StoroPAT Trentino-Alto AdigeValle del Chiese

Polenta di Storo: storia e ricetta tradizionale trentina

La polenta di Storo si prepara con la farina di mais Nostrano di Storo, varietà coltivata nella valle del Chiese fin dall'Ottocento.

Polenta di Storo con farina di mais Nostrano servita con formaggio
Polenta di Storo versata sul tagliere, con formaggio locale.
Origine
Storo, Trento
Regione
Trentino-Alto Adige
Categoria
Primi piatti
Ricetta tradizionale

Ricetta tradizionale della polenta di Storo

Ingredienti e procedimento per 4 persone.

4 porzioniPrep 10 minCottura 45 min

Ingredienti

Per 4 persone

  • 400 g di farina di mais Nostrano di Storo
  • 1,8 l di acqua
  • 15 g di sale grosso
  • 30 g di burro (facoltativo)
  • Formaggio locale a fette, per servire

Preparazione

  1. Portare a bollore l'acqua con il sale in un paiolo capiente, preferibilmente di rame.

  2. Versare la farina di mais a pioggia, mescolando continuamente con una frusta o un cucchiaio di legno per evitare grumi.

  3. Abbassare la fiamma al minimo e continuare a mescolare con il matterello di legno per i primi dieci minuti.

  4. Proseguire la cottura per almeno quaranta minuti, mescolando spesso e raschiando i bordi del paiolo.

  5. Aggiungere un poco d'acqua calda se la polenta si addensa troppo prima del tempo previsto.

  6. Verificare la cottura assaggiando

    il chicco deve risultare morbido e privo di sapore crudo.

  7. A fine cottura mantecare con il burro, se previsto, mescolando bene

  8. Versare la polenta calda su un tagliere di legno e servirla con formaggio locale a fette.

Prodotti tipici utilizzati

La versione tradizionale prevede
  • farina di mais Nostrano di Storo
  • 1,8 l di acqua
  • sale grosso
  • burro (facoltativo)
  • Formaggio locale a fette, per servire
Cosa non prevede
  • Farina di mais precotta istantanea
  • Panna nel condimento
  • Cottura in microonde
Storia e origine

Il mais della Val del Chiese

Il mais Nostrano di Storo è coltivato nella valle del Chiese, nel Trentino occidentale, fin dalla fine dell'Ottocento, quando sostituì progressivamente altri cereali nell'alimentazione contadina.

La polenta di Storo si è affermata come piatto quotidiano delle famiglie di valle, cotta a lungo nel paiolo di rame appeso al camino e mescolata con il matterello di legno.

Le caratteristiche in breve

Farina a grana medio-grossa che dà consistenza rustica alla polenta.
Cottura lenta di almeno quaranta minuti, con mescolamento costante.
Colore giallo intenso e profumo tostato tipico del mais locale.
Consistenza compatta, che si taglia bene una volta versata sul tagliere.
Materie prime

Gli ingredienti spiegati

Farina di mais Nostrano di Storo

Ingrediente identitario; dà sapore e struttura specifici.

Acqua

Deve essere in proporzione precisa per una cottura uniforme.

Sale grosso

Insaporisce l'intera massa fin dall'inizio della cottura.

Burro (facoltativo)

Aggiunto a fine cottura per una nota più morbida e ricca.

Guida pratica

Come riconoscere una Polenta di Storo ben riuscita

  • Superficie liscia

    La polenta ben cotta si stacca pulita dalle pareti del paiolo, senza grumi.

  • Consistenza compatta

    Versata sul tagliere deve rapprendersi senza colare.

In cucina

Errori e soluzioni

  1. 01
    Farina versata tutta insieme

    Conseguenza: Si formano grumi difficili da sciogliere.

    Soluzione: Versare la farina a pioggia lenta, mescolando in continuazione.

  2. 02
    Cottura troppo breve

    Conseguenza: Il mais resta crudo e la polenta ha un retrogusto amidaceo.

    Soluzione: Cuocere almeno quaranta minuti a fuoco basso, mescolando spesso.

  3. 03
    Fiamma troppo alta

    Conseguenza: La polenta attacca e brucia sul fondo.

    Soluzione: Mantenere una fiamma bassa e costante per tutta la cottura.

Domande frequenti

Che tipo di farina serve?

La farina di mais Nostrano di Storo a grana medio-grossa, prodotto agroalimentare tradizionale della Val del Chiese.

Serve per forza il paiolo di rame?

Non è obbligatorio ma è consigliato: distribuisce il calore in modo uniforme e favorisce la cottura lenta tradizionale.

Con cosa si serve tradizionalmente?

Con formaggi di malga trentini, funghi porcini trifolati o carne in umido.

Fonti

Fonti e verifica editoriale
  • Provincia autonoma di Trento, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari del Trentino www.provincia.tn.it. Consultato il 03 agosto 2026.
  • Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) — Trentino-Alto Adige www.masaf.gov.it. Consultato il 03 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle preparazioni tradizionali trentine e altoatesine.
  • Trentino Marketing — Visit Trentino, Enogastronomia e piatti della tradizione trentina www.visittrentino.info. Consultato il 03 agosto 2026.
  • Slow Food — Fondazione per la Biodiversità, Presìdi Slow Food del Trentino-Alto Adige www.fondazioneslowfood.com. Consultato il 03 agosto 2026.

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