Filetti di baccalà alla romana: storia, ingredienti e tradizione

I filetti di baccalà alla romana sono uno street food classico della capitale: filetti di baccalà dissalato passati in una pastella leggera e fritti in olio profondo fino a doratura.

Filetti di baccalà alla romana fritti in pastella e serviti su carta paglia
Filetti di baccalà in pastella dorata, serviti secondo la tradizione romana. · Redazione Piatto Tipico · Uso editoriale
Origine
Roma
Regione
Lazio
Categoria
street food
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale dei Filetti di baccalà alla romana

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 25 minCottura 10 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 600 g di baccalà dissalato, in filetti da 150 g a persona
  • 150 g di farina 00 per la pastella
  • 200 ml di acqua ghiacciata o birra chiara
  • 1 pizzico di sale fino nella pastella
  • Farina 00 q.b. per l'infarinatura preliminare
  • 1 l di olio di semi di arachide per friggere
  • Sale fino q.b. e 1 limone a spicchi per servire

Preparazione

  1. Dissalare il baccalà per 36-48 ore in acqua fredda, cambiandola ogni 6-8 ore.

  2. Asciugare bene i filetti e ricavare 4 pezzi omogenei da circa 150 g, eliminando eventuali spine.

  3. Preparare la pastella con 150 g di farina 00 e 200 ml di acqua ghiacciata (o birra), mescolando con una frusta fino a consistenza fluida ma coprente; lasciarla riposare 15 minuti in frigorifero.

  4. Portare l'olio a 170-180 °C

    Infarinare leggermente i filetti, immergerli nella pastella, farli scolare e friggerne non più di due alla volta per 4-5 minuti, fino a doratura uniforme.

  5. Scolare su carta assorbente, salare leggermente e servire subito con spicchi di limone.

Abbinamenti consigliati

La versione tradizionale prevede
  • baccalà dissalato, in filetti da 150 g a persona
  • farina 00 per la pastella
  • acqua ghiacciata o birra chiara
  • sale fino nella pastella
  • Farina 00 q.b. per l'infarinatura preliminare
  • olio di semi di arachide per friggere
Cosa non prevede
  • Impanatura in pangrattato
  • Cottura al forno per la versione «alla romana»
  • Marinature acide o dolci
Storia e origine

Le origini dei Filetti di baccalà alla romana

Il baccalà (merluzzo salato ed essiccato) entra nella cucina romana nel Medioevo attraverso i commerci con il Nord Europa e diventa alimento di riferimento dei giorni di magro imposti dalla Chiesa.

La versione romana in pastella e frittura è documentata dal Settecento e si diffonde nelle friggitorie del centro storico (Filetti di Baccalà a Largo dei Librari è aperto dal 1888).

Le caratteristiche in breve

Filetti di baccalà interi, dissalati (36-48 ore in acqua fredda con cambi).
Pastella leggera a base di farina, acqua fredda o birra, sale.
Frittura in olio profondo (170-180 °C).
Servizio caldissimo, in carta paglia o piatto di ceramica bianca.
Guida pratica

Come riconoscere una Filetti di baccalà alla romana ben riuscita

  • Pastella sottile e chiara

    La copertura deve lasciare intravedere la forma del filetto: se è spessa e gonfia, l'impasto era troppo denso.

  • Interno bianco e a scaglie

    Al taglio la polpa si apre in lamelle bianche e umide; se è asciutta e fibrosa la frittura è andata oltre.

  • Superficie asciutta

    Un filetto ben fritto non lascia macchie d'olio sulla carta paglia dopo pochi secondi.

In cucina

Errori e soluzioni

  1. 01
    Filetti bagnati prima della pastella

    Conseguenza: La pastella scivola via e la frittura si scopre in cottura.

    Soluzione: Tamponare con carta assorbente e infarinare leggermente prima di immergere nella pastella.

  2. 02
    Friggere troppi pezzi insieme

    Conseguenza: L'olio scende sotto i 160 °C e la pastella assorbe grasso.

    Soluzione: Non più di due filetti alla volta in un litro d'olio, controllando la temperatura con un termometro.

  3. 03
    Salare la pastella in abbondanza

    Conseguenza: Il baccalà, già sapido, risulta immangiabile.

    Soluzione: Un solo pizzico nella pastella e una spolverata leggerissima a frittura finita.

Abbinamenti

Frascati Superiore DOCG, bianco laziale.
Birra chiara alla spina, tipica delle friggitorie di Campo de' Fiori.

Domande frequenti

Baccalà o stoccafisso?

Nella tradizione romana si utilizza il baccalà, cioè il merluzzo conservato sotto sale. Lo stoccafisso è essiccato senza sale ed è più tipico di altre regioni (Veneto, Liguria).

Quanto tempo serve per dissalare il baccalà?

In genere 36-48 ore in acqua fredda, con cambi ogni 6-8 ore. Il tempo esatto dipende dallo spessore del pezzo.

In quali friggitorie si mangia a Roma?

Le friggitorie storiche del centro (Largo dei Librari, Campo de' Fiori, Rione Regola, Trastevere) servono i filetti di baccalà come piatto principale o come parte del fritto misto romano.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Accademia Italiana della Cucina, La cucina romana e del Lazio www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • ARSIAL — Regione Lazio, Schede dei prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità del Lazio www.arsial.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Roma Capitale — Turismo, La cucina di Roma: tradizione e street food www.turismoroma.it. Consultato il 27 luglio 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Lazio www.masaf.gov.it. Consultato il 27 luglio 2026.

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