Zuppa inglese
Bologna e l'Appennino bolognese
Dolce al cucchiaio con savoiardi bagnati nell'alchermes alternati a crema pasticcera e crema al cioccolato, diffuso fra Ferrara, Bologna e la Romagna.
Scopri Zuppa ingleseDalla zuppa inglese di corte estense alla ciambella romagnola da inzuppare nell'Albana: i dolci tradizionali della regione, provincia per provincia.

10 schede pubblicate in questo archivio
Bologna e l'Appennino bolognese
Dolce al cucchiaio con savoiardi bagnati nell'alchermes alternati a crema pasticcera e crema al cioccolato, diffuso fra Ferrara, Bologna e la Romagna.
Scopri Zuppa ingleseFerrara e il Delta del Po
Torta ferrarese di cioccolato fondente, burro e uova: crosta sottile e cuore umido e cremoso, senza lievito.
Scopri Torta tenerinaBologna e l'Appennino bolognese
Panspeziale natalizio bolognese con miele, mandorle, canditi, cioccolato e mostarda, lucidato a specchio e fatto riposare settimane prima del consumo.
Scopri Certosino di BolognaModena e le terre del Balsamico
Dolce di Vignola a base di cacao, caffè e mandorle, dal cuore molto umido. La ricetta è di proprietà della pasticceria che l'ha creata e non è divulgata.
Scopri Torta BarozziFerrara e il Delta del Po
Dolce natalizio ferrarese con mandorle, frutta candita, spezie e pepe, ricoperto di cioccolato fondente. Riconosciuto come IGP.
Scopri Pampepato di FerraraRavenna e la Romagna interna
Ciambellone compatto da inzuppo, con granella di zucchero in superficie: si accompagna tradizionalmente all'Albana passito o al vino da dessert.
Scopri Ciambella romagnolaBologna e l'Appennino bolognese
Mezzelune di pasta frolla ripiene di mostarda bolognese (confettura di mele cotogne), tipiche della festa di San Giuseppe.
Scopri Raviole bolognesiRavenna e la Romagna interna
Ravioli dolci romagnoli ripieni di saba (mosto cotto) e castagne o mostarda, fritti o al forno, legati al periodo di Natale e Carnevale.
Scopri Sabadoni romagnoliModena e le terre del Balsamico
Dolce da inzuppo modenese a forma di esse, di pasta compatta e poco dolce, tradizionalmente bagnato nel lambrusco.
Scopri Bensone modeneseBologna e l'Appennino bolognese
Sfoglie sottili di Carnevale fritte e spolverate di zucchero a velo, chiamate altrove chiacchiere o frappe.
Scopri Sfrappole bolognesiTorna alla pagina regionale per esplorare territori, itinerari e categorie.
Vai alla pagina Emilia-RomagnaI dolci emiliano-romagnoli nascono quasi tutti in cucina domestica e non in laboratorio: impasti semplici, poco burro montato, molta frutta secca, mosto, marmellate e liquori da dispensa. È il caso della ciambella romagnola, pasta compatta cotta in forma allungata e servita a fette spesse da inzuppare nel vino, e del bensone modenese, suo parente stretto sull'altro versante della via Emilia. Sono dolci pensati per durare giorni, non per essere consumati caldi.
La stessa logica spiega le raviole bolognesi, mezzelune di pasta frolla ripiene di mostarda o di marmellata legate alla festa di San Giuseppe, e i sabadoni romagnoli, dove il ripieno è di castagne o di saba, il mosto d'uva cotto che in Romagna sostituisce lo zucchero da secoli. Chi cerca la pasticceria monumentale, in questa regione, la trova soprattutto nelle torte cittadine.
Le città emiliane hanno prodotto dolci con una paternità riconoscibile. La torta tenerina di Ferrara è un cioccolato quasi senza farina che resta umido al centro, mentre la torta Barozzi di Vignola nasce nel 1886 in una pasticceria precisa e mantiene ancora oggi una ricetta non divulgata: caffè, mandorle e arachidi in un impasto scuro e denso.
Bologna risponde con la zuppa inglese, stratificazione di savoiardi bagnati nell'alchermes con crema pasticcera e crema al cioccolato, e con il certosino, pane natalizio speziato con miele, mandorle, cioccolato e frutta candita che veniva preparato nei conventi. Ferrara oppone al certosino il pampepato, a cupola e ricoperto di cioccolato fondente.
In Emilia-Romagna il dolce segue la data. A Carnevale si friggono le sfrappole, strisce di pasta sottile spolverate di zucchero a velo che altrove prendono i nomi di chiacchiere o galani; a Natale si preparano certosino e pampepato, che maturano per giorni prima di essere tagliati; a marzo, per San Giuseppe, tornano le raviole.
Questa scansione spiega anche perché molti dolci regionali siano poveri di grassi freschi e ricchi di conserve: erano preparazioni pensate quando l'ingrediente prezioso — zucchero, cacao, canditi — arrivava una volta l'anno. Le versioni odierne, servite tutto l'anno nelle pasticcerie, restano fedeli agli impasti originali ma hanno perso il legame stretto con la ricorrenza.
La differenza interna alla regione è netta. In Emilia dominano il burro, il cioccolato e le paste montate delle pasticcerie urbane di Bologna, Modena e Ferrara; in Romagna prevalgono la saba, il miele, le castagne dell'Appennino e la frutta secca, con dolci a base di pasta lievitata come la ciambella. La linea di confine coincide, in buona parte, con quella dei salumi e dei formaggi.
Per orientarsi conviene partire dalla materia grassa: se la ricetta prevede burro e uova in quantità, si è quasi sempre in area emiliana; se prevede olio, strutto o solo mosto cotto, si è in Romagna o in collina. Le schede raccolte in questo archivio riportano per ciascun dolce zona di origine e occasione di consumo, così da collocarlo nella giusta area.