Liquore Strega di Benevento
Liquore giallo aromatico prodotto a Benevento dal 1860 da un'infusione di 70 erbe e spezie, tra cui zafferano che ne definisce il colore.
Limoncello, Concerto, Nocillo, Finocchietto e i liquori della tradizione partenopea: l'archivio dei distillati campani con scheda editoriale pubblicata su Piatto Tipico.

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Liquore giallo aromatico prodotto a Benevento dal 1860 da un'infusione di 70 erbe e spezie, tra cui zafferano che ne definisce il colore.
Liquore ottenuto dall'infusione delle sole scorze di limone in alcol, poi diluita con sciroppo zuccherino: prodotto simbolo della Costiera.
La liquoreria campana raccolta in questo archivio si regge su due prodotti che rappresentano modelli produttivi opposti. Il liquore Strega di Benevento nasce nel 1860 come prodotto industriale di una singola casa produttrice, con una ricetta segreta di circa settanta erbe e spezie fra cui lo zafferano, responsabile del colore giallo. Il limoncello di Costa d'Amalfi è invece una preparazione diffusa, nata in ambito domestico e poi diventata filiera artigianale.
Il primo dipende da una formula, il secondo da una materia prima: senza i limoni dei terrazzamenti costieri il limoncello perde la sua identità, mentre lo Strega può essere prodotto solo a Benevento perché lì si trova lo stabilimento storico e il know-how di infusione e distillazione.
Il limoncello si prepara infondendo in alcol le sole scorze, senza polpa né succo, e diluendo poi l'infuso con sciroppo di zucchero. La scelta non è casuale: gli oli essenziali si concentrano nel flavedo, la parte gialla esterna, mentre l'albedo bianco cede amaro e la polpa cede acidità che intorbidisce il liquore.
I limoni della Costa d'Amalfi, coltivati sui terrazzamenti sostenuti da muri a secco fra Amalfi, Maiori e Minori, hanno buccia spessa, profumata e ricca di oli: sono la ragione per cui il liquore ha qui una tradizione consolidata. Gli stessi agrumi tornano nella pasticceria dell'archivio dolci campani.
Benevento è storicamente legata a una tradizione di erboristeria e di leggende sulle streghe che ha dato il nome al liquore. Sul piano produttivo, il prodotto appartiene alla famiglia dei liquori d'erbe dolci: infusione, distillazione parziale, aggiunta di zucchero e riposo, con un profilo speziato e leggermente amaricante, molto usato anche in pasticceria.
Questa doppia destinazione — bicchiere e laboratorio — è comune in Campania: i liquori entrano nelle bagne dei dolci e nelle creme, esattamente come accade con gli agrumi. Per il quadro completo delle produzioni regionali si può consultare l'archivio dei prodotti tipici della Campania.
Il limoncello si serve molto freddo, conservato in congelatore o in frigorifero, in bicchierini piccoli: la temperatura bassa contiene la percezione dello zucchero e dell'alcol. Va consumato entro pochi mesi dall'apertura, perché gli oli essenziali degradano e il colore vira verso tonalità opache.
Lo Strega si beve invece a temperatura ambiente, liscio dopo il pasto o in miscelazione. Entrambi accompagnano bene la pasticceria regionale, mentre con i piatti salati della cucina campana restano prodotti di chiusura, non di accompagnamento.