Pecorino del Monte Poro DOP: altopiano, latte crudo e stagionatura
Il Pecorino del Monte Poro DOP è un formaggio di latte ovino prodotto sull'altopiano del Monte Poro, in provincia di Vibo Valentia.
Caratteristiche del prodotto
- Forma cilindrica con facce piane e scalzo dritto, segnata dalla trama del canestro.
- Crosta da paglierina nelle forme fresche a rossastra nelle stagionate trattate con olio e peperoncino.
- Pasta bianca o paglierina, compatta, con occhiatura scarsa.
- Sapore dolce da giovane, intenso e piccante nelle stagionature lunghe.
Differenze dal prodotto generico
- Il pecorino industriale usa latte pastorizzato e fermenti selezionati: la DOP prevede latte crudo con flora autoctona.
- Il trattamento della crosta con olio e peperoncino è una pratica tradizionale calabrese, non una colorazione.
- Solo il latte munto nell'area del Monte Poro delimitata dal disciplinare può essere impiegato.
Territorio di produzione
- Altopiano del Monte Poro e comuni limitrofi della provincia di Vibo Valentia indicati dal disciplinare.
- Pascoli ventilati fra mare e montagna, con flora spontanea mediterranea che caratterizza il latte.
Storia e documentazione
La pastorizia ovina sull'altopiano del Poro è documentata da secoli: l'area, esposta ai venti del Tirreno, offre pascoli erbosi anche nelle stagioni asciutte.
Il pecorino era il prodotto di conservazione del latte pastorale e circolava nei mercati del Vibonese e della piana di Gioia Tauro.
La Denominazione di Origine Protetta è stata riconosciuta dall'Unione Europea nel 2021, dopo un percorso di codifica condotto dai produttori dell'altopiano.
Materie prime
- Latte ovino crudo intero da greggi allevate nell'area delimitata.
- Caglio di agnello o capretto e sale marino.
- Olio extravergine di oliva e peperoncino per il trattamento superficiale delle forme stagionate.
Lavorazione
- Riscaldamento del latte crudo e coagulazione con caglio di agnello o capretto.
- Rottura della cagliata a granuli fini e sosta sotto siero.
- Messa nei canestri, pressatura manuale e sgrondo.
- Salatura a secco o in salamoia e avvio della stagionatura.
Stagionatura
- Le tipologie previste vanno dal fresco allo stagionato, con maturazioni che superano i dodici mesi.
- Nelle forme stagionate la crosta viene periodicamente trattata con olio e peperoncino.
Disciplinare
- Denominazione di Origine Protetta registrata dall'Unione Europea nel 2021 e presente nel registro eAmbrosia.
- Il disciplinare definisce area di produzione, razze ovine, uso di latte crudo, tipo di caglio e tipologie di stagionatura.
- I controlli sono eseguiti da un organismo autorizzato dal Ministero.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Verifica in etichetta la denominazione completa e il logo DOP europeo.
- La superficie mostra la trama del canestro: è il segno della pressatura tradizionale.
- Nelle forme stagionate la crosta rossastra deve risultare da olio e peperoncino, non da coloranti.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- In tagliere con pane di grano duro e miele di fichi.
- Grattugiato sulla pasta calabrese con sugo di carne o con la 'nduja.
- A scaglie su verdure cotte e legumi dell'entroterra vibonese.
Conservazione
- In frigorifero, avvolto in carta per alimenti nella parte meno fredda.
- Le forme intere vanno tenute in ambiente fresco e ventilato e rivoltate periodicamente.
Curiosità
L'altopiano del Poro è ventilato tutto l'anno: la ventilazione costante è determinante per la stagionatura naturale delle forme.
Il caglio di agnello o capretto conferisce la nota piccante tipica dei pecorini del Sud, diversa da quella dei pecorini con caglio microbico.
È fra le DOP casearie italiane più recenti, riconosciuta nel 2021.
Domande frequenti
- Dove si produce il Pecorino del Monte Poro DOP?
- Sull'altopiano del Monte Poro e nei comuni limitrofi della provincia di Vibo Valentia, in Calabria.
- Perché la crosta è rossastra?
- Perché nelle forme stagionate viene trattata con olio extravergine e peperoncino, secondo la tradizione locale.
- Si usa latte crudo?
- Sì, il disciplinare prevede latte ovino crudo intero.
- Quanto stagiona?
- Dalle poche settimane delle forme fresche a oltre dodici mesi nelle stagionature lunghe.
Fonti
- MASAF, Elenco dei prodotti DOP, IGP e STG italiani — www.masaf.gov.it. Consultato il 05 agosto 2026. Elenco ufficiale delle denominazioni riconosciute dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
- Commissione Europea, eAmbrosia — Registro UE delle indicazioni geografiche — ec.europa.eu. Consultato il 05 agosto 2026. Registro ufficiale europeo con disciplinari, date di registrazione e riferimenti normativi di ogni DOP e IGP.
- Fondazione Qualivita, Qualigeo — Atlante delle Indicazioni Geografiche italiane — www.qualigeo.eu. Consultato il 05 agosto 2026. Banca dati delle IG italiane realizzata dalla Fondazione Qualivita, con schede tecniche e dati di filiera.
- Regione Calabria, Regione Calabria — Agricoltura e sviluppo rurale — www.regione.calabria.it. Consultato il 05 agosto 2026. Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria: produzioni agroalimentari e denominazioni.
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