Teroldego Rotaliano DOC
Trento e Piana Rotaliana
Rosso intenso dal vitigno autoctono Teroldego, coltivato nella Piana Rotaliana trentina: colore violaceo profondo, tannino robusto e note di frutti di bosco.
Scopri Teroldego Rotaliano DOCLe bollicine di montagna del Trento DOC, il Teroldego della Piana Rotaliana, il Lagrein di Bolzano e i bianchi di quota: la mappa delle denominazioni regionali.
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Trento e Piana Rotaliana
Rosso intenso dal vitigno autoctono Teroldego, coltivato nella Piana Rotaliana trentina: colore violaceo profondo, tannino robusto e note di frutti di bosco.
Scopri Teroldego Rotaliano DOCDenominazione che comprende numerose tipologie di bianchi e rossi (Chardonnay, Pinot Grigio, Marzemino) prodotte nelle valli trentine, dall'Adige alla Vallagarina.
Scopri Trentino DOCTrento e Piana Rotaliana
Spumante metodo classico da uve Chardonnay e Pinot Nero coltivate sulle colline trentine, prodotto secondo il disciplinare Trentodoc: la prima denominazione italiana dedicata esclusivamente alla spumantizzazione classica.
Scopri Trento DOC (metodo classico)Denominazione che raggruppa bianchi e rossi altoatesini da vitigni come Gewürztraminer, Pinot Bianco, Sauvignon e Lagrein, coltivati sui terrazzamenti della Val d'Adige e delle valli laterali.
Scopri Alto Adige DOC (Südtirol)Bolzano e Val d'Adige altoatesina
Rosso leggero e fruttato da uve Schiava, coltivato sulle colline intorno al Lago di Caldaro nella Bassa Atesina: denominazione storica condivisa tra Alto Adige e la vicina Trentino settentrionale.
Scopri Lago di Caldaro DOC (Kalterersee)Denominazione interregionale prodotta lungo la valle dell'Adige tra Trentino-Alto Adige e Veneto, con bianchi e rossi di beva quotidiana da vitigni come Pinot Grigio e Schiava.
Scopri Valdadige DOCTorna alla pagina regionale per esplorare territori, itinerari e categorie.
Vai alla pagina Trentino-Alto AdigeTrentino e Alto Adige condividono la valle dell'Adige ma hanno impostazioni produttive diverse. In Alto Adige l'Alto Adige DOC (Südtirol) funziona da denominazione ombrello con numerose sottozone e tipologie varietali: Gewürztraminer, Pinot Bianco, Pinot Nero, Lagrein, Schiava. In Trentino il Trentino DOC svolge un ruolo analogo, con forte presenza di Chardonnay, Pinot Grigio, Marzemino e Nosiola.
L'elemento comune è la verticalità: i vigneti salgono dai 200 metri del fondovalle agli oltre 900 dei versanti, e in poche centinaia di metri cambiano temperature, ventilazione e maturazione. È questa escursione a spiegare l'acidità e la finezza aromatica dei bianchi regionali.
Il Teroldego Rotaliano DOC è il rosso trentino più identitario: nasce sulla Piana Rotaliana, conoide alluvionale ghiaiosa alla confluenza fra Noce e Adige, e dà vini scuri, di frutto e con acidità sostenuta. Il Trento DOC è invece una denominazione dedicata esclusivamente agli spumanti metodo classico di montagna, da Chardonnay e Pinot Nero coltivati in quota, con lunghi affinamenti sui lieviti.
Sul confine tra le due province il Lago di Caldaro DOC (Kalterersee) rappresenta la tradizione della Schiava: rossi leggeri, poco tannici, storicamente vini da osteria. Il Valdadige DOC copre infine l'asta della valle su un'area interregionale più ampia.
Come regola: bianchi tesi e aromatici dalle quote alte, rossi leggeri (Schiava) dalle zone lacustri, rossi strutturati (Lagrein, Teroldego) dai fondovalle ghiaiosi e caldi, spumanti metodo classico dalle vigne di montagna. Anche qui è bene distinguere il vitigno — Teroldego, Lagrein, Schiava, Nosiola — dalla denominazione, che definisce zona, rese e tipologie.
In tavola le associazioni locali sono consolidate: Schiava e Lago di Caldaro con speck e salumi affumicati, Lagrein e Teroldego con carni rosse e canederli, bianchi altoatesini con pesce di lago e formaggi di malga, Trento DOC come aperitivo e con i piatti di apertura dell'archivio piatti tipici del Trentino-Alto Adige. Le vinacce di queste uve alimentano la produzione di grappe e distillati regionali.