TermoliStreet foodFrittura

Ciffe e ciaffe: le frittelle di strada del Basso Molise

Le ciffe e ciaffe sono frittelle di pasta lievitata molto idratata, prelevate a cucchiaiate e fritte in olio bollente: gonfiano assumendo forme irregolari — da cui il nome onomatopeico. Si servono calde, spolverate di zucchero oppure salate, con un pezzetto di acciuga o di baccalà nell'impasto.

Frittelle molisane ciffe e ciaffe dorate su carta paglia
Ciffe e ciaffe appena fritte, dorate e dalle forme irregolari.
Origine
Termoli, Campobasso
Regione
Molise
Categoria
Street food
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale delle ciffe e ciaffe

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 20 minCottura 20 min

Ingredienti

Per 6 persone

  • 500 g di farina di grano tenero tipo 0
  • 400 ml di acqua tiepida
  • 7 g di lievito di birra secco (o 20 g fresco)
  • 10 g di sale
  • Olio di semi per friggere
  • Zucchero semolato per la versione dolce
  • 6 filetti di acciuga o 150 g di baccalà dissalato per la versione salata

Preparazione

  1. Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e versarlo sulla farina, mescolando con un cucchiaio di legno.

  2. Aggiungere il sale e lavorare l'impasto solo con il cucchiaio: deve risultare molto morbido e appiccicoso.

  3. Coprire e lasciare lievitare in luogo tiepido per almeno due ore, finché è pieno di bolle.

  4. Per la versione salata, incorporare all'impasto lievitato le acciughe spezzettate o il baccalà a dadini.

  5. Scaldare abbondante olio di semi a 175 °C in una padella dai bordi alti.

  6. Prelevare l'impasto a cucchiaiate, aiutandosi con un secondo cucchiaio bagnato, e lasciarlo cadere nell'olio.

  7. Friggere per 3-4 minuti girando le frittelle finché sono dorate e gonfie in modo irregolare.

  8. Scolare su carta assorbente

    spolverare di zucchero la versione dolce e servire subito.

La versione tradizionale prevede
  • farina di grano tenero tipo 0
  • acqua tiepida
  • lievito di birra secco (o 20 g fresco)
  • sale
  • Olio di semi per friggere
  • Zucchero semolato per la versione dolce
Cosa non prevede
  • Impasto sodo lavorato a mano
  • Pastella senza lievito
  • Cottura al forno: la preparazione è definita dalla frittura
Storia e origine

La frittura delle feste di paese

Le frittelle di pasta lievitata sono comuni a tutto il Mezzogiorno e nascono dall'avanzo dell'impasto del pane, fritto invece che infornato.

Il nome «ciffe e ciaffe» è onomatopeico e richiama il rumore dell'impasto che cade nell'olio bollente: descrive anche l'irregolarità delle forme ottenute.

Le caratteristiche in breve

Impasto molto idratato, quasi colabile, non lavorabile a mano.
Lievitazione lunga, almeno due ore.
Forme irregolari e interno alveolato e umido.
Consumo immediato: raffreddandosi perdono la loro leggerezza.

Domande frequenti

Perché l'impasto deve essere così morbido?

L'alta idratazione, unita alla lunga lievitazione, produce una struttura molto alveolata che in frittura gonfia rapidamente. Con un impasto sodo si otterrebbero frittelle compatte e pesanti.

A che temperatura si frigge?

Intorno ai 175 °C. Sotto i 160 °C l'impasto assorbe olio e resta unto; sopra i 190 °C la superficie colora prima che l'interno sia cotto.

Sono dolci o salate?

Entrambe le versioni sono tradizionali. Sulla costa prevale la salata con acciuga o baccalà, legata alla vigilia; nell'entroterra e nelle sagre estive è più comune la versione dolce con zucchero.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Molise, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari regionali www.regione.molise.it. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Regione Molise — portale turistico regionale, Enogastronomia del Molise: piatti, sagre e prodotti del territorio www.visitmolise.eu. Consultato il 31 luglio 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Molise www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 31 luglio 2026.

Contenuti correlati

Ultima revisione editoriale: 31 luglio 2026.