
Taurasi DOCG
Rosso da uve Aglianico prodotto in Irpinia: struttura tannica importante e lunga longevità, chiamato "Barolo del Sud".
Le grandi DOCG irpine e sannite (Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo, Aglianico del Taburno), la Falanghina del Sannio DOC, il Lacryma Christi del Vesuvio e i vini delle isole e della Costiera Amalfitana.

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Rosso da uve Aglianico prodotto in Irpinia: struttura tannica importante e lunga longevità, chiamato "Barolo del Sud".
Bianco strutturato di area vulcanica dell'Irpinia: mineralità marcata e note di frutta gialla matura, ottimo su cucina di mare complessa.
Bianco irpino di lunga longevità: fresco in gioventù, con l'invecchiamento sviluppa complessità di nocciola tostata e miele.

Rosso da uve Aglianico coltivate ai piedi del monte Taburno (Benevento): tannino vigoroso e struttura importante.
Bianco fresco e agrumato del Sannio beneventano da uve Falanghina: vino da aperitivo e da tutto pasto della tradizione campana.
Rosso, bianco e rosato prodotti sulle pendici vulcaniche del Vesuvio da uve Piedirosso, Sciascinoso, Coda di Volpe e Caprettone.
Piccola produzione vinicola dell'isola di Capri: bianchi da Falanghina e Greco, rossi da Piedirosso, entrambi legati alla ristorazione locale.
Vini dell'isola d'Ischia da vigneti terrazzati sul mare: bianco da Forastera e Biancolella, rosso da Guarnaccia e Piedirosso.
Vini della Costiera Amalfitana con sottozone Furore, Ravello e Tramonti: bianchi da Falanghina e Biancolella, rossi da Piedirosso e Tintore.
La Campania concentra in provincia di Avellino tre delle sue quattro DOCG, e non è un caso: l'Irpinia è area interna, collinare e fredda, con suoli di origine vulcanica e argillosa e altitudini fra i 400 e i 700 metri. Il Taurasi DOCG nasce da uve Aglianico e prevede lunghi affinamenti, con tannino marcato e grande longevità; il Greco di Tufo DOCG e il Fiano di Avellino DOCG sono invece due bianchi di lunga vita, il primo più sapido e minerale, il secondo più fine e floreale.
La quarta DOCG regionale è l'Aglianico del Taburno DOCG, in provincia di Benevento, sulle pendici del massiccio del Taburno: stesso vitigno del Taurasi ma condizioni diverse, con vini in genere più immediati e meno austeri.
Il Sannio beneventano è la zona di maggiore produzione quantitativa della regione ed è il regno della Falanghina del Sannio DOC, bianco fresco e agrumato che ha trainato la riscoperta dei vitigni autoctoni campani. Sul versante vesuviano il Lacryma Christi del Vesuvio DOC si coltiva su sabbie laviche, con Coda di Volpe e Verdeca per i bianchi e Piedirosso e Aglianico per i rossi.
Le isole e la costiera formano il terzo blocco: Ischia DOC e Capri DOC sono fra le denominazioni italiane più antiche, mentre la Costa d'Amalfi DOC si pratica su terrazzamenti a picco sul mare, con vitigni come Falanghina, Biancolella, Piedirosso e Tintore.
Vale la pena distinguere vitigno e denominazione: Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina, Coda di Volpe, Piedirosso e Biancolella sono varietà, mentre Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo e le altre sono denominazioni con disciplinare, zona e tipologie definite. Lo stesso vitigno può dare vini molto diversi a seconda dell'area: l'Aglianico irpino è più tannico e tardivo di quello del Taburno.
Sugli abbinamenti la regione offre coerenze forti: i bianchi vulcanici e isolani reggono il pesce azzurro e la mozzarella; i rossi irpini accompagnano carni e ragù lunghi dei piatti tipici campani; i passiti e i vini dolci vanno con la pasticceria di ricotta che trovi tra i dolci della Campania.