Pizza fritta napoletana: storia, ripieno e ricetta tradizionale

La pizza fritta napoletana è un disco di impasto lievitato farcito e chiuso a mezzaluna, fritto per immersione in olio bollente fino a gonfiarsi e dorarsi.

Pizza fritta napoletana dorata con ripieno tradizionale
Pizza fritta napoletana, specialità tradizionale dello street food partenopeo
Origine
Napoli
Regione
Campania
Categoria
Street food
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della Pizza fritta napoletana

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 30 minCottura 4 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • Per l'impasto (6-8 pizze fritte): 500 g di farina 00 o tipo 0 (W 260-280)
  • 300 ml di acqua
  • 12 g di sale
  • 3 g di lievito di birra fresco
  • Per il ripieno: 300 g di ricotta di latte vaccino ben scolata
  • 120 g di cicoli (ciccioli) di maiale
  • 200 g di provola o fiordilatte sgocciolato
  • 150 g di pomodoro pelato schiacciato
  • Pepe nero, basilico, sale
  • Olio di arachide per friggere

Preparazione

  1. Sciogliere il lievito nell'acqua, unire la farina e infine il sale

    impastare fino a un panetto liscio. Lasciare lievitare coperto 6-8 ore a temperatura ambiente, poi formare panetti da circa 120 g e far lievitare ancora 2 ore.

  2. Preparare il ripieno

    lavorare la ricotta con pepe e un pizzico di sale, tagliare la provola a dadini e farla sgocciolare, spezzettare i cicoli, condire il pomodoro con sale e basilico.

  3. Stendere ogni panetto a mano in un disco sottile di 20-22 cm, senza mattarello.

  4. Farcire una metà del disco lasciando libero il bordo

    prima la ricotta, poi i cicoli, la provola e un cucchiaio di pomodoro. Chiudere a mezzaluna e sigillare premendo bene il bordo.

  5. Friggere una pizza alla volta in abbondante olio a 175-180 °C, bagnandola con l'olio caldo perché si gonfi; girarla a metà cottura e cuocere 3-4 minuti in tutto, fino a doratura.

  6. Scolare su carta assorbente e servire subito, ancora fumante

Abbinamenti consigliati

Scopri anche

La versione tradizionale prevede
  • Per l'impasto (6-8 pizze fritte): 500 g di farina 00 o tipo 0 (W 260-280)
  • acqua
  • sale
  • lievito di birra fresco
  • Per il ripieno: 300 g di ricotta di latte vaccino ben scolata
  • cicoli (ciccioli) di maiale
Cosa non prevede
  • Cottura al forno (in quel caso è un calzone, non una pizza fritta)
  • Impasti con pasta sfoglia, pastella o impanature esterne
  • Ripieni con formaggi stagionati grattugiati al posto di ricotta e provola
  • Condimento aggiunto in superficie a mezzaluna chiusa (è la montanara)
Storia e origine

Le origini della Pizza fritta napoletana

La frittura di impasto lievitato appartiene alla cucina popolare napoletana da secoli: nei vicoli si friggevano pastelle e dischi di pasta come alternativa economica al pane e alla pizza cotta nel forno, che richiedeva legna e strutture costose.

La pizza fritta come la conosciamo oggi si consolida nel secondo dopoguerra: con farina scarsa, forni distrutti dai bombardamenti e ingredienti poveri, le donne napoletane vendevano davanti casa dischi di impasto ripieni e fritti, spesso con la formula «oggi a otto» (si mangia oggi e si paga fra otto giorni).

  1. XVIII-XIX sec.
    Nei vicoli di Napoli si diffonde la frittura di impasto lievitato come alternativa economica al pane.
  2. 1944-1950
    Nel dopoguerra la pizza fritta ripiena diventa pasto popolare completo, venduta davanti casa con la formula «oggi a otto».
  3. Anni 2000
    Le friggitorie storiche e le pizzerie napoletane rilanciano la pizza fritta anche in versioni d'autore.

Le caratteristiche in breve

Impasto di sola farina di grano tenero, acqua, sale e lievito: stesso impasto della pizza napoletana, senza grassi aggiunti.
Disco steso sottile, farcito su metà e chiuso a mezzaluna sigillando bene il bordo.
Frittura per immersione in olio profondo: la pasta si gonfia, forma bolle e assume un colore dorato uniforme.
Interno morbido e umido, esterno asciutto e croccante, mai unto se la temperatura dell'olio è corretta.
Servizio immediato, caldissima, su carta paglia.
Confronto

Pizza fritta, pizza al forno e calzone: le differenze

Cottura
Pizza fritta napoletana: Immersione in olio a 175-180 °C, 3-4 minuti
Calzone al forno / pizza al forno: Forno a legna a 430-480 °C, 60-90 secondi
Struttura
Pizza fritta napoletana: Pasta gonfia, bollosa, croccante fuori e umida dentro
Calzone al forno / pizza al forno: Cornicione asciutto e alveolato, superficie secca
Ripieno tipico
Pizza fritta napoletana: Ricotta, cicoli, provola, pomodoro, pepe
Calzone al forno / pizza al forno: Ricotta e salame o mozzarella e prosciutto
Formato
Pizza fritta napoletana: Mezzaluna sigillata, servita in carta paglia
Calzone al forno / pizza al forno: Mezzaluna al forno o disco aperto condito
Consumo
Pizza fritta napoletana: Street food, si mangia in piedi appena fritta
Calzone al forno / pizza al forno: Al tavolo in pizzeria, con posate

La montanara è un'altra preparazione ancora: disco piccolo fritto e poi condito in superficie, mai ripieno.

In cucina

Errori e soluzioni

  1. 01
    Olio troppo freddo

    Conseguenza: La pasta assorbe grasso e resta pallida e unta

    Soluzione: Mantenere 175-180 °C con un termometro e friggere una pizza alla volta

  2. 02
    Ripieno troppo umido

    Conseguenza: La pizza si apre in frittura e l'olio schizza

    Soluzione: Scolare bene ricotta e provola, usare pomodoro non acquoso

  3. 03
    Bordo sigillato male

    Conseguenza: Il ripieno fuoriesce e brucia nell'olio

    Soluzione: Premere il bordo con le dita e ripiegarlo, senza farina in eccesso

  4. 04
    Disco troppo spesso

    Conseguenza: Interno crudo e sapore di lievito

    Soluzione: Stendere a mano fino a 3-4 mm, lasciando il bordo appena più alto

  5. 05
    Farcitura eccessiva

    Conseguenza: La pizza non si gonfia e resta compatta

    Soluzione: Riempire solo metà disco, senza superare i bordi

Curiosità

La formula «oggi a otto» permetteva di mangiare la pizza fritta subito e pagarla otto giorni dopo: una forma di credito popolare nella Napoli del dopoguerra.
I cicoli sono i residui croccanti della fusione del grasso di maiale: nel ripieno danno sapidità e croccantezza, sostituendo salumi più costosi.

Abbinamenti

Birra chiara ghiacciata, abbinamento classico dello street food fritto.
In alternativa un Falanghina del Sannio DOP fresco e sapido, che alleggerisce la frittura.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra pizza fritta e calzone?

La pizza fritta napoletana è fritta per immersione in olio bollente; il calzone è cotto in forno. Cambiano struttura, colore e sapore: la pizza fritta è gonfia e bollosa, il calzone asciutto e alveolato.

La montanara è una pizza fritta?

No. La montanara è un disco piccolo di impasto fritto e poi condito in superficie con pomodoro, formaggio e basilico: non ha ripieno chiuso all'interno.

Qual è il ripieno tradizionale?

Nella versione storica dei quartieri napoletani il ripieno è composto da ricotta, cicoli di maiale, provola o fiordilatte, pomodoro e abbondante pepe nero.

Con quale olio si frigge?

Nelle friggitorie napoletane si usa olio di arachide per l'alto punto di fumo, mantenuto stabile tra 175 e 180 °C e cambiato spesso.

Si può preparare in casa?

Sì: serve lo stesso impasto della pizza napoletana, una lievitazione lunga e una pentola alta con olio abbondante. Va però fritta e servita al momento.

È più pesante della pizza al forno?

Se fritta correttamente assorbe poco olio, ma resta una preparazione più ricca della pizza al forno per la presenza di ricotta, provola e cicoli.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Comune di Napoli — Turismo, Cucina e street food della città di Napoli www.comune.napoli.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Regione Campania — Assessorato Agricoltura, Prodotti Agroalimentari Tradizionali e cucina tipica campana www.agricoltura.regione.campania.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco italiano dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Campania www.masaf.gov.it. Consultato il 02 agosto 2026.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario della cucina regionale italiana — Campania www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 02 agosto 2026.

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