Archivio regionale · Campania

Dolci tradizionali della Campania

Pastiera, sfogliatella, babà, delizia al limone, struffoli, zeppole di San Giuseppe: l'archivio dei dolci campani con scheda editoriale su Piatto Tipico.

Panorama del Golfo di Napoli con il Vesuvio sullo sfondo

13 risultati nell'archivio

Pastiera napoletana con ripieno di ricotta, grano e canditi, dorata con strisce di frolla intrecciata
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Pastiera napoletana

Dolce tradizionale della Pasqua a Napoli: crostata di frolla con ripieno di ricotta di pecora, grano cotto nel latte, canditi e fiori d'arancio (PAT Campania).

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Sfogliatella riccia napoletana a strati croccanti con ripieno di ricotta e semola
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Sfogliatella

Dolce simbolo della pasticceria napoletana, nelle due versioni classiche riccia e frolla, con ripieno di ricotta, semola, canditi e fiori d'arancio.

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Babà napoletano al rum lucido di sciroppo su piatto di ceramica con crema
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Babà napoletano al rum

Piccolo lievitato a forma di fungo, imbevuto di sciroppo al rum, servito con panna o crema pasticcera: dolce simbolo di Napoli dal Settecento.

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Zeppole di San Giuseppe con crema pasticcera e amarena, spolverate di zucchero a velo
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Zeppole di San Giuseppe

Ciambelline di pasta choux fritte o al forno, farcite con crema pasticcera e amarena, preparate per la festa del papà il 19 marzo.

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Struffoli napoletani con miele, codette colorate e canditi su piatto natalizio
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Struffoli napoletani

Palline di pasta fritta legate con miele caldo, decorate con codette colorate e canditi: dolce tradizionale del Natale campano.

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Torta caprese al cioccolato e mandorle con crosta screpolata e zucchero a velo
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Torta caprese

Dolce senza farina a base di mandorle e cioccolato fondente, dalla superficie crepata e dal cuore umido: nato per caso a Capri.

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Migliaccio napoletano al semolino e ricotta con zucchero a velo
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Migliaccio napoletano

Torta di Carnevale a base di semolino, ricotta, uova e aromi di limone e fiori d'arancio: dolce contadino di origine antichissima.

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Sanguinaccio dolce napoletano al cioccolato con savoiardi
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Sanguinaccio dolce napoletano

Crema di cioccolato fondente aromatizzata con cannella e canditi, servita con savoiardi: dolce tradizionale del Carnevale (versione moderna senza sangue).

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Roccocò napoletani natalizi a forma di ciambella con mandorle
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Roccocò napoletani

Biscotti duri a forma di ciambella con mandorle, canditi e pisto (mix di spezie): dolce natalizio partenopeo di antica tradizione monastica.

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Delizia al limone della Costiera Amalfitana con crema al limone e limoncello
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Delizia al limone

Cupoletta di pan di Spagna imbevuta di limoncello, farcita e ricoperta di crema al limone: dolce moderno della Costiera Amalfitana.

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Spumone
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Spumone

Dolce freddo da stampo composto da strati di gelato o di crema semifreddo di gusti diversi, spesso con canditi, frutta secca e un cuore più morbido, sformato e tagliato a fette. Diffuso nel Sud Italia e legato in particolare alla tradizione dei gelatieri napoletani fra Otto e Novecento, con versioni documentate anche in Puglia e Calabria.

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Chiacchiere, Frappe e Bugie
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Chiacchiere, Frappe e Bugie

Dolce fritto di Carnevale a sfoglia sottilissima, tagliata a strisce o rettangoli, fritta fino a diventare croccante e bollosa e servita con abbondante zucchero a velo. È diffuso in tutta Italia con denominazioni differenti — chiacchiere, frappe, bugie, cenci, crostoli, galani, sfrappe, sfrappole — che indicano la stessa famiglia gastronomica, con varianti locali di forma, aromi e preparazione.

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Torrone di Benevento nelle varianti dura e morbida
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Torrone di Benevento

Torrone sannita prodotto a Benevento dal Medioevo, nelle versioni Cupedia (duro con miele e mandorle) e torrone morbido al cioccolato.

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Ricotta, grano e agrumi: le tre basi napoletane

La pasticceria campana ruota attorno a tre materie prime che ritornano in quasi tutte le ricette storiche: la ricotta di pecora, il grano — in chicchi o in semola — e gli agrumi della costa. La pastiera napoletana le riunisce tutte: grano cotto nel latte, ricotta setacciata, canditi e acqua di fiori d'arancio in un guscio di pasta frolla chiuso da strisce incrociate.

La stessa ricotta è protagonista della sfogliatella, nelle due versioni riccia e frolla, e del migliaccio, dolce di semolino e ricotta legato al Carnevale. Gli agrumi entrano invece in scena nella delizia al limone, nata in costiera sorrentina nella seconda metà del Novecento e oggi tra i dolci campani più riconoscibili.

Il calendario delle feste, dolce per dolce

In Campania quasi ogni dolce ha una data. La pastiera appartiene alla Pasqua; le zeppole di San Giuseppe al 19 marzo, fritte o al forno e completate da crema e amarena; gli struffoli e i roccocò al Natale, i primi legati dal miele, i secondi duri e speziati con il pisto.

Al Carnevale appartengono migliaccio e sanguinaccio dolce, crema di cacao e cannella che oggi si prepara senza sangue di maiale, vietato nella vendita al pubblico dal 1992. Questa scansione non è folclore: spiega perché alcuni dolci si trovino tutto l'anno nelle pasticcerie e altri solo in poche settimane.

Napoli, Capri, Sorrento, Benevento: geografie diverse

Non tutta la pasticceria campana è napoletana. La torta caprese nasce sull'isola come dolce di mandorle e cioccolato senza farina; lo spumone appartiene alla tradizione gelatiera napoletana ottocentesca; il torrone di Benevento racconta invece l'entroterra sannita e la sua lavorazione del miele e delle nocciole.

Il babà è il caso più noto di adozione: arrivato a Napoli dalla corte francese nel Settecento, viene ricostruito localmente come lievitato molto alveolato imbevuto di sciroppo al rum. È un esempio di come la città abbia assorbito tecniche esterne mantenendo però ingredienti e formati propri.

Come riconoscere una versione ben fatta

Alcuni indizi pratici aiutano a valutare la qualità. Nella sfogliatella riccia le sfoglie devono essere numerose, sottili e separate, con superficie croccante e ripieno ancora umido. Nella pastiera il grano deve rimanere percepibile al morso e il profumo di fiori d'arancio non deve coprire la ricotta. Negli struffoli il miele deve legare senza inzuppare, lasciando le palline croccanti.

Nel babà la bagna deve arrivare al centro senza sfaldare l'impasto: un babà asciutto al cuore o, all'opposto, che perde struttura è mal eseguito. Le schede di questo archivio riportano per ciascuna preparazione ingredienti, procedimento e varianti documentate, utili sia per riconoscere il prodotto in pasticceria sia per prepararlo in casa.

Fonti e approfondimenti
  • MASAF — Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026. Riconoscimento ufficiale delle produzioni tradizionali citate in pagina.
  • Regione Campania, Portale istituzionale — agricoltura e produzioni tipiche www.regione.campania.it. Consultato il 12 agosto 2026. Riferimento istituzionale sulle produzioni tradizionali regionali.
  • Accademia Italiana della Cucina, Ricettario e archivio delle tradizioni gastronomiche regionali www.accademiaitalianadellacucina.it. Consultato il 12 agosto 2026. Riferimento sulle versioni storiche delle preparazioni dolci citate.

Domande frequenti