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Roma e Campagna Romana: cucina tipica, piatti e prodotti

La capitale delle trattorie e dei primi romani: carbonara, cacio e pepe, gricia, supplì e il quinto quarto del Testaccio.

Skyline di Roma con la cupola di San Pietro al tramonto

Il territorio in breve

Località principali

  • Roma
  • Fiumicino
  • Tivoli
  • Ostia
  • Guidonia

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Dove si trova e cosa lo caratterizza

Roma e Campagna Romana si colloca in provincia di Roma, nel Lazio e comprende le località di Roma, Fiumicino, Tivoli, Ostia e Guidonia.

Le produzioni che identificano l'area sono Carbonara, Cacio e pepe, Supplì romano: materie prime, tecniche e stagionalità locali si riconoscono nella cucina del Lazio documentata nelle schede collegate.

Pastorizia, orto e macello: le tre radici della cucina romana

La cucina di Roma nasce dall'incontro fra la transumanza appenninica, l'orto dell'Agro Romano e il mattatoio urbano. Dalla pastorizia arrivano il Pecorino Romano DOP, la Ricotta Romana DOP e l'Abbacchio Romano IGP, agnello leggero macellato giovane; dall'orto della campagna fra Ostia, Fiumicino e Tivoli vengono carciofi, puntarelle e cicorie; dal Testaccio il repertorio del quinto quarto.

Il pecorino salato e la pasta secca spiegano da soli il quartetto dei primi: cacio e pepe con soli formaggio, pepe e acqua di cottura; carbonara con uovo e guanciale; fettuccine alla papalina nella versione più ricca e cittadina. Le verdure, mai contorno secondario, danno i carciofi alla romana stufati con mentuccia e le puntarelle condite con acciuga.

Il quinto quarto e la cucina del Testaccio

Con l'apertura del mattatoio di Testaccio, alla fine dell'Ottocento, parte del salario degli operai veniva pagata in frattaglie: da questa consuetudine nasce un repertorio codificato. La coda alla vaccinara brasa la coda di bue con sedano, pomodoro e talvolta cacao e uvetta; la trippa alla romana si conclude con pecorino e mentuccia; i rigatoni con la pajata usano l'intestino del vitello da latte, mentre la coratella con i carciofi lega frattaglie di agnello e orto di primavera.

Accanto restano piatti di magro e di mercato: i filetti di baccalà fritti in pastella e la minestra di arzilla e broccoli, che utilizza la razza pescata a Fiumicino. Il saltimbocca alla romana e il pollo con i peperoni, tradizionalmente estivo e legato a Ferragosto, completano i secondi da trattoria.

Forni, street food e dolci di ricorrenza

Roma è una città di forni prima che di pizzerie: la pizza bianca condita con solo olio e sale, la pizza al taglio venduta a peso e la più recente pinsa convivono con pani da tavola come la rosetta e la ciriola. Il supplì al telefono resta lo street food più identitario, spesso accompagnato dalla corallina nel pasto pasquale.

Sul dolce il calendario è netto: maritozzo con la panna a colazione, bignè di San Giuseppe a marzo, pangiallo di frutta secca a dicembre, crostata di ricotta e visciole legata alla tradizione del Ghetto. Nella campagna intorno alla città si producono l'Olio di Roma IGP e la sambuca da fine pasto; per un percorso in città resta l'itinerario dei classici romani, mentre i Castelli aggiungono porchetta e vini bianchi nell'itinerario dei Castelli Romani.

Piatti tipici del territorio (22)

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Prodotti simbolo del territorio (8)

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Vini, amari e liquori del territorio (1)

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Domande frequenti

Quali sono i piatti tipici di Roma?

I quattro primi classici sono cacio e pepe, gricia, carbonara e amatriciana, ai quali si aggiungono le fettuccine alla papalina. Fra i secondi ci sono saltimbocca, coda alla vaccinara, trippa alla romana e abbacchio; fra i contorni carciofi alla romana e puntarelle; fra gli spuntini supplì, pizza bianca e filetti di baccalà.

Che cos'è il quinto quarto della cucina romana?

È l'insieme delle frattaglie e delle parti meno pregiate dell'animale, che al mattatoio di Testaccio venivano date agli operai come parte del salario. Da quella pratica derivano coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata e coratella di abbacchio con i carciofi, oggi piatti codificati della trattoria romana.

Quali prodotti a denominazione riguardano Roma e la Campagna Romana?

Il Pecorino Romano DOP, la Ricotta Romana DOP, l'Abbacchio Romano IGP e l'Olio di Roma IGP. A questi si affiancano prodotti tradizionali come la caciotta romana, la corallina pasquale e i pani cittadini rosetta e ciriola.

Perché a Roma il pecorino è più usato del parmigiano?

Perché la campagna intorno alla città è stata per secoli terra di pascolo e di transumanza verso l'Appennino: il formaggio disponibile era quello di pecora, salato e a lunga conservazione. Il Pecorino Romano è così diventato il condimento base dei primi, dove la sua sapidità sostituisce in parte il sale in cottura.

Quali dolci romani sono legati a una ricorrenza?

Il bignè di San Giuseppe si frigge il 19 marzo, il pangiallo di frutta secca appartiene al Natale, la crostata di ricotta e visciole è legata alla tradizione del Ghetto ebraico. Il maritozzo con la panna è invece un dolce da colazione quotidiana, pur avendo origini quaresimali.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026.
  • Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG ec.europa.eu. Consultato il 12 agosto 2026.
  • Regione Lazio, Agricoltura e prodotti agroalimentari laziali www.regione.lazio.it. Consultato il 12 agosto 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026.

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