità massima e le caratteristiche del fruttato richieste dal panel test.
- Il Consorzio di Tutela Olio Pretuziano delle Colline Teramane vigila sull'applicazione del disciplinare e promuove la denominazione tra i produttori teramani.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Etichetta con il logo DOP dell'Unione Europea e il riferimento al Consorzio di Tutela Olio Pretuziano delle Colline Teramane.
- Colore verde intenso e fruttato medio-intenso, con note di erba, mandorla e carciofo riconoscibili all'assaggio.
- Indicazione delle cultivar impiegate, spesso citate in etichetta insieme al riferimento al territorio teramano.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- A crudo sulle scrippelle 'mbusse e su altri primi piatti della tradizione teramana a base di brodo.
- Condimento per il timballo teramano e per le carni cotte alla brace tipiche dell'entroterra abruzzese.
- Ideale sul brodetto alla pescarese e su altre preparazioni ittiche della costa adriatica teramana.
- Utilizzato anche per condire legumi e verdure di montagna, coerentemente con la doppia vocazione, montana e costiera, del territorio pretuziano.
Conservazione
- Conservare in luogo fresco e al riparo dalla luce, in bottiglie di vetro scuro o in contenitori metallici.
- Dopo l'apertura, richiudere bene il tappo e consumare l'olio entro alcuni mesi per non comprometterne le qualità organolettiche.
- Il buon contenuto di polifenoli favorisce una discreta stabilità nel tempo, ma è comunque sconsigliata un'esposizione prolungata a fonti di calore.
Curiosità
L'antico nome latino di Teramo, Interamnia Praetuttiorum, deriva proprio dai Pretuzi, popolazione che ha dato il nome a questa denominazione olivicola.
Il territorio della DOP comprende sia aree submontane vicine al Gran Sasso e ai Monti della Laga sia la fascia costiera adriatica, un'ampiezza altimetrica non comune per una singola denominazione olivicola.
Domande frequenti
- Quali cultivar si usano per l'Olio Pretuziano delle Colline Teramane DOP?
- Frantoio, Leccino, Dritta e Tortiglione, combinate secondo le percentuali previste dal disciplinare per ottenere il profilo sensoriale tipico della denominazione.
- Da dove deriva il nome «Pretuziano»?
- Dai Pretuzi, antica popolazione italica che abitava l'area dell'attuale provincia di Teramo prima della conquista romana.
- In cosa si differenzia dall'Olio Colline Teatine DOP?
- Si producono in province diverse, Teramo contro Chieti, e mentre l'olio teatino si basa sulla Gentile di Chieti, il pretuziano nasce dalla combinazione di quattro cultivar diverse con un fruttato in genere più intenso.
- Che territorio comprende questa DOP?
- Un'area ampia della provincia di Teramo che va dai rilievi del Gran Sasso e dei Monti della Laga fino alla costa adriatica, con notevole escursione altimetrica.
- Con quali piatti si abbina tradizionalmente?
- Con le scrippelle 'mbusse, il timballo teramano e il brodetto alla pescarese, piatti rappresentativi sia dell'entroterra sia della costa teramana.
Fonti
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro delle indicazioni geografiche dell'Unione Europea — ec.europa.eu. Consultato il 08 agosto 2026.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Prodotti DOP, IGP e STG — elenco e disciplinari — www.politicheagricole.it. Consultato il 08 agosto 2026.
- Consorzio di Tutela Olio Pretuziano delle Colline Teramane DOP, Disciplinare dell'Olio Extravergine di Oliva Pretuziano delle Colline Teramane DOP — www.regione.abruzzo.it. Consultato il 08 agosto 2026.
- Regione Abruzzo, Prodotti agroalimentari di qualità dell'Abruzzo — www.regione.abruzzo.it. Consultato il 08 agosto 2026.
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