
Frascati DOC
Castelli Romani
Bianco storico dei Castelli Romani (DOC dal 1966): Malvasia bianca di Candia, Malvasia del Lazio, Trebbiano toscano e giallo. Compagno della cucina di trattoria romana.
Scopri Frascati DOCLe denominazioni chiave del Lazio raccontano territori diversi: Castelli Romani, Ciociaria e Tuscia. Qui trovi l'archivio dei vini laziali con scheda editoriale pubblicata su Piatto Tipico. Gli amari, liquori e distillati sono in un archivio dedicato.

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Castelli Romani
Bianco storico dei Castelli Romani (DOC dal 1966): Malvasia bianca di Candia, Malvasia del Lazio, Trebbiano toscano e giallo. Compagno della cucina di trattoria romana.
Scopri Frascati DOC
Castelli Romani
DOCG dei Castelli Romani (dal 2011): stessa area del Frascati DOC con requisiti più severi, imbottigliamento in zona e maggiore struttura.
Scopri Frascati Superiore DOCG
Ciociaria
Unica DOCG rossa del Lazio (dal 2008), da uve Cesanese di Affile nei comuni di Piglio, Serrone, Acuto, Anagni e Paliano in Ciociaria.
Scopri Cesanese del Piglio DOCG
Tuscia
Bianco della Tuscia (DOC dal 1966) legato alla leggenda medievale del vescovo Defuk lungo la via Francigena. Trebbiano toscano, Malvasia e Rossetto.
Scopri Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC
Tuscia
Rosso dolce da vitigno Aleatico, prodotto sulle sponde nord-occidentali del Lago di Bolsena. Tipologie: base, Liquoroso, Liquoroso Riserva e Passito.
Scopri Aleatico di Gradoli DOCTorna alla pagina regionale per esplorare province, territori, itinerari e categorie.
Vai alla pagina LazioQuesto archivio raccoglie le denominazioni dei vini del Lazio pubblicate sul sito: il Frascati DOC e il Frascati Superiore DOCG dei Castelli Romani, il Cesanese del Piglio DOCG della Ciociaria, l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC e l'Aleatico di Gradoli DOC nella Tuscia. La viticoltura laziale si è sviluppata su suoli di origine vulcanica: i complessi dei Colli Albani e dei Monti Cimini e Volsini hanno lasciato tufi, pozzolane e ceneri che drenano bene e restituiscono vini bianchi sapidi, di corpo medio, storicamente pensati per il consumo rapido nelle osterie di Roma. È la ragione per cui la regione è stata a lungo identificata con il vino bianco da pasto più che con i grandi rossi da invecchiamento.
Il riferimento resta il Frascati DOC, base malvasia e trebbiano, affiancato dalla tipologia più selettiva del Frascati Superiore DOCG. Entrambi nascono nei Castelli Romani, il distretto che ha rifornito la capitale per secoli attraverso le fraschette.
Attorno al lago di Bolsena la denominazione storica è l'Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC, legata alla leggenda del vescovo Defuk e al suo servitore incaricato di segnalare le osterie migliori. Poco distante, a Gradoli, si produce l'Aleatico di Gradoli DOC, vino rosso dolce da uve aromatiche, uno dei pochi passiti della Tuscia viterbese.
Il rosso di struttura del Lazio arriva invece dalla Ciociaria: il Cesanese del Piglio DOCG è la prima e unica DOCG rossa della regione, ottenuta dal vitigno autoctono cesanese coltivato sulle colline tra Piglio, Serrone e Acuto.
I bianchi dei Castelli reggono la cucina del quinto quarto e i fritti solo se serviti freschi e giovani; il cesanese, tannico ma non massiccio, è il rosso che accompagna gli arrosti e le carni di maiale dell'entroterra. Per capire il contesto conviene percorrere l'itinerario Castelli Romani: porchetta e Frascati e confrontare l'archivio con i dolci del Lazio, dove il vino entra direttamente nell'impasto, e con gli amari e liquori laziali che chiudono il pasto.