Baccalà alla cappuccina: la ricetta bellunese senza pesce
Il baccalà alla cappuccina è una preparazione della cucina povera bellunese a base di sola purea di patate, insaporita con olio e aglio fino ad assumere l'aspetto e in parte il gusto del baccalà mantecato, ma senza alcun pesce. Nasce come piatto 'di magro' per imitarne il sapore nei giorni di scarsità o di digiuno.
Ricetta tradizionale del baccalà alla cappuccina
Ingredienti e procedimento per 4 persone.
Ingredienti
Per 4 persone
- 800 g di patate
- 150 ml di olio extravergine di oliva
- 1-2 spicchi d'aglio
- Sale e pepe q.b.
- Prezzemolo tritato (facoltativo)
Preparazione
Lessare le patate con la buccia, quindi pelarle ancora calde e schiacciarle grossolanamente.
Montare le patate con l'olio extravergine versato a filo, come si fa con il baccalà mantecato, fino a ottenere una crema morbida.
Insaporire con aglio tritato finemente (o infuso nell'olio), sale, pepe ed eventualmente prezzemolo.
- Servire tiepido o freddo, su crostini di pane o polenta abbrustolita
- patate
- olio extravergine di oliva
- 1-2 spicchi d'aglio
- Sale e pepe q.b.
- Prezzemolo tritato (facoltativo)
Il finto baccalà della montagna
Nelle valli bellunesi, lontane dalla costa e storicamente meno raggiunte dal commercio del pesce conservato, si è sviluppata una cucina povera capace di imitare, con ingredienti dell'entroterra, i sapori dei piatti costieri più noti.
Il nome 'alla cappuccina' richiama probabilmente la sobrietà francescana, coerente con l'origine del piatto come pietanza di magro adatta ai giorni di digiuno religioso, quando la carne era esclusa dalla tavola ma il pesce vero non era sempre disponibile o accessibile.
Le caratteristiche in breve
Domande frequenti
Il baccalà alla cappuccina contiene davvero pesce?
No: è una preparazione a base di sola purea di patate, montata con olio e aglio in modo da ricordare nell'aspetto e in parte nel sapore il baccalà mantecato, ma completamente priva di pesce.
Perché si chiama 'alla cappuccina'?
Il nome è tradizionalmente associato alla sobrietà dei frati cappuccini e alla tradizione dei piatti di magro adatti ai giorni di digiuno religioso, quando la carne era esclusa dalla tavola.
Fonti
- Comune di Belluno, Portale istituzionale del Comune di Belluno — www.comune.belluno.it. Consultato il 27 luglio 2026. Riferimento per le tradizioni gastronomiche della provincia di Belluno.
- Regione del Veneto, Portale istituzionale della Regione del Veneto — www.regione.veneto.it. Consultato il 27 luglio 2026. Riferimento istituzionale per le tradizioni agroalimentari e gastronomiche venete.
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