Lucanica di Picerno IGP: la salsiccia a ferro di cavallo del Potentino
La Lucanica di Picerno IGP è una salsiccia di puro suino, insaccata a forma di ferro di cavallo, condita con sale, pepe in grani e semi di finocchio. Il nome «lucanica» è tra i più antichi della salumeria italiana e indica storicamente le salsicce di origine lucana. La denominazione IGP è circoscritta all'area di Picerno, in provincia di Potenza.
Caratteristiche del prodotto
- Forma a ferro di cavallo, ottenuta legando le due estremità del budello.
- Impasto di carne suina magra e grassa macinata a grana media.
- Aromatizzazione con pepe nero in grani interi e semi di finocchio selvatico.
- Colore rosso vivo con puntinatura bianca del grasso e dei semi di finocchio.
Territorio di produzione
- Comune di Picerno e area limitrofa, in provincia di Potenza.
- Zona collinare dell'Appennino lucano, storicamente vocata all'allevamento suino.
Materie prime
- Carne suina magra e grassa, secondo le proporzioni fissate dal disciplinare.
- Sale.
- Pepe nero in grani interi.
- Semi di finocchio selvatico.
Lavorazione
- Selezione e macinatura della carne suina a grana medio-grossa.
- Condimento con sale, pepe in grani e semi di finocchio, impastati a mano o meccanicamente.
- Insaccatura in budello naturale e legatura a ferro di cavallo.
- Asciugatura iniziale e avvio della stagionatura.
Stagionatura
- Stagionatura in locali freschi e ventilati, per un periodo che va da alcune settimane a oltre un mese secondo la pezzatura.
- Le forme vengono appese e periodicamente controllate durante l'asciugatura.
Disciplinare
- Indicazione Geografica Protetta riconosciuta a livello europeo e iscritta nel registro eAmbrosia.
- Il disciplinare definisce area di produzione, materie prime, forma a ferro di cavallo e parametri di lavorazione.
- Il controllo è affidato a un organismo terzo autorizzato dal MASAF.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Arrostita alla brace o in padella come secondo piatto.
- A fette nel condimento di primi piatti di pasta fresca.
- Come componente di antipasti di salumi lucani insieme a soppressata e pancetta.
- Nella preparazione di sughi rustici con peperoni cruschi.
Conservazione
- In luogo fresco e ventilato per il consumo a breve termine.
- Sottovuoto in frigorifero una volta tagliata, per preservare aromi e umidità.
Curiosità
Il termine «lucanica» è attestato già in fonti latine come nome di una salsiccia di origine lucana, diffusa poi in diverse aree del Mediterraneo.
La forma a ferro di cavallo distingue visivamente questo salume da altre salsicce lucane a spirale o dritte.
Domande frequenti
- Perché si chiama «lucanica»?
- Il nome è tra i più antichi della salumeria italiana e in origine indicava genericamente le salsicce provenienti dalla Lucania: da qui è passato, con varianti, a diverse tradizioni regionali italiane ed europee.
- Cosa la distingue da altre salsicce lucane?
- La forma a ferro di cavallo, la zona di produzione circoscritta a Picerno e limitrofi, e la condimentazione con pepe in grani interi e semi di finocchio secondo il disciplinare IGP.
- Si mangia cruda o cotta?
- Si consuma soprattutto cotta, alla brace o in padella; una volta ben stagionata può essere affettata anche a crudo come salume da tagliere.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani — www.politicheagricole.it. Consultato il 02 agosto 2026.
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro europeo delle denominazioni DOP, IGP e STG — ec.europa.eu. Consultato il 02 agosto 2026.
- Regione Basilicata, Agricoltura, prodotti tipici e tradizioni alimentari lucane — www.regione.basilicata.it. Consultato il 02 agosto 2026.
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