Pomodoro Regina di Torre Canne: il pomodoro da serbo appeso a grappoli
Il Pomodoro Regina di Torre Canne è un piccolo pomodoro da serbo, a buccia spessa e polpa soda, coltivato nell'agro costiero tra Fasano e la frazione marina di Torre Canne, in provincia di Brindisi.
Caratteristiche del prodotto
- Frutto piccolo, tondeggiante o leggermente allungato, riunito in grappoli fitti.
- Buccia spessa e coriacea, che rallenta la disidratazione e protegge la polpa durante la lunga conservazione.
- Polpa soda, poco acquosa, con un sapore che si concentra e si addolcisce man mano che il frutto appassisce.
- Colore che vira dal rosso acceso, alla raccolta, a tonalità più scure e vinose dopo settimane di appensione.
- Pianta rustica, adattata ai suoli calcarei e ventilati della fascia costiera tra Fasano e Torre Canne.
Differenze dal prodotto generico
- Non va confuso con il pomodoro «da serbo» generico venduto a grappoli nella grande distribuzione: la varietà Regina è un ecotipo locale, riprodotto da seme aziendale, non un ibrido commerciale.
- Si distingue dal pomodoro fresco da insalata per la finalità d'uso: nasce per essere conservato mesi, non per il consumo immediato dopo la raccolta.
Territorio di produzione
- Agro di Fasano (provincia di Brindisi), in particolare l'area rurale intorno alla marina di Torre Canne, tra uliveti secolari e muretti a secco.
- Zona a clima mite e ventilato, favorevole sia alla coltivazione estiva sia all'essiccazione naturale dei grappoli appesi nei mesi autunnali e invernali.
- Coltivazione mantenuta da un numero limitato di aziende agricole familiari, coordinate nell'ambito del Presidio Slow Food per la conservazione del seme locale.
Materie prime
- Seme locale di pomodoro «Regina», selezionato e riprodotto di anno in anno dagli stessi agricoltori (non un ibrido commerciale).
- Nessun altro ingrediente: il prodotto tal quale è il pomodoro fresco destinato all'appensione, non una conserva trasformata.
Lavorazione
- Semina in semenzaio a fine inverno e trapianto in pieno campo in primavera, con irrigazione limitata per favorire piante rustiche.
- Raccolta scalare in estate, quando i grappoli raggiungono la giusta maturazione ma restano sodi.
- Selezione manuale dei grappoli integri, privi di ammaccature, adatti alla lunga conservazione.
- Legatura dei grappoli con spago in mazzi (le «ramasole»), appesi a travi, pergole o rastrelliere in ambienti asciutti e ventilati, spesso all'ombra di verande o depositi rurali.
- Essiccazione lenta e naturale nei mesi successivi, senza forni né trattamenti: l'acqua evapora gradualmente lasciando una polpa più concentrata.
Stagionatura
- La conservazione, più che una vera stagionatura, è un'essiccazione parziale e progressiva a temperatura ambiente.
- I grappoli restano appesi da fine estate fino a dicembre-gennaio, in alcuni casi anche oltre, garantendo la disponibilità di pomodoro fresco-conservato nei mesi in cui la pianta non produce più.
- La buccia spessa è l'elemento chiave che consente questa lunga conservazione senza marcire, a differenza delle cultivar da consumo immediato.
Disciplinare
- Il prodotto è iscritto nell'elenco regionale pugliese dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), che ne riconosce il metodo di produzione consolidato da almeno 25 anni.
- Come Presidio Slow Food, segue un disciplinare di produzione interno che vincola i produttori aderenti all'uso del seme locale, all'area di coltivazione tra Fasano e Torre Canne e al metodo delle ramasole.
- Non è coperto da una denominazione europea DOP o IGP: le uniche tutele attive sono l'iscrizione PAT e il disciplinare del Presidio.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Frutto piccolo e compatto, mai di grande pezzatura, con buccia visibilmente più spessa rispetto ai pomodori da tavola comuni.
- Provenienza dichiarata dall'agro di Fasano-Torre Canne, idealmente da un produttore aderente al Presidio Slow Food.
- Diffidare di prodotti simili venduti come «pomodoro a grappolo pugliese» senza indicazione di zona e di metodo di conservazione tradizionale.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Consumato in inverno come pomodoro «fresco» fuori stagione, tagliato a spicchi per insalate e bruschette con olio EVO pugliese.
- Usato per sughi rapidi e per insaporire piatti di pesce e verdure quando il pomodoro di stagione non è più disponibile.
- Nella tradizione contadina accompagnava pane raffermo, formaggi locali e olive, come companatico dei mesi freddi.
- Si presta anche a essere scottato brevemente in padella con aglio e origano per condire paste secche.
Conservazione
- Va conservato appeso in un luogo asciutto, buio e ben ventilato, lontano da fonti di umidità che ne comprometterebbero la tenuta.
- Non richiede frigorifero: è proprio l'assenza di refrigerazione a definirne la tradizione, diversamente dal pomodoro fresco da tavola.
- Una volta staccato dal grappolo, va consumato entro pochi giorni perché la buccia, tagliata l'integrità del frutto, perde la sua funzione protettiva.
Curiosità
Il nome «ramasole» indica proprio i grappoli appesi: un termine dialettale che descrive sia la tecnica sia l'oggetto finale appeso alle travi.
In molte case rurali del Fasanese le ramasole venivano appese sotto le verande o nei magazzini agricoli, diventando parte del paesaggio domestico invernale.
Il Presidio Slow Food è nato per contrastare la scomparsa del seme locale, minacciato dalla diffusione di varietà commerciali più produttive ma meno adatte alla lunga conservazione.
Domande frequenti
- Il Pomodoro Regina di Torre Canne è una DOP o una IGP?
- No. È iscritto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Puglia ed è un Presidio Slow Food, ma non ha una denominazione europea DOP o IGP.
- Cosa sono le «ramasole»?
- Sono i grappoli di pomodoro legati con spago e appesi a travi o rastrelliere in luoghi asciutti e ventilati: è il metodo tradizionale con cui il frutto si conserva per mesi senza frigorifero.
- Perché si può conservare così a lungo senza marcire?
- Grazie alla buccia spessa e coriacea, che rallenta la perdita d'acqua e protegge la polpa: il frutto si disidrata lentamente invece di deteriorarsi.
- Dove si coltiva esattamente?
- Nell'agro del comune di Fasano, in provincia di Brindisi, in particolare nell'area intorno alla frazione costiera di Torre Canne.
- Come si usa in cucina d'inverno?
- A spicchi in insalate e bruschette, oppure scottato in padella per condire paste e piatti di pesce, come sostituto invernale del pomodoro fresco estivo.
Fonti
- Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Presidio Slow Food — Pomodoro Regina di Torre Canne — www.fondazioneslowfood.com. Consultato il 04 agosto 2026. Scheda ufficiale del Presidio: metodo di conservazione a grappoli appesi (ramasole) e area di coltivazione tra Fasano e Torre Canne.
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Puglia — www.masaf.gov.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle preparazioni tradizionali pugliesi.
- Regione Puglia — Assessorato all'Agricoltura, Prodotti tipici, filiere e tradizioni alimentari pugliesi — www.regione.puglia.it. Consultato il 04 agosto 2026.
- Comune di Fasano, Il Pomodoro Regina di Torre Canne: tradizione agricola locale — www.comune.fasano.br.it. Consultato il 04 agosto 2026.
- Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane — Puglia — www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 04 agosto 2026. Riferimento per le formulazioni tradizionali e la loro documentazione.
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