Archivio regionale · Puglia

Vini della Puglia

I grandi rossi del Sud (Primitivo di Manduria DOC, Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG, Salice Salentino DOC, Negroamaro) e i bianchi della Valle d'Itria (Locorotondo DOC, Martina Franca DOC), fino al Moscato di Trani DOC.

Vigneti e ulivi della campagna pugliese

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Tre Puglie del vino: Daunia, Murgia, Salento

La viticoltura pugliese si legge meglio dividendo la regione in fasce. A nord, fra Trani e la Daunia, dominano i moscati e i vitigni a bacca nera della piana; al centro, sulla Murgia e attorno a Castel del Monte, il Nero di Troia; a sud, nel Salento, Negroamaro e Primitivo. Le denominazioni raccolte in questo archivio seguono esattamente questa geografia, e la Castel del Monte Nero di Troia Riserva DOCG è oggi il vertice della fascia murgiana.

In mezzo c'è un caso a sé: la Valle d'Itria, altopiano fresco fra Bari, Brindisi e Taranto, che produce bianchi e non rossi. Il Locorotondo DOC e il Martina Franca DOC nascono dalle stesse uve — Verdeca e Bianco d'Alessano — su suoli carsici e a quote più alte, con un profilo secco e mandorlato che non somiglia al resto della regione.

Primitivo e Negroamaro non sono la stessa cosa

La confusione più frequente riguarda i due rossi salentini. Il Primitivo di Manduria DOC nasce da un vitigno a maturazione precoce e ricco di zuccheri, che dà vini caldi, alcolici e di frutto maturo, nell'areale fra Taranto e Brindisi. Il Salice Salentino DOC è invece a base Negroamaro, spesso con Malvasia Nera di Lecce: acidità e tannino più netti, note di frutta rossa e un finale ammandorlato.

Il Negroamaro compare anche fuori dalle DOC: il Negroamaro di Terra d'Otranto IGT è un'indicazione geografica tipica, non una denominazione di origine, e consente rese e stili più liberi. Distinguere IGT, DOC e DOCG non è formalismo: cambia l'area ammessa, la resa massima e il grado di controllo sulla filiera.

Il dolce: Moscato di Trani

Il Moscato di Trani DOC è l'unico vino dolce del gruppo e si produce da Moscato Reale nel territorio di Trani, nelle versioni naturale e liquorosa. È un vino da fine pasto, dorato e aromatico, storicamente legato alla marineria e all'esportazione dal porto adriatico.

Come abbinamento regionale funziona con la pasticceria di mandorla e con i biscotti speziati dei dolci pugliesi, mentre i rossi salentini reggono le preparazioni di carne e legumi della cucina pugliese.

Come scegliere, in pratica

Per un rosso di struttura da piatti grassi conviene il Primitivo di Manduria o la riserva di Nero di Troia; per un rosso da tavola quotidiano il Salice Salentino, che resta più agile; per un bianco d'estate i due bianchi della Valle d'Itria, che hanno alcol contenuto e sapidità.

L'etichetta va letta insieme al disciplinare: la menzione «Riserva» implica affinamenti minimi definiti, e la zona indicata non coincide sempre con la provincia. Le schede di questo archivio riportano per ciascuna denominazione l'area effettiva e le uve ammesse, secondo i testi ufficiali.

Fonti e approfondimenti
  • MASAF, Disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP www.masaf.gov.it. Consultato il 12 agosto 2026. Base normativa di vitigni, zone di produzione e tipologie delle denominazioni citate.
  • Commissione europea, eAmbrosia — registro delle indicazioni geografiche ec.europa.eu. Consultato il 12 agosto 2026. Verifica delle denominazioni DOP, IGP, DOC e DOCG citate.
  • Regione Puglia, Vitivinicoltura e denominazioni di origine regionali www.regione.puglia.it. Consultato il 12 agosto 2026. Inquadramento delle aree viticole e delle filiere regionali.

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