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Crapiata materana: la zuppa di legumi e cereali misti

La crapiata materana è una zuppa densa che unisce grano, ceci, fave, cicerchie, lenticchie e fagioli, cotti insieme lentamente in un unico tegame. Nasce come piatto collettivo di fine mietitura, quando i braccianti mettevano in comune piccole quantità di legumi e cereali avanzati per condividere un pasto abbondante. La tradizione la vuole preparata il 1° agosto, giorno che segna simbolicamente la fine dei lavori dei campi.

Crapiata materana, zuppa tradizionale di Matera con legumi e cereali
Crapiata materana, zuppa di legumi e cereali misti in una ciotola di coccio.
Origine
Matera
Regione
Basilicata
Categoria
Primo piatto
Formati
Grano, ceci, fave, cicerchie, lenticchie, fagioli
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della crapiata materana

Ingredienti e procedimento per 6 persone.

6 porzioniPrep 20 minCottura 2h

Ingredienti

Per 6 persone

  • 100 g di grano tenero o farro decorticato, ammollato per 12 ore
  • 100 g di ceci secchi, ammollati per 12 ore
  • 100 g di fave secche decorticate, ammollate per 12 ore
  • 100 g di cicerchie secche, ammollate per 12 ore
  • 100 g di lenticchie secche
  • 100 g di fagioli secchi, ammollati per 12 ore
  • 2 spicchi d'aglio, 1 foglia di alloro
  • Olio extravergine di oliva q.b.
  • Sale e peperoncino q.b.

Preparazione

  1. Scolare tutti i legumi e i cereali ammollati, tranne le lenticchie che non richiedono ammollo.

  2. Metterli in una pentola capiente con acqua fredda abbondante, l'aglio e l'alloro.

  3. Portare a bollore e poi abbassare la fiamma, cuocendo a fuoco basso e a pentola parzialmente coperta.

  4. Unire le lenticchie a metà cottura, poiché richiedono un tempo più breve rispetto agli altri legumi.

  5. Mescolare di tanto in tanto e aggiungere acqua calda se il liquido si asciuga troppo.

  6. Cuocere complessivamente per circa due ore, finché tutti i legumi e i cereali sono teneri e la zuppa risulta densa.

  7. Salare solo verso fine cottura, per evitare che i legumi restino duri

  8. Servire calda con un filo abbondante di olio extravergine a crudo e, a piacere, peperoncino.

La versione tradizionale prevede
  • grano tenero o farro decorticato, ammollato per 12 ore
  • ceci secchi, ammollati per 12 ore
  • fave secche decorticate, ammollate per 12 ore
  • cicerchie secche, ammollate per 12 ore
  • lenticchie secche
  • fagioli secchi, ammollati per 12 ore
Cosa non prevede
  • Dado o brodo pronto
  • Pasta o riso al posto dei cereali in chicco
  • Cottura rapida, che non permette ai legumi di ammorbidirsi correttamente
Storia e origine

Il piatto della fine della mietitura

La crapiata affonda le radici nel calendario agricolo dei Sassi di Matera: al termine della mietitura, ogni famiglia contadina metteva a disposizione una piccola quantità di legumi e cereali rimasti dal raccolto, così da comporre insieme una zuppa abbondante da condividere.

La data del 1° agosto, ancora oggi legata alla preparazione della crapiata, segna simbolicamente questo momento collettivo di chiusura del lavoro dei campi e di condivisione del cibo tra vicini.

Le caratteristiche in breve

Combinazione di più legumi e cereali cotti insieme in un unico tegame.
Consistenza densa e cremosa, data dalla cottura prolungata.
Condimento essenziale: olio extravergine di oliva, aglio, alloro.
Piatto tradizionalmente estivo, legato a una data simbolica precisa.

Domande frequenti

Perché la crapiata si prepara il 1° agosto?

La data segna simbolicamente la fine della mietitura nel calendario agricolo materano, momento in cui le famiglie condividevano i legumi e i cereali avanzati per preparare insieme questa zuppa.

Quali legumi non possono mancare nella crapiata?

La ricetta tradizionale prevede almeno grano, ceci, fave, cicerchie, lenticchie e fagioli; la varietà di ingredienti è l'elemento che caratterizza il piatto rispetto ad altre zuppe di legumi lucane.

Si può congelare la crapiata già cotta?

Sì, si conserva bene in freezer per alcune settimane in contenitori ermetici; in fase di riscaldamento è utile aggiungere un poco di acqua calda perché la zuppa tende ad addensarsi ulteriormente.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Regione Basilicata, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari lucane www.regione.basilicata.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Voci enciclopediche di gastronomia e prodotti alimentari italiani www.treccani.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario delle cucine regionali italiane www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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Ultima revisione editoriale: 02 agosto 2026.