
Carbonara
Roma
Pasta con guanciale, uova, Pecorino Romano e pepe nero: il piatto simbolo della cucina romana.
Scopri CarbonaraL'elenco completo dei piatti della cucina laziale pubblicati su Piatto Tipico: dai primi romani classici (Carbonara, Cacio e pepe, Amatriciana, Gricia) ai secondi, dallo street food ai dolci della tradizione. Filtra per categoria o per territorio.

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Roma
Pasta con guanciale, uova, Pecorino Romano e pepe nero: il piatto simbolo della cucina romana.
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Sabina e Amatriciano
Sugo di guanciale, pomodoro e Pecorino Romano nato ad Amatrice: dal 2020 la preparazione tradizionale è riconosciuta come STG dall'Unione Europea.
Scopri Amatriciana
Roma
Primo piatto romano di pasta, Pecorino Romano e pepe nero: la crema nasce dall'emulsione con l'acqua di cottura, senza panna né burro.
Scopri Cacio e pepe
Roma
Pasta con guanciale, Pecorino Romano e pepe nero: base «bianca» da cui deriva l'Amatriciana.
Scopri Pasta alla gricia
Roma
Crocchetta di riso al sugo con cuore di mozzarella, impanata e fritta: simbolo dello street food romano.
Scopri Supplì romano
Roma
Fettine di vitello con prosciutto crudo e salvia cotte in padella con burro e vino bianco.
Scopri Saltimbocca alla romana
Roma
Carciofi romaneschi cotti in casseruola con mentuccia, aglio e olio extravergine.
Scopri Carciofi alla romana
Roma
Panino lievitato dolce tipico della pasticceria romana, farcito con panna montata fresca.
Scopri Maritozzo
Roma
Dolce fritto o al forno della tradizione romana, tipico del 19 marzo (festa di San Giuseppe): bignè di pasta choux farciti con crema pasticcera.
Scopri Bignè di San Giuseppe
Roma
Dolce di Natale della tradizione capitolina: frutta secca, uvetta, canditi, miele e copertura dorata. Iscritto nei PAT del Lazio.
Scopri Pangiallo romano
Tuscia
Biscotti secchi della tradizione laziale (Castelli Romani, Ciociaria, Tuscia): farina, olio, vino bianco o rosso, semi di finocchio o anice.
Scopri Ciambelline al vino
Roma
Il dolce simbolo del Ghetto di Roma: pasta frolla chiusa, ricotta di pecora e confettura di visciole (amarene selvatiche).
Scopri Crostata di ricotta e visciole
Roma
Dischi di semolino cotto nel latte, gratinati in forno con burro e Pecorino Romano: il piatto del giovedì delle trattorie romane.
Scopri Gnocchi alla romana
Roma
Stufato di coda di manzo del quinto quarto romano, cotto lentamente con pomodoro, sedano, pinoli e uvetta.
Scopri Coda alla vaccinara
Roma
Trippa di bovino in umido con pomodoro, mentuccia romana e Pecorino Romano: il piatto del sabato delle trattorie della capitale.
Scopri Trippa alla romana
Roma
Costolette di Abbacchio Romano IGP grigliate rapidamente su brace ardente, con olio EVO, sale, rosmarino e limone.
Scopri Abbacchio alla scottadito
Roma
Piatto del Ferragosto romano: pollo cotto in casseruola con pomodoro e peperoni carnosi rossi e gialli.
Scopri Pollo con i peperoni alla romana
Roma
Focaccia ovale ad alta idratazione con mix di farine (frumento, soia, riso) e lunga lievitazione: base croccante e alveolatura sviluppata.
Scopri Pinsa romana
Roma
Focaccia allungata dei forni romani con olio EVO e sale grosso, base della classica merenda romana con la mortadella.
Scopri Pizza bianca romana
Castelli Romani
Fette spesse di Porchetta di Ariccia IGP in un panino di pane casareccio o pizza bianca: lo street food delle fraschette dei Castelli Romani.
Scopri Porchetta di Ariccia nel panino
Roma
Filetti di baccalà in pastella leggera fritti in olio profondo: classico delle friggitorie storiche del centro di Roma.
Scopri Filetti di baccalà alla romana
Roma
Pizza in teglia rettangolare venduta a peso e tagliata con le forbici: street food romano dai forni di quartiere, con lunga lievitazione e varietà rossa, bianca, con patate e a libretto.
Scopri Pizza al taglio romana
Roma
Variante romana «papale» della Carbonara con fettuccine all'uovo, prosciutto cotto, piselli, uova e Parmigiano: primo attribuito al cuoco Cesaretto per Papa Pio XII.
Scopri Fettuccine alla papalina
Roma
Rigatoni al sugo di pomodoro con anelli di pajata (intestino di vitello da latte): piatto simbolo della cucina del quinto quarto e del Testaccio.
Scopri Rigatoni con la pajata
Roma
Interiora di abbacchio romano cotte con carciofi romaneschi, cipolla e vino bianco: secondo pasquale della cucina pastorale del Lazio.
Scopri Coratella di abbacchio con carciofi
Roma
Cimette di cicoria catalogna tagliate a listarelle e arricciate in acqua fredda, condite con aglio, alici, aceto e olio extravergine: insalata invernale simbolo di Roma.
Scopri Puntarelle alla romana
Roma
Primo di magro della Vigilia di Natale romana: brodo di razza chiodata (arzilla), cimette di broccolo romanesco e pasta corta.
Scopri Minestra di arzilla e broccoli
Agro Pontino e Litorale
Piatto marinaro del Golfo di Gaeta con pesci del Tirreno, cozze, vongole e calamari in sugo di pomodoro, servito con bruschette di pane casareccio.
Scopri Zuppa di pesce di Gaeta
Sabina e Amatriciano
Pasta contadina della Ciociaria: rombi di sfoglia di acqua e farina conditi con sugo di pomodoro, guanciale amatriciano e Pecorino Romano.
Scopri Fregnacce ciociare
Roma e Lazio
Piatto povero della cucina rurale del Lazio: uova sbattute con mentuccia romana (nepitella) fresca cotte in padella, servita tiepida o fredda.
Scopri Frittata con la mentuccia romanaTorna alla pagina regionale per esplorare province, territori, itinerari e categorie.
Vai alla pagina LazioLa cucina laziale è conosciuta soprattutto per quattro primi piatti che condividono la stessa base: guanciale e pecorino romano. La gricia è la ricetta madre, guanciale e pecorino senza altro; aggiungendo pomodoro si ottiene l'amatriciana, aggiungendo uovo la carbonara, togliendo il guanciale il cacio e pepe.
Questa parentela non è una curiosità accademica: spiega perché in tutte e quattro la tecnica sia più importante degli ingredienti. Il grasso del guanciale, l'acqua di cottura e il pecorino devono emulsionare senza che il formaggio fili o si separi. Le schede dedicate riportano proporzioni, formati di pasta tradizionali e gli errori più frequenti.
Il mattatoio di Testaccio ha prodotto una scuola di cucina fondata sulle frattaglie, il cosiddetto quinto quarto. La coda alla vaccinara ne è il piatto simbolo, brasato lungo con sedano, pomodoro e talvolta pinoli e uvetta; la trippa alla romana si completa con mentuccia e pecorino.
Alla stessa famiglia appartengono i rigatoni con la pajata, preparati con l'intestino del vitello da latte che in cottura rilascia una crema naturale, e la coratella con i carciofi. Sono piatti nati dalla parte del bue non venduta ai signori e diventati identitari della città.
La pastorizia dell'Agro romano e dei Castelli fornisce l'abbacchio a scottadito, costolette d'agnello giovane cotte alla brace, mentre l'orto dà i carciofi alla romana, stufati con mentuccia e aglio, e le puntarelle condite con acciuga, aglio e aceto.
Il calendario è rigido: carciofo romanesco da febbraio ad aprile, puntarelle in inverno, abbacchio a Pasqua. Alla stessa logica appartengono la frittata con la mentuccia e i gnocchi alla romana di semolino, tradizionalmente serviti il giovedì.
Il cibo di strada della capitale è un settore a sé: il supplì con il cuore di mozzarella filante, i filetti di baccalà in pastella, la pizza al taglio, la pizza bianca, la pinsa e il panino con la porchetta di Ariccia.
Fuori dalla capitale il repertorio cambia: la zuppa di pesce di Gaeta appartiene alla costa pontina, le fregnacce ciociare alla Ciociaria, la minestra di arzilla e broccoli alla tradizione di magro romana. L'archivio raccoglie insieme queste diverse anime regionali.