Raschera DOP: il formaggio quadrato del Cuneese
Il Raschera DOP è un formaggio vaccino a pasta semidura prodotto in provincia di Cuneo, riconoscibile soprattutto per la caratteristica forma quadrata a facce piane, accanto a quella cilindrica ammessa dal disciplinare.
Caratteristiche del prodotto
- Pasta bianca o color avorio, elastica, con occhiatura piccola e irregolare distribuita in modo non uniforme.
- Crosta sottile, grigio-rossastra, morbida ed elastica nelle forme giovani, più consistente in quelle stagionate.
- Sapore fine e delicato nella tipologia di pianura, più sapido, aromatico e persistente nella tipologia d'alpeggio.
- Forma quadrata a facce piane, tratto distintivo del prodotto, oppure cilindrica, entrambe previste dal disciplinare.
Differenze dal prodotto generico
- Il Raschera d'alpeggio si distingue dal Raschera di pianura per l'area di produzione (comuni montani oltre i 900 metri), il periodo di caseificazione legato alla stagione dei pascoli e un sapore più sapido e aromatico dovuto all'alimentazione erbosa del bestiame in quota.
- La forma quadrata è il tratto più riconoscibile del Raschera rispetto ad altri formaggi cuneesi come la Toma piemontese, generalmente prodotta solo in forma cilindrica.
Territorio di produzione
- Il territorio della provincia di Cuneo indicato dal disciplinare, con area storica di riferimento tra il monte Mongioie e l'omonimo lago e alpeggio del Raschera.
- La menzione «d'alpeggio» è circoscritta a un elenco di comuni montani della provincia di Cuneo dove la produzione avviene con latte proveniente da pascoli situati oltre i 900 metri di altitudine.
Storia e documentazione
Il nome deriva dal lago e dall'alpeggio del Raschera, ai piedi del monte Mongioie, nel comune di Frabosa Soprana, area dove la produzione di questo formaggio è documentata da lungo tempo tra le malghe estive del Cuneese.
La forma quadrata, elemento distintivo del prodotto, nacque per esigenze pratiche di trasporto: le forme squadrate si accatastavano più facilmente sul dorso dei muli durante la discesa dagli alpeggi al fondovalle.
Materie prime
- Latte vaccino intero, con eventuali piccole aggiunte di latte ovino o caprino nelle percentuali previste dal disciplinare.
- Caglio e sale.
Lavorazione
- Coagulazione presamica del latte e rottura della cagliata in grani di media dimensione.
- Messa in fascera — quadrata o cilindrica a seconda della tipologia — e pressatura per favorire lo spurgo del siero.
- Salatura a secco o in salamoia, quindi avvio alla stagionatura in locali freschi e umidi con rivoltamenti periodici.
Stagionatura
- Stagionatura minima fissata dal disciplinare, di norma alcune settimane per la tipologia corrente.
- Affinamenti più lunghi, tipici anche delle forme d'alpeggio, restituiscono una pasta più compatta, un sapore più deciso e una crosta più marcata.
Disciplinare
- Il Raschera è Denominazione di Origine Protetta registrata a livello europeo; il disciplinare ammette sia la forma quadrata sia quella cilindrica come tipologie ufficiali del prodotto.
- Il disciplinare prevede la menzione «d'alpeggio» per le produzioni realizzate oltre i 900 metri di altitudine in un elenco definito di comuni montani della provincia di Cuneo, con regole più stringenti su alimentazione del bestiame e periodo di produzione.
- Il controllo è affidato a un organismo autorizzato che verifica il rispetto di zona, materie prime, forma e stagionatura.
Come riconoscere il prodotto autentico
- Marchio DOP impresso sullo scalzo o riportato in etichetta.
- Forma quadrata a facce piane, oppure cilindrica, entrambe ammesse dal disciplinare.
- Dicitura «d'alpeggio» presente solo sulle forme realizzate nei comuni montani indicati e nel periodo di monticazione estiva.
Utilizzo nella cucina tradizionale
- Fuso sulla polenta e negli sformati di verdure tipici della cucina cuneese.
- Nei taglieri di formaggi piemontesi, abbinato a mieli di montagna o alla cugnà.
- Nelle torte salate e nei ripieni della cucina di valle, dove la pasta semidura si scioglie con equilibrio.
Conservazione
- In frigorifero, avvolto in carta per alimenti, per un paio di settimane.
- Servire a temperatura ambiente per apprezzarne pienamente gli aromi.
Domande frequenti
- Perché il Raschera ha forma quadrata?
- La forma quadrata facilitava il trasporto a dorso di mulo dagli alpeggi al fondovalle, permettendo di accatastare le forme in modo più stabile; è rimasta come tratto distintivo del formaggio, anche se il disciplinare ammette pure la forma cilindrica.
- Cosa indica la menzione d'alpeggio sul Raschera?
- Identifica le forme prodotte in un elenco definito di comuni montani della provincia di Cuneo, con latte munto oltre i 900 metri durante la monticazione estiva; il sapore risulta più sapido e aromatico rispetto al Raschera di pianura.
- Il Raschera d'alpeggio si trova tutto l'anno?
- No, essendo legato alla stagione dei pascoli d'alta quota la sua produzione è limitata al periodo estivo, mentre il Raschera «di pianura» viene prodotto durante tutto l'anno.
- Da dove viene il nome Raschera?
- Il nome è legato al lago e all'alpeggio del Raschera, ai piedi del monte Mongioie, nel comune di Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo.
Fonti
- Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Prodotti DOP, IGP e STG — elenco e disciplinari — www.politicheagricole.it. Consultato il 08 agosto 2026.
- Commissione Europea — eAmbrosia, Registro delle indicazioni geografiche dell'Unione Europea — ec.europa.eu. Consultato il 08 agosto 2026.
- Camera di Commercio di Cuneo, Formaggi DOP della provincia di Cuneo — www.cn.camcom.it. Consultato il 08 agosto 2026.
- Regione Piemonte, Prodotti agroalimentari tradizionali e di qualità del Piemonte — www.regione.piemonte.it. Consultato il 08 agosto 2026.
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